<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976</id><updated>2012-02-16T09:07:52.477+01:00</updated><title type='text'>Riflettiamo Insieme</title><subtitle type='html'>nella vigna ...</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Angel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10192843818584780362</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='31' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/Sq-t8I8y7MI/AAAAAAAAAIE/Gb2VJ1DI-Xo/S220/Copia+di+angelo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>462</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8090910178782160357</id><published>2012-02-14T18:00:00.000+01:00</published><updated>2012-02-14T18:00:08.493+01:00</updated><title type='text'>Una fiaba metafisica per raccontare l'ineluttabile - VI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Questa sera pubblichiamo altre due parti della bellissima fiaba tratta dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "Oscar e la dama in rosa", segnalataci dalla nostra Enza, ed ormai vicina alla sua conclusione:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ho sessant’anni passati e pago il prezzo di tutti gli eccessi di ieri sera. Non mi sento in gran forma oggi.&lt;br /&gt;Mi ha fatto piacere tornare a casa mia, all’ospedale. Quando si è vecchi, si diventa così, non si ha più voglia di viaggiare. E’ certo che non ho più voglia di andarmene. &lt;br /&gt;Quello che ti ho detto nella mia lettera di ieri è che da Nonna Rosa, su una mensola, lungo le scale, c’è una statua di Peggy Blue. Te lo giuro. Esattamente uguale, di gesso, con lo stesso viso molto dolce, lo stesso colore azzurro sui vestiti e sulla pelle. Nonna Rosa sostiene che si tratta della Vergine Maria, tua madre da quanto ho capito, una madonna che si trova in casa sua da parecchie generazioni. Ha accettato di darmela. L’ho messa sul mio comodino. A ogni modo, tornerà un giorno nella famiglia di Nonna Rosa, poiché l’ho adottata. &lt;br /&gt;Peggy Blue sta meglio. E’ venuta a farmi visita in sedia a rotelle. Non si è riconosciuta nella statua ma abbiamo passato un bel momento insieme. Abbiamo ascoltato lo schiaccianoci tenendoci la mano e la cosa ci ha ricordato i bei tempi.&lt;br /&gt;Non riesco a scriverti di più perché trovo la stilografica un po’ pesante.&lt;br /&gt;Tutti sono indisposti qui, persino il dottor Dȕsseldorf, a causa dell’indigestione da cioccolatini, foies gras, marrons glaces e dello champagne che tutti i genitori dei pazienti hanno offerto al personale curante. Mi piacerebbe molto che mi facessi visita. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A domani, baci&lt;br /&gt;Oscar.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;***&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caro Dio,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;oggi ho avuto da settanta a ottant’anni e ho molto riflettuto. Ho usato il regalo natalizio di Nonna rosa. &lt;br /&gt;Non so se te ne avevo parlato. E’ una pianta del Sahara che vive tutta la sua vita in un solo giorno. Non appena il seme riceve dell’acqua germoglia, diventa stelo, mette le foglie, fa un fiore, produce dei semi, avvizzisce, si appiattisce e, pugg, la sera è morto. E’ un regalo straordinario, ti ringrazio di averlo inventato. L’abbiamo annaffiata stamattina alle sette, Nonna Rosa, i miei genitori e io (a proposito, non so se te l’ho detto, in questo momento abitano da Nonna Rosa perché è meno lontano) e ho potuto seguire tutta la sua esistenza. Ero commosso. E’ piuttosto gracile e striminzita, non ha nulla di un baobab ma ha fatto valorosamente tutto il suo lavoro di pianta, come una grande, davanti a noi in una giornata, senza fermarsi. Con Peggy blue abbiamo letto a lungo il dizionario medico. E’ il suo libro preferito. Le malattie l’appassionano e si chiede quali potrà avere in futuro. Io ho cercato le parole che mi interessavano:  “Vita”, “Fede”, “Dio”. Forse non mi crederai, non c’erano! Nota, questo prova già che né la vita, né la morte, , né la fede, né tu siete malattie. Il che rappresenta una notizia abbastanza buona. Però, in un libro così serio, dovrebbero esserci delle risposte alle domande più serie, no?&lt;br /&gt;“Nonna Rosa, ho l’impressione che, nel dizionario medico, ci siano solo delle cose particolari, dei problemi che possono capitare a questo o a quel tizio. Ma non ci sono le cose che riguardano tutti: la Vita, la Morte, la Fede, Dio.”&lt;br /&gt;“Forse bisognerebbe consultare un Dizionario filosofico, Oscar. Tuttavia, anche se trovi le idee che cerchi, rischi ugualmente di rimanere deluso. Propone parecchie risposte molto diverse per ogni nozione.”&lt;br /&gt;“Come mai?”&lt;br /&gt;“Le domande più interessanti rimangono domande. Avvolgono un mistero. A ogni risposta, si deve associare un “Forse”. Sono solo le domande senza interesse ad avere una risposta definitiva.”&lt;br /&gt;“Vuole dire che per “Vita” non c’è soluzione?”&lt;br /&gt;“Voglio dire che per “Vita” ci sono parecchie soluzioni, dunque nessuna soluzione.”&lt;br /&gt;“Quello che penso io, Nonna Rosa, è che l’unica soluzione per la vita sia vivere.”&lt;br /&gt;Il Dottor Dűsseldorf è passato a vederci con la sua aria da cane bastonato che lo rende ancora più espressivo, con le sue grandi sopracciglia nere.&lt;br /&gt;“Si pettina la sopracciglia, Dottor Dűsseldorf?” ho chiesto. &lt;br /&gt;Si è guardato attorno molto sorpreso, con l’aria di chiedere a Nonna Rosa e ai miei genitori se avesse udito bene. Ha finito di dire di si con voce soffocata. &lt;br /&gt;“Non bisogna fare una faccia simile, Dottor Dűsseldorf. Ascolti, le parlerò francamente perché io sono sempre stato molto corretto sul piano medicina e lei è stato impeccabile sul piano malattia. La smetta con quell’espressione colpevole. Non è colpa sua se è costretto ad annunciare brutte notizie alle persone, malattie dai nomi latini e guarigioni impossibili. Deve rilassarsi, distendersi. Non è Dio Padre. Non è lei a comandare la natura. Lei è solo un riparatore. Deve rallentare, Dottor Dűsseldorf, diminuire la pressione e non darsi troppa importanza, altrimenti non potrà continuare a lungo con questo mestiere. Guardi già la faccia che ha.”&lt;br /&gt;Ascoltandomi, il Dottor Dűsseldorf aveva la bocca come se stesse bevendo un uovo. Poi ha sorriso, ha fatto un vero sorriso e mi ha abbracciato.&lt;br /&gt;“Hai ragione, Oscar. Grazie di avermelo ricordato.”&lt;br /&gt;“Di nulla, Dottore, al suo servizio. Torni quando vuole.”&lt;br /&gt;Ecco, Dio. La tua visita, invece, continuo ad aspettarla. Vieni. Non esitare. Vieni, anche se ho molta gente intorno in questo momento. Mi farebbe davvero piacere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A domani, baci,&lt;br /&gt;Oscar&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8090910178782160357?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8090910178782160357/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/02/una-fiaba-metafisica-per-raccontare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8090910178782160357'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8090910178782160357'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/02/una-fiaba-metafisica-per-raccontare.html' title='Una fiaba metafisica per raccontare l&apos;ineluttabile - VI'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4610933933399370095</id><published>2012-01-22T18:07:00.000+01:00</published><updated>2012-01-22T18:07:09.976+01:00</updated><title type='text'>Amare qualcuno... ricordando Patrizia</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Carissimi, il nostro cuore oggi è triste perché ci ha lasciati la nostra cara Patrizia a cui abbiamo dedicato questa sezione da lei fortemente voluta. La vogliamo per questo ricordare attraverso la prima riflessione che ha inaugurato due anni fa questo spazio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Amare qualcuno, non significa pensarla come lui, come spesso si crede, ma significa amare come Lui ci ama! Dall' Incarnazione alla Pentecoste i Vangeli sono pieni di racconti di come Lui ci ha amati e ci ama, della tenerezza che ha avuto nei confronti degli uomini, anche(o soprattutto?) di quelli ritenuti indegni dagli uomini che invece, si ritenevano "giusti". Ha iniziato i Miracoli trasformando l' acqua in vino, su richiesta di Maria, che da piena di Grazia qual era, si era resa conto dell'imbarazzo degli sposi; ha continuato più o meno così, provando sempre compassione per le necessità degli uomini; moltiplicando pani e pesci, scacciando demoni, ridando la vista ai ciechi, facendo camminare i paralitici, risuscitando addirittura i morti. Ma soprattutto ci ha dato se stesso, nel Sacramento dell' Eucaristia, che sarebbe continuato nella Chiesa, col dono dello Spirito Santo, insegnandoci così che "Non di solo pane vive l'uomo".&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non ho mai conosciuto nessuno che abbia amato così! Ci ha anche affidati a Sua Madre, che ci protegge sempre e non ci abbandona mai. Non si può certo dire che abbia fatto tutto ciò per quelli che la pensavano come Lui, o che appartenevano alla Sua famiglia o al Suo popolo, anzi nella Sua patria non ha potuto compiere che pochi miracoli a causa della loro incredulità! Mentre ad esempio i Samaritani beneficiano di numerosi Suoi interventi e colloqui. Quello che conta per essere soccorsi da Lui è sentirsi bisognosi, assetati di giustizia, di pace, di Amore e invocare il Suo intervento Misericordioso. Ancora oggi è così!&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quindi anche tra cristiani deve essere così: l'amore per l'altro non deve partire dal fatto che è nostro amico o ha le nostre stesse idee politiche, come spesso succede, ma dalla gratuità! Quindi non si può neanche imporre! Gesù non ha mai imposto la Sua Presenza,(anche se senza di essa non c'è salvezza) ma si è sempre donato a chi Lo cercava!  Se riflettessimo più spesso sul Suo Amore che è così libero, ogni nostra pretesa o imposizione sugli altri cesserebbe; ogni violenza anche, perchè LUI si è fatto uccidere, non ha ucciso nessuno, non ha nemmeno reagito, imprecato, odiato, no,no,no! Ma ha detto: "Perdona loro perchè non sanno quello che fanno"  Signore rendici capaci di amare come TU ami; mostrati a tutti, fa' che tutti invochino la Tua Infinita Sconvolgente Misericordia, grazie.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4610933933399370095?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4610933933399370095/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/amare-qualcuno-ricordando-patrizia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4610933933399370095'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4610933933399370095'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/amare-qualcuno-ricordando-patrizia.html' title='Amare qualcuno... ricordando Patrizia'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-6909837048922852760</id><published>2012-01-17T15:49:00.000+01:00</published><updated>2012-01-17T15:49:34.802+01:00</updated><title type='text'>Raccolta di scritti di Sant'Antonio Abate</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-zL9trchSoHM/TxWKagjJMBI/AAAAAAAAAbc/d7Ui0tXOGX4/s1600/Sant%2527Antonio+Abate.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-zL9trchSoHM/TxWKagjJMBI/AAAAAAAAAbc/d7Ui0tXOGX4/s320/Sant%2527Antonio+Abate.jpg" width="285" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi desideriamo proporre una raccolta di scritti di Sant'Antonio Abate celebrato in questa giornata per trarre utili spunti di meditazione:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;"Il dominio di sé, la mitezza, la castità, la solidità di carattere, la pazienza insieme alle altre virtù sono le armi date da Dio per resistere alle prove ed aiutarci nel combattimento spirituale. Addestrandoci in esse e mantenendoci pronti alla pugna, nessun contrasto, per quanto aspro, grave, devastatore e intollerabile ci apparirà invincibile. Chi non possiede saggezza, mai pensa che ogni vicissitudine è per condurci al bene; la prova manifesta le nostre virtù e ci rende degni di essere coronati da Dio".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Rifletti sulla vanità breve ed illusoria della giocondità dei ricchi, acquisterai la conoscenza di quanto è migliore la vita virtuosa, amata da Dio.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;"Questa conoscenza ti permetterà di vedere uomini non interiormente liberi applauditi per l'eloquenza, l'erudizione e i beni posseduti, e non avrai più amarezza o rimpianto o risentimento per nulla.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Comprenderai che il pessimo male dell'anima sono i desideri insaziabili di ricchezze e piaceri, uniti all'ignoranza della verità".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;"Chiunque si adopri a condurre una esistenza libera dal male e illuminata dall'amore di Dio, abbandoni ogni stima di se stesso ed ogni ricerca di gloria effimera, vigili a riformare le sue forze vitali interiori ed esteriori.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Una mente, fertile per l'amore di Dio e salda nella fede delle realtà invisibili, è guida e cammino verso Dio.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Chi non ha conoscenza sufficiente per separare il bene dal male, non può erigersi a giudice di ciò che è bene o male tra gli uomini. L'uomo che ha conoscenza sperimentale di Dio, è buono; quando uno non è buono vuol dire che non ha la pienezza della conoscenza e non è partecipe della conoscenza che viene da Dio. Conoscere Dio significa possedere la bontà essenziale".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;"Non devono venire scoraggiati o spinti a disperare quelli che non hanno inclinazione al bene. Cerchino, invece, di raggiungere la vita pura e gradita a Dio, anche se appare inaccessibile e irraggiungibile. Pensino che devono vigilare su loro stessi nel modo migliore che possono. Anche se non raggiungeranno la pienezza della vita pura, vigilando attentamente su sé‚ stessi, o miglioreranno, o almeno non diverranno peggiori, e questo è un non piccolo bene per l'anima".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;"L'anima che ha raggiunto l'integrità prima, per la sua sottile essenza, è resa santa e luminosa da Dio, così la mente pensa ciò che è giusto e partorisce buone intenzioni e azioni rette.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Ma quando è dissacrata dal peccato, Dio fugge da casa, o per meglio dire è l'anima che precipita lungi da Dio e i mali spiriti prendendo possesso del suo pensiero suggeriscono cose inverosimili: adulteri, delitti, rapine e simili terribili opere".&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-6909837048922852760?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/6909837048922852760/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/raccolta-di-scritti-di-santantonio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6909837048922852760'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6909837048922852760'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/raccolta-di-scritti-di-santantonio.html' title='Raccolta di scritti di Sant&apos;Antonio Abate'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-zL9trchSoHM/TxWKagjJMBI/AAAAAAAAAbc/d7Ui0tXOGX4/s72-c/Sant%2527Antonio+Abate.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-3499560129845925053</id><published>2012-01-12T19:02:00.001+01:00</published><updated>2012-01-12T19:02:34.315+01:00</updated><title type='text'>Breve introduzione alla preghiera del cuore</title><content type='html'>&lt;b&gt;Questa sera torniamo a riflettere insieme grazie ad una vera perla segnalataci dalla nostra Enza:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Breve introduzione alla &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Georgia&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;preghiera del cuore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt; text-align: right;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="right" class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt; text-align: right;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-style: italic; mso-bidi-font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;don Diego Facchetti, assistente diocesano AdP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pregate ininterrottamente&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Come rispondere all’esortazione del Vangelo: &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vegliate in ogni momento pregando&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lc&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 21, 36); come è possibile &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;pregare sempre, senza stancarsi mai&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lc&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 18, 1), &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;pregare ininterrottamente&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (cfr. &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1Ts&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 5, 17; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ef&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 6, 18)?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel monachesimo, più precisamente nell’&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;esicasmo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (da &lt;/span&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: &amp;quot;Tahoma&amp;quot;, &amp;quot;sans-serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ἡσυχία&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; = vivere in silenzio, in pace, nel raccoglimento, per situarsi in stabile intimità con Dio), per il quale la perfezione dell’uomo consiste nell’unione con Dio in una preghiera incessante, si utilizzava la ripetizione costante di brevi orazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cassiano († 430/435), ad es., raccomandava la ripetizione del &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sal&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 69 (70), 2: «Vieni a salvarmi, o Dio, vieni presto, Signore, in mio aiuto» (&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Collationes&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 10, 10: SCh 54, pp. 85-&lt;/span&gt;&lt;st1:metricconverter productid="90, in" w:st="on"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;90, in&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Conferenze spirituali&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, ed. Paoline, s.l. 1966, vol. 1, pp. 430-436).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Agostino († 430) scrive: «Si dice che i fratelli in Egitto abbiano preghiere frequenti, tuttavia brevissime e come lanciate rapidamente (&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;raptim quodam iaculatas&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;), affinché nelle pause troppo prolungate non si disperda e s’affievolisca quella tensione, già stabilita con vigile attenzione, che è grandissimamente necessaria a chi prega» (&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ep.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 130, 10, 20 [&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;a Proba&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;]: PL 33, 501; ed. Paoline, Milano 1981 [LCO. Testi 11], p. 110).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La tradizione orientale parlò di preghiera &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;monologica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, perché contiene un’espressione, un pensiero ripetuto continuamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nello sviluppo ulteriore, dal V al XIII secolo, tra queste brevi preghiere assunse rilievo particolare l’invocazione del &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;nome di Gesù&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, ed a questo esercizio fu attribuita una speciale efficacia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«Se... l’uomo incomincia a progredire con l’osservanza dei precetti e invoca incessantemente il Signore Gesù, allora il fuoco della santa grazia si distribuisce anche ai sensi esteriori del cuore a consumare interamente la zizzania della terra umana... Pertanto, chi vuole purificare il proprio cuore, lo infiammi perpetuamente con il ricordo del Signore Gesù, avendo questo solo come studio e opera incessante» (Diadoco di Fotica [Epiro, metà V sec.], &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cento capitoli sulla perfezione cristiana&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 85. &lt;/span&gt;&lt;st1:metricconverter productid="97, in" w:st="on"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;97, in&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Filocalia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, vol. 1, Gribaudi, Torino 1982, pp. 385. 394).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«L’esichia consiste nello stare in continua adorazione del Signore, sempre alla sua presenza, con il ricordo di Gesù aderente al tuo respiro, allora potrai toccare con mano i vantaggi dell’esichia» (Giovanni Climaco [† 649 ca] &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La scala del paradiso&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 185 [gr. 27, append.], ed. Città Nuova, Roma 1989, p. 324).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«Attenzione è il silenzio ininterrotto del cuore, da ogni pensiero; il silenzio che sempre e perennemente e ininterrottamente respira e invoca Cristo Gesù, Figlio di Dio e Dio; lui solo... La contemplazione la ricevono la perseverante preghiera di Gesù, la dolce tranquillità priva di fantasia dell’intelletto e lo stato che proviene da Gesù... L’oblio sa spegnere la custodia dell’intelletto come l’acqua spegne il fuoco. Ma la preghiera continua di Gesù, insieme a una sobrietà intensa, lo butta completamente via dal cuore» (Esichio il Sinaita [VIII-X sec.], &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A Teodulo. Discorso... sulla sobrietà e la virtù&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 5. 7. &lt;/span&gt;&lt;st1:metricconverter productid="102, in" w:st="on"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;102, in&lt;/span&gt;&lt;/st1:metricconverter&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Filocalia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, vol. 1, cit., pp. 231-232. 249).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nei secc. XIII e XIV sul monte Athos la prassi dell’invocazione del nome di Gesù era intensa e collegata con una tecnica psicosomatica, che puntava sul ritmo del proprio respiro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-indent: 0cm;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;2. La preghiera di Gesù (o a Gesù)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel trattatello &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le tre forme di preghiera&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (attribuito a Simeone il Nuovo Teologo [† 1022], ma probabilmente opera di Niceforo l’Esicasta [sec. XIII]: cfr. &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Filocalia&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; , vol. 4, ed. cit., 1994, pp. 506-515) viene illustrata una &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;terza forma di attenzione e di preghiera&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;. Non si tratta né di &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;guardare al cielo&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; e &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;tenere l’intelletto nelle realtà celesti&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (prima forma: &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ib.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, p. 509); né di &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;custodire con l’intelletto i propri sensi&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (seconda forma: &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ib.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, p. 510), ma di &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;custodire il cuore&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;. In tal modo l’intelletto, gustando la bontà del Signore (cfr. &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sal&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 33 [34], 9), non vorrà più allontanarsi dal cuore e farà proprie le parole di Pietro: &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;È bello per noi essere qui!&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (&lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mt&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 17, 4; cfr. &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ib.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, pp. 510-511).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si propone l’invocazione del nome di Gesù con una formula che, seppure con qualche minima variante, conoscerà una grande diffusione, soprattutto tra i cristiani bizantini e slavi, ma recentemente anche in Occidente: &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, abbi pietà di me peccatore»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;. Questa formula unisce predicati biblici di Gesù con la richiesta di misericordia. In essa si può riconoscere particolarmente l’invocazione del cieco di Gerico («Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!»: &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mc&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 10, 47) e la richiesta del pubblicano («O Dio, abbi pietà di me peccatore»: &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lc&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; 18, 13). In tal modo «la nostra povertà di peccatori è avvicinata ai titoli della sua grandezza. A lui ci accostiamo come mendicanti fiduciosi nella sua misericordia» (CdA 968).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Alla fine del sec. XVIII il vescovo Macario di Corinto († 1805) ed il monaco dell’Athos Nicodemo di Naxos († 1809) cercarono di ridare vita alla preghiera di contemplazione. Si dedicarono, perciò, alla raccolta di testi della tradizione esicasta, dai Padri del deserto sino ai teorici della preghiera di Gesù nei secc. XIII-XIV. Nacque, così, &lt;/span&gt;&lt;st1:personname productid="la Filocal￬a" w:st="on"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;la &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Filocalìa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/st1:personname&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, stampata a Venezia nel 1782 (cfr. la trad. italiana sulla 4&lt;/span&gt;&lt;span style="position: relative; top: -3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ed. di Atene 1974-76, 4 voll., curr. M.B. Artioli - M.F. Lovato della Comunità di Monteveglio, Gribaudi, Torino 1982-1987, già cit.; J. Gouillard [ed.], &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Piccola filocalia della preghiera del cuore&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, Paoline, Milano 1988). Grazie alla traduzione della &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Filocalìa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; (= &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dobrotoljubie&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;) dapprima ad opera di Paisij Velickovskij (Ucraina 1722 - Moldavia 1794) e poi di Teofane il Recluso († 1894), questa tradizione ebbe grande sviluppo in Russia e plasmò in maniera determinante la spiritualità russa del XIX sec.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La prassi della preghiera di Gesù nel senso dell’esicasmo fu conosciuta in Occidente grazie alla traduzione in varie lingue del testo &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Racconti di un pellegrino russo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, le cui origini rimangono sconosciute. I primi quattro racconti che lo compongono sono apparsi forse per la prima volta nel 1870 ca a Kazan; gli ultimi tre nel 1911 (cfr. l’ed. cur. da C. Carretto, Cittadella, Assisi 1989&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;13&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, pp. 10; 18-20; 108; 27-28; e quella di Rusconi, Milano 1994&lt;/span&gt;&lt;sup&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;16&lt;/span&gt;&lt;/sup&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, comprendente tutti i sette racconti).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;I più recenti commentatori della preghiera di Gesù tendono a &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;distinguere&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; la preghiera stessa dalla tecnica psicosomatica che fu sviluppata in modo particolare nella tradizione del monte Athos. Tuttavia, proprio nel nesso tra l’elemento corporale e la preghiera fatta con la bocca ed il cuore vi è l’elemento unificante: la condizione di riposo raggiunta dalla persona diventa espressione insieme della fede e della dedizione a Dio rivelatosi in Cristo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt;"&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il rosario&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; è stato definito &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«la preghiera di Gesù dell’occidente»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;: una meditazione sulla vita di Gesù, in cui l’evento salvifico viene interiorizzato – mediante il «ruminare» continuo di un’orazione ripetitiva – affinché la vita sia compenetrata e plasmata dallo Spirito di Cristo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;b style="mso-bidi-font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;3. &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pregare con il cuore&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.1pt; text-indent: 14.15pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Catechismo della Chiesa cattolica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; afferma:&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 14.2pt; margin-right: -.1pt; margin-top: 0cm; text-indent: 14.15pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«Il cuore è la dimora dove sto, dove abito (secondo l’espressione semitica o biblica: dove ‘discendo’). È il nostro centro nascosto, irraggiungibile dalla nostra ragione e dagli altri; solo lo Spirito di Dio può scrutarlo e conoscerlo. È il luogo della decisione, che sta nel più profondo delle nostre facoltà psichiche. È il luogo della verità, là dove scegliamo la vita o la morte. È il luogo dell’incontro, poiché, ad immagine di Dio, viviamo in relazione: è il luogo dell’alleanza» (C 2563).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Possiamo pregare con il cuore, in unione al &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cuore di Gesù&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;. La devozione al S. Cuore è essenzialmente &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;eucaristica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;: davanti all’Eucaristia possiamo sostare in silenzio, o ripetendo una breve invocazione, o pregando le &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Litanie&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, o anche – se lo desideriamo – pregando con calma la &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Coroncina&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, che presenta i sentimenti di Gesù e spinge a una verifica dei nostri.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -.05pt; tab-stops: 49.65pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Come sappiamo, &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;la preghiera liturgica&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; ha, e deve avere, il primato perché la liturgia resta culmine di tutta l’azione della Chiesa, fonte della sua forza. Ma la preghiera liturgica trova la &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;sua preparazione&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; il &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;suo prolungamento&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; nel tempo della vita quotidiana, nell’intimo del cuore del cristiano, e tenta di diventare incessante: quando mangiamo, quando lavoriamo, quando riposiamo... La preghiera di Gesù, la preghiera del cuore rappresenta il tentativo di un dialogo continuo con Dio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Perché non realizzare una respirazione congiunta dei &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;due «polmoni»&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; della Chiesa (Oriente-Occidente), proprio indirizzando il cuore dell’uomo all’incontro e alla sua plasmazione sul Cuore del Redentore? Ancor oggi, in cui gli uomini sentono, forse talvolta in modo confuso, il bisogno della preghiera continua, essa può essere una grazia offerta a tutti, per unirsi a Dio, ma anche per andare verso il prossimo. Affermava Lev Gillet, il &lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;monaco della Chiesa d’Oriente&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-bidi-font-size: 12.0pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;»&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; († 1980):&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 14.2pt; text-indent: 14.15pt;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;«Il nome di Gesù è un mezzo concreto e potente di trasfigurare gli uomini nella loro profonda e divina realtà... Questi uomini e queste donne che incontriamo... andiamo verso loro con il nome di Gesù nel nostro cuore e sulle nostre labbra, pronunciamo silenziosamente su di loro questo nome (che è il loro vero nome)» (Un Moine de l’Église d’Orient, &lt;/span&gt;&lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La prière de Jésus....&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;, Chevetogne 1963, p. 80).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-3499560129845925053?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/3499560129845925053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/breve-introduzione-alla-preghiera-del.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3499560129845925053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3499560129845925053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/breve-introduzione-alla-preghiera-del.html' title='Breve introduzione alla preghiera del cuore'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4097199346522218405</id><published>2012-01-06T18:20:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T18:20:20.944+01:00</updated><title type='text'>Annunzio del Giorno della Pasqua</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;strong&gt;Dopo la proclamazione del Vangelo, il diacono o il sacerdote o un altro ministro idoneo può dare l’annunzio del giorno della Pasqua:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fratelli carissimi, la gloria del Signore si è manifestata e sempre si manifesterà in mezzo a noi fino al suo ritorno. &lt;br /&gt;Nei ritmi e nelle vicende del tempo ricordiamo e viviamo i misteri della salvezza. &lt;br /&gt;Centro di tutto l’anno liturgico è il Triduo del Signore crocifisso, sepolto e risorto, che culminerà nella domenica di Pasqua l'8 aprile. &lt;br /&gt;In ogni domenica, Pasqua della settimana, la santa Chiesa rende presente questo grande evento nel quale Cristo ha vinto il peccato e la morte. &lt;br /&gt;Dalla Pasqua scaturiscono tutti i giorni santi: &lt;br /&gt;Le Ceneri, inizio della Quaresima, il 22 febbraio. &lt;br /&gt;L’Ascensione del Signore, il 20 maggio. &lt;br /&gt;La Pentecoste, il 27 maggio. &lt;br /&gt;La prima domenica di Avvento, il 2 dicembre. &lt;br /&gt;Anche nelle feste della santa Madre di Dio, degli apostoli, dei santi e nella commemorazione dei fedeli defunti, la Chiesa pellegrina sulla terra proclama la Pasqua del suo Signore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cristo che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia, lode perenne nei secoli dei secoli. &lt;br /&gt;Amen.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSYF_wL5jvI/AAAAAAAABsI/FL-a4F_su8U/s200/2GLORIOSO.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSYF_wL5jvI/AAAAAAAABsI/FL-a4F_su8U/s200/2GLORIOSO.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4097199346522218405?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4097199346522218405/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/annunzio-del-giorno-della-pasqua.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4097199346522218405'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4097199346522218405'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2012/01/annunzio-del-giorno-della-pasqua.html' title='Annunzio del Giorno della Pasqua'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_h5_q7nnNNTg/TSYF_wL5jvI/AAAAAAAABsI/FL-a4F_su8U/s72-c/2GLORIOSO.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-5418274349950881145</id><published>2011-12-30T14:38:00.000+01:00</published><updated>2011-12-30T14:38:36.359+01:00</updated><title type='text'>FAMIGLIA, piccola chiesa domestica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WLQkStuqO7M/Tgx0nXyxbEI/AAAAAAAAAiQ/974clQiIM94/s1600/BLOG+SANTA+FAMIGLIA+DI+NAZARETH.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="235" src="http://2.bp.blogspot.com/-WLQkStuqO7M/Tgx0nXyxbEI/AAAAAAAAAiQ/974clQiIM94/s320/BLOG+SANTA+FAMIGLIA+DI+NAZARETH.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi la Chiesa festeggia la Santa Famiglia di Nazareth. Vogliamo riflettere sul valore della famiglia attraverso l'Omelia risalente a qualche anno fa, per la precisione al 2008, di mons. Antonio Riboldi:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se c'è un immenso bene per tutti noi - genitori e figli - una vera scuola di vita, con la V maiuscola, è il dono della famiglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Chi di noi non ha nostalgia della sua famiglia? Del papà, della mamma, dei fratelli?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nella mia famiglia, con la severità di papà, vera autorità che fa crescere, c'era la dolcezza di mamma (quanta pazienza con noi!) e la gioia turbolenta di essere in sette fratelli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;C'era tanta povertà, che difficilmente oggi si può immaginare, ma compensata da tanto, tanto affetto e tanta fede e rispetto, per cui la famiglia era davvero il bene insostituibile per ciascuno. Quante volte, nelle mie riflessioni, parlo di mamma!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Una famiglia che aveva la sua solidità nel sincero e profondo amore che c'era tra i genitori, anche se provati da tante difficoltà: un amore che non si affidava, come spesso accade oggi, al solo sentimento, che svanisce presto, lasciando quel vuoto che poi uccide l'amore, ma un amore che era decisione ferma di 'amare l'altro, volerlo amare, più di se stessi'.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ci si svegliava al mattino e tutti, anche se singolarmente, recitavamo subito le preghiere del mattino e terminavamo il giorno con il S. Rosario. Oggi pare che tutto sia divorato dalla TV, dalla corsa al consumismo e Dio trova poco spazio nelle nostre giornate.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, all'articolo 16 si dichiara: ?La famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto a essere protetta dalla società e dallo Stato?. Già siamo molto lontani dall'attuazione di questo principio etico, universalmente accettato, o almeno così dovrebbe essere!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma, soprattutto, da quando la famiglia ha cessato di essere una 'piccola Chiesa domestica', si è approfondita quella crisi che tutti soffriamo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ecco dunque che la Chiesa celebra oggi - e molto opportunamente - la Festa della Sacra Famiglia, ossia di Giuseppe sposo, Maria Mamma e Gesù Figlio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Così la Chiesa descrive mirabilmente la famiglia - al di là di tutte le pericolose sciocchezze che si scrivono oggi -: ?L'Autore di tutte le cose (Dio) ha costituito il matrimonio quale principio e fondamento della umana società e con la sua grazia l'ha reso grande sacramento, in riferimento a Cristo e alla Chiesa. I coniugi cristiani sono cooperatori della grazia e testimoni della fede reciprocamente e nei confronti dei figli e di tutti gli altri familiari. Sono essi i primi araldi della fede ed educatori dei loro figli; li formano alla vita cristiana e apostolica con la parola e l'esempio, li aiutano con prudenza nella scelta della loro vocazione e favoriscono con diligenza la sacra vocazione eventualmente in essi scoperta" (AA 11).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non possiamo nasconderci come lo sbando di tanti ragazzi o giovani, che eufemisticamente si definisce 'sballo', abbia la sua radice proprio da quello che si insegna e testimonia nelle famiglie. Ogni figlio che nasce, dono del Padre e, prima ancora Suo figlio, è un preziosissimo 'racconto di bellezza di animo' che, lentamente, con l'età, sarà chiamato, responsabilmente a formare lo stupendo scenario della santità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il giorno in cui un bambino viene presentato alla Chiesa, perché, con il Battesimo, divenga figlio di Dio e quindi membro della grande famiglia celeste, che domani si riunirà in cielo, ai genitori si chiede la promessa di un'educazione alla fede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Compito primario di mamma e papà non delegabile.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Chiesa, nelle tappe della vita - la Cresima, il Matrimonio - cerca di verificare e colmare i vuoti educativi. Ci si accorge, tante volte, della grande ignoranza, come se negli anni passati non avessero ricevuto nessuna educazione di 'figli di Dio'.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E per quanti sforzi possa fare la Chiesa, nella catechesi, non potrà mai supplire all'educazione della famiglia. Che grande responsabilità dei genitori!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sono sempre stato del parere che l'educazione religiosa, che i genitori impartiscono, sia l'atto di carità più grande si possa esercitare, perché si dà 'forma divina alla vità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cosi come, venir meno a questo grande compito, è il più grande danno alla vita dei figli ed il più grave peccato, di cui si dovrà rendere conto a Dio e ?ai figli stessi!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;È davvero sulla sacralità della famiglia, sul suo compito di catechesi e, quindi, di formazione alla vita secondo Dio, che si gioca la bontà e bellezza di ogni famiglia, ripeto, insostituibile e non delegabile ad altri, neppure all'opera dei catechisti che, pur facendo di tutto per dare un senso spirituale alla vita, non basteranno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;È istruttivo, allora, ciò che l'Evangelista Luca racconta oggi: ?Quando venne il tempo della loro purificazione, secondo la Legge di Mosè, Maria e Giuseppe portarono il bambino Gesù a Gerusalemme, per offrirlo al Signore, come è scritto nella Legge del Signore: Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore e per offrire in sacrificio una coppia di tortore o di giovani colombe. Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto di Israele. Lo Spirito Santo che era sopra di lui gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte prima di avere veduto il Messia del Signore. Mosso dunque dallo Spirito, si recò nel tempio: e mentre i genitori vi portavano il Bambino Gesù, per adempiere alla Legge, lo prese fra le braccia e benedisse Dio dicendo: Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola; perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele. Il padre e la madre di Gesù si stupirono delle cose che si dicevano di lui. Quando ebbero tutto compiuto secondo la legge del Signore, fecero ritorno in Galilea, alla loro città di Nazareth. Il bambino cresceva e si fortificava, pieno di sapienza e la grazia di Dio era sopra di Lui? (Lc 2, 22-40).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cerchiamo di imitare l'esempio della Sacra Famiglia, come è descritta dal caro Paolo VI:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;?Le lezioni che ci dà Nazareth&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;lezione di silenzio: rinasca in noi la stima del silenzio, ammirabile e indispensabile atmosfera dello spirito; rinasca in noi questa stima, circondati come siamo da tanti frastuoni e voci clamorose nella nostra vita moderna e supersensibilizzata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;O silenzio di Nazareth, insegnaci il raccoglimento interiore, dacci la disposizione ad ascoltare le buone ispirazioni e le parole dei veri maestri. Insegnaci la necessità del lavoro di preparazione, dello studio, della vita interiore personale, della preghiera che Dio solo vede nel segreto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lezione di vita di famiglia: Nazareth ci insegni che cos'è la famiglia, la sua comunione di amore, la sua austera e semplice bellezza, il suo carattere sacro ed inviolabile. Impariamo da Nazareth com'è dolce e insostituibile la formazione che essa dà. Impariamo come la sua funzione stia all'origine e alla base della vita sociale.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lezione di lavoro: o Nazareth, casa del 'figlio del falegname'. Vorremmo qui comprendere e di qui celebrare la legge severa e redentrice della fatica umana. Qui ricomporre la dignità del lavoro, richiamare qui che il lavoro non può essere fine a se stesso, ma che a garantire la sua libertà e dignità, sono, al di sopra dei valori economici, i valori che lo finalizzano? (5/1/1964 a Nazareth).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Con Madre Teresa di Calcutta preghiamo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;?Padre dei Cieli, ci hai dato un modello di vita nella Sacra famiglia di Nazareth.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aiutaci, Padre d'amore, a fare della nostra famiglia un'altra Nazareth,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;dove regnano l'amore, la pace e la gioia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Che possa essere profondamente contemplativa,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;insensatamente 'eucaristica' e vibrante di gioia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aiutaci a stare insieme nella gioia e nel dolore, grazie alla preghiera in famiglia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Insegnaci a vedere Gesù nei membri della nostra famiglia,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;soprattutto se vestiti di sofferenza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Che il Cuore eucaristico di Gesù renda i nostri cuori mansueti e umili come il Suo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aiutaci a svolgere santamente i nostri doveri familiari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Che possiamo amarci come Dio ama ciascuno di noi,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;sempre, ogni giorno,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e saperci perdonare i difetti come Tu perdoni i nostri peccati?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-5418274349950881145?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/5418274349950881145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/famiglia-piccola-chiesa-domestica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5418274349950881145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5418274349950881145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/famiglia-piccola-chiesa-domestica.html' title='FAMIGLIA, piccola chiesa domestica'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WLQkStuqO7M/Tgx0nXyxbEI/AAAAAAAAAiQ/974clQiIM94/s72-c/BLOG+SANTA+FAMIGLIA+DI+NAZARETH.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-69555355074366502</id><published>2011-12-07T18:21:00.000+01:00</published><updated>2011-12-07T18:21:54.023+01:00</updated><title type='text'>Presenza che Crea…</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Questa sera riflettiamo con una bellissima meditazione segnalataci dalla nostra carissimi Patrizia, a cui è dedicata questa sezione meditativa ed a cui facciamo i nostri migliori auguri conditi da un forte abbraccio di speranza:&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;v:shapetype coordsize="21600,21600" filled="f" id="_x0000_t75" o:preferrelative="t" o:spt="75" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt; 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 &lt;w:wrap type="square"&gt; &lt;/w:wrap&gt;&lt;/v:imagedata&gt;&lt;/v:shape&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Diario di Bordo 27.11.2011.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Presenza che Crea…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vieni Signore Gesù, Donaci di Contemplare &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;nell’Attesa del Natale la Grazia che in Te &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rinnova e Compie la Creazione. Avvento di Grazia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ questione di Esperienza! Lo si può dire un milione di volte!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma se la persona non fa esperienza della Presenza di Dio&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Neanche Serve parlare di cosa sia in effetti il Natale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Diviene Memoria e occasione per Essere Buoni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vivere il Natale nella Sua Esteriorità e nella Atmosfera magica&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;che il Tempo di Natale sa Riservarci è comunque un Valore,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ma non va nel profondo dell’Evento che Cambia la Vita&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;in quanto si Celebra Dio non il Perché Lui Viene!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora tiriamo una bella parentesi su tutto quanto stiamo Vivendo&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e Celebriamo l’essere buoni per decisione Unanimemente Condivisa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tu dai a me e Io do a Te e Noi diamo a tutti promettiamo Amore e Pace&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Armistizio di un Giorno speciale in cui far riposare Contese Liti e Rancori.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Altro è il Natale scarno dell’Indigente Povero di chi sa d’essere poca cosa&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ma che vuole celebrare in quel giorno una Presenza che Vive e mai Muore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tutt’intorno niente è Illuminato, tutto è Freddo e Inospitale una Vita Vuota&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;eppure il Cuore si Prepara a Divenire Lampada di una Presenza che Illumina.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Forse non avrò molto da Dare a Chi nulla ha… Una Cosa Condividerò con Tutti,&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;l’Amore di una Presenza che Voglio e Accolgo perché in me Nasca e Resti&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Prezioso e Perpetuo Dono che nessuno può strapparmi dal Cuore&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e che darò Amando a Poveri e Ricchi, Umili e Presuntuosi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Rinasci In me mio Dio perché io Rinasca In Te…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ sin troppo chiaro che l’Avvento, così vissuto, non è più la celebrazione della Bontà di Gesù Bambino che per forza è l’immagine della Bontà…. Perché se il Natale è far nascere quel Bambino nella mangiatoia del mio Cuore, allora occorre che io lo Voglia, che voglia la Sua Vita, che lo Desideri, che ne Capisca il Valore, che comprenda quello che sono e quello che posso divenire con Lui, disposto al cambiamento e alla rinuncia di quello che nella mia vita fa a pugni con quel Bambino… Perché a che vale che mi Addobbi nel giorno di Natale di una Santa Bontà se poi io quella Bontà la rinnego tutte le mattine in mille errori perpetrati volontariamente o subiti comunque con il nostro avvallo? &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quel Bambino stride, forse è meglio Babbo Natale, tanto sotto quella barba si possono mimetizzare i Volti di non vuol mettere a nudo un cuore totalmente povero di interesse altrui… Con Babbo Natale neanche posso compromettermi con una Liturgia che mi richiama alla Similitudine con il Bambino, mi basta preparare Doni che allarghino il sorriso di Tutti… Quanto è triste il Natale per certe anime! E’ solo l’occasione per manifestare platealmente la propria ipocrisia e incoerenza a certi Valori che per lo più si desiderano, ma che poi vengono relegati all’Infanzia, così da fare del Natale il luogo del Ricordo Lontano di quel che fu la Purezza dello Stupore Ingenuo di chi aspettava Gesù Bambino, che nascendo in una Grotta mi scaldava il Cuore e mi faceva ricco di tanti regali e tante attenzioni…&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quale Augurio possiamo davvero Donarci gli Uni gli Altri in questo Avvento che Oggi ha Inizio? Io chiedo a Dio di Convertirci Tutti all’Innocenza, non quale sede dell’Ingenuinità Umana, ma quale Luogo dei Valori Intramontabili, gli Unici che sono capaci di Iscrivere Pagine Indelebili nel nostro Cuore che neanche le intemperie più nere possono scolorire… Perché la Purezza del Cuore divenga la Condizione Vitale Necessaria per far Sopravvivere in nostro Essere Uomini e Donne Veri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Michele&lt;/span&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;a href="mailto:michele@beth-or.org"&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="mso-ansi-language: DE-AT;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;michele@beth-or.org&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;a href="http://www.beth-or.org/"&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="mso-ansi-language: DE-AT;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;www.beth-or.org&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; margin-bottom: 0pt; text-align: center;"&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qIWQ_wdiIbg/Tt-goUqRNwI/AAAAAAAAAXo/wf5gZRJWSG0/s1600/Immagine.png" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="203" src="http://3.bp.blogspot.com/-qIWQ_wdiIbg/Tt-goUqRNwI/AAAAAAAAAXo/wf5gZRJWSG0/s320/Immagine.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span lang="DE-AT" style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;, &amp;quot;serif&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="mso-spacerun: yes;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-69555355074366502?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/69555355074366502/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/presenza-che-crea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/69555355074366502'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/69555355074366502'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/presenza-che-crea.html' title='Presenza che Crea…'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qIWQ_wdiIbg/Tt-goUqRNwI/AAAAAAAAAXo/wf5gZRJWSG0/s72-c/Immagine.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-1655359967033992986</id><published>2011-12-05T17:39:00.000+01:00</published><updated>2011-12-05T17:39:25.954+01:00</updated><title type='text'>Una fiaba metafisica per raccontare l'ineluttabile - V</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Questa sera pubblichiamo la quinta parte della bellissima fiaba tratta dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "Oscar e la dama in rosa", segnalataci dalla nostra Enza:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Peggy Blue è stata operata oggi. Ho trascorso dieci anni terribili. E’ dura la trentina, è l’età delle preoccupazioni e delle responsabilità. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In realtà, Peggy non ha potuto raggiungermi stanotte perché la signora Ducru, l’infermiera di notte, è rimasta nella sua stanza per prepararla all’anestesia. La barella l’ha portata via verso le otto. Ho avuto una stretta al cuore quando ho visto passare Peggy sul letto a rotelle, la si vedeva appena sotto le lenzuola verde smeraldo tanto era piccola ed esile.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa mi ha tenuto la mano per evitare che m’innervosissi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Nonna Rosa, perché il tuo Dio permette che ci siano persone come Peggy e me?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ una fortuna che sia così, Oscar, perché la vita sarebbe meno bella senza di voi.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No. Non capisce. Perché Dio permette che siamo malati? O è cattivo, o non è molto forte.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“oscar, la malattia è come la morte. e’ un fatto. Non è una punizione.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si vede che lei non è malata!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che cosa ne sai, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questa non me l’aspettavo. Non avevo mai pensato che Nonna Rosa, che è sempre così disponibile, così attenta, potesse avere dei problemi personali. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non deve nascondermi le cose, Nonna Rosa, può dirmi tutto. ho almeno trentadue anni, un cancro, una moglie in sala operatoria: la vita la conosco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ti voglio bene, Oscar.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Anch’io. Che cosa posso fare per lei se ha dei guai? Vuole che l’adotti?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Adottarmi?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, ho adottato anche Bernard quando ho visto che era giù di corda.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Bernard?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Il mio orsachiotto. Là. Nell’armadio. Sul ripiano. E’ il mio vecchio orsacchiotto, non ha più occhi, né bocca, né naso, ha perso la metà della sua imbottitura e ha le cicatrici dappertutto. Le somiglia un po’. L’ho adottato la sera in cui quegli idioti dei miei genitori mi hanno portato un orsacchiotto nuovo. Come se avessi potuto accettare di averne uno nuovo.! Già che c’erano, non avevano che da sostituirmi con un figlioletto nuovo di zecca! Quindi l’ho adottato. Gli lascerò tutto quello che ho, a Bernard. Voglio adottare anche lei, se la cosa le facesse piacere.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si. Lo voglio davvero. Credo che la cosa mi rassicurerebbe, Oscar.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Allora qua la mano, Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Poi siamo andati a preparare la camera di Peggy, a portare i cioccolatini, a mettere dei fiori per il suo ritorno. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dopo ho dormito. E’ pazzesco quanto dormo in questo momento.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Verso la fine del pomeriggio, Nonna Rosa mi ha svegliato dicendomi che Peggy Blue era tornata e che l’operazione era riuscita.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Siamo andati insieme a trovarla. I genitori stavano al suo capezzale. Ignoro chi li avesse avvertiti, Peggy o Nonna Rosa, ma sembravano sapere chi fossi, mi hanno trattato con molto rispetto, mi hanno fatto scendere in mezzo a loro e ho potuto vegliare mia moglie con i miei suoceri. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ero contento perché Peggy era sempre azzurrognola. Il dottor Dȕsseldorf è passato, si è sfregato le soppraciglia e ha detto che nelle ore seguenti il colore sarebbe cambiato. Ho guardato la madre di Peggy che non è blu ma molto bella lo stesso e mi sono detto che dopotutto Peggy, mia moglie, poteva avere il colore che voleva tanto l’avrei amata ugualmente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Peggy ha aperto gli occhi, ci ha sorriso, a me e ai suoi genitori, poi si è riaddormentata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;I suoi genitori erano rassicurati ma dovevano andarsene.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ti affidiamo nostra figlia” mi hanno detto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Sappiamo di poter contare su di te.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Con nonna Rosa ho resistito finché Peggy ha aperto gli occhi una seconda volta, poi sono andato a riposarmi nella mia stanza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Finendo la mia lettera, mi rendo conto che oggi, tutto sommato, è stata una buona giornata. Una giornata dedicata alla famiglia. Ho adottato Nonna Rosa, ho simpatizzato con i miei suoceri e mia moglie è in buona salute, anche se, verso le undici, ha cominciato a diventare rosa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A domani, baci,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oscar.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;P.S. Niente desiderio oggi. Così ti riposerai.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;***&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;oggi ho avuto da quaranta a cinquant’anni e ho fatto solo delle fesserie.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Racconto le cose in fretta perché non meritano di più. Peggy Blue sta bene ma la Cinese, mandata da Pop Corn, che non mi può più vedere, è andata a spifferarle che l’avevo baciata sulla bocca.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Perciò Peggy mi ha detto che fra me e lei era finita. Ho protestato, ho detto che con la Cinese è stato un errore di gioventù, che era successo assai prima di lei, e che non poteva farmi pagare il mio passato tutta la vita. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma lei ha tenuto duro. E’ addirittura diventata amica della Cinese per farmi arabbiare e le ho sentite che ridevano insieme.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Perciò quando Brigitte, la trisomica, che si appiccica sempre a tutti perché nei Down l’affettuosità è normale, è venuta a salutarmi nella mia stanza, ho lasciato che mi baciasse dappertutto. Era pazza di gioia che glielo permettessi. Sembrava un cane che fa le feste al suo padrone. Il problema è che Einstein si trovava nel corridoio. Ha forse dell’acqua nel cervello ma non delle fette di prosciutto sugli occhi. Ha visto tutto ed è andato a raccontarlo a Peggy e alla Cinese. Tutto il piano adesso mi tratta come uno che corre dietro alle ragazze, mentre non mi sono mosso dalla mia stanza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non so che cosa mi abbia preso con Brigitte, Nonna Rosa…..”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Il demone meridiano, Oscar. Gli uomini sono così, fra i quarantacinque e i cinquant’anni, vogliono essere rassicurati, verificano di poter piacere ad altre donne oltre che a colei che amano.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“D’accordo, sono normale ma anche del tutto idiota, no?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, sei del tutto normale.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che cosa devo fare?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Chi ami?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Peggy, solo Peggy.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Allora vai a dirglielo. Una giovane coppia è fragile, sempre soggetta a scosse, ma bisogna battersi per conservarla, se è quella buona.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Domani, Dio è Natale. Non mi ero mai reso conto che fosse il tuo compleanno. Fa in modo che mi riconcili con Peggy perché non so se sia per questo, ma sono molto triste stasera e non ho più alcun coraggio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A domani, baci,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oscar&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;P.S. Adesso che siamo amici, che cosa vuoi che ti regali per il tuo compleanno?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-1655359967033992986?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/1655359967033992986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/una-fiaba-metafisica-per-raccontare_05.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/1655359967033992986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/1655359967033992986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/una-fiaba-metafisica-per-raccontare_05.html' title='Una fiaba metafisica per raccontare l&apos;ineluttabile - V'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-3380981033637831786</id><published>2011-12-03T18:00:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T18:00:02.182+01:00</updated><title type='text'>Una fiaba metafisica per raccontare l'ineluttabile - IV</title><content type='html'>&lt;b&gt;Questa sera pubblichiamo la quarte parte della bellissima fiaba tratta dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "Oscar e la dama in rosa", segnalataci dalla nostra Enza:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ecco fatto, sono sposato. E’ il 22 dicembre, mi avvicino ai trent’anni e mi sono sposato. Per i figli, Peggy Blue ed io abbiamo deciso di rimandare a più avanti. In effetti, credo che non sia pronta. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ successo stanotte.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Verso l’una del mattino ho sentito i lamenti di Peggy Blue che mi hanno fatto saltare su a sedere sul letto. I fantasmi!! Peggy Blue era tormentata dai fantasmi mentre le avevo promesso di montare di guardia. Si sarebbe resa conto che ero un incapace, non mi avrebbe più rivolto la parola e avrebbe avuto ragione. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi sono alzato e ho camminato fino alle urla. Arrivando alla stanza di Peggy, l’ho vista seduta sul letto che mi guardava venire, sorpresa. Anch’io dovevo avere un’aria stupita, poiché all’improvviso avevo Peggy Blue di fronte a me intenta a fissarmi con la bocca chiusa, eppure continuavo a sentire le grida. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora ho proseguito fino alla porta seguente e ho capito che era Bacon che si torceva nel letto a causa delle sue ustioni. Per un attimo mi sono sentito la coscienza sporca, ho ripensato al giorno in cui avevo appiccicato il fuoco alla casa, al gatto, al cane, quando avevo persino arrostito i pesci rossi (beh, credo più che altro si siano bolliti). Ho pensato a quello che dovevano aver vissuto e mi sono detto che, dopotutto, era meglio che ci fossero rimasti piuttosto che avere continuamente a che fare con i ricordi e le ustioni, come Bacon, malgrado gli innesti e le creme. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bacon si è raggomitolato e ha smesso di gemere. Sono ritornato da Peggy Blue. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Allora non eri tu, Peggy? Ho sempre immaginato che fossi tu a gridare la notte.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E io credevo che fossi tu…..”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Stentavo a credere a ciò che succedeva e a ciò che ci dicevamo: in realtà ciascuno pensava all’altro da un pezzo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Peggy Blue è diventata ancor più blu, il che significa che era molto imbarazzata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che cosa fai, adesso, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E tu Peggy?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ pazzesco quanti punti in comune abbiamo, le stesse idee, le stesse domande.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Vuoi dormire con me?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le ragazze sono incredibili. Io, una frase così, ci avrei messo delle ore, delle settimane, dei mesi a rimurginarla nella mia testa prima di pronunciarla. Lei, invece, me l’ha detta così, con naturalezza e semplicità.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“O.K.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E sono salito sul suo letto. Si stava un poco stretti ma abbiamo passato una notte straordinaria. Peggy Blue profuma di nocciola e ha la pelle morbida come la mia all’interno delle braccia, ma lei è morbida dappertutto. Abbiamo dormito molto, sognato molto, ci siamo tenuti stretti, ci siamo raccontati le nostre vite. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Certo che al mattino, quando la signora Gommette, la capoinfermiera, ci ha trovati insieme, è stato uno spettacolo. Si è messa a urlare, anche l’infermiera di notte si è messa a urlare, si sono urlate addosso, poi se la sono presa con Peggy e con me, le porte sbattevano, prendevano gli altri a testimone, ci trattavano da “piccoli sciagurati” mentre noi eravamo molto felici e ci è voluto l’arrivo di Nonna Rosa per mettere fine al concerto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Volete lasciare in pace quei bambini? Dovete soddisfare i pazienti o attenervi al regolamento? Non me ne frega niente del vostro regolamento, me lo metto sotto i piedi. Adesso, silenzio. Andate ad accapigliarvi altrove. Non siamo in uno spogliatoio, qui.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non era possibile replicare, come sempre con Nonna Rosa. Mi ha riportato nella mia stanza e ho dormito un po’. Al risveglio, abbiamo potuto chiacchierare.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Allora, Oscar, è una cosa seria con Peggy?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Serissima, Nonna Rosa. Sono strafelice. Ci siamo sposati stanotte.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;”Sposati?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si. Abbiamo fatto tutto ciò che fanno un uomo e una donna che sono sposati.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ah, davvero?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Per chi mi prende? Ho….che ore sono….ho vent’anni passati, conduco la mia vita come voglio, no?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Certo”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E poi si figuri che tutte le cose che prima mi disgustavano, quando ero giovane, i baci, le carezze, beh, alla fin fine, mi sono piaciute. E’ buffo come si cambia, no?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Sono contentissima per te, Oscar. Cresci bene.”C’è solo una cosa che non abbiamo fatto: il bacio lingua in bocca. Peggy Blue aveva paura di restare incinta. Che cosa ne pensa?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Penso che abbia ragione.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ah, davvero? E’ possibile avere dei bambini se ci si bacia sulla bocca? Allora ne avrò con la Cinese.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Calmati, Oscar, ci sono però scarse probabilità. Scarsissime.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sembrava sicura di se, Nonna Rosa, e questo mi ha calmato un po’, perché, devo dirlo a te, Dio, e solo a te, con Peggy Blue, una volta, addirittura due, addirittura di più, ci eravamo messi la lingua in bocca. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ho dormito un po’. Abbiamo pranzato insieme, Nonna Rosa e io, e ho cominciato a stare meglio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“com’ero stanco, stamattina!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ normale, fra i venti e i venticinque anni. Si esce la sera, si gozzoviglia, si fa la bella vita, non ci si risparmia. E questo si paga. Se andassimo a trovare Dio?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ah, ecco, ha il suo indirizzo?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Penso che sia nella cappella.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa mi ha vestito come se si partisse per il Polo Nord, mi ha preso fra le braccia e mi ha accompagnato alla cappella che si trova in fondo al parco dell’ospedale, oltre i prati gelati. Insomma, non sto a spiegarti dov’è, visto che è casa tua. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ stato un colpo quando ho visto la tua statua, insomma, quando ho visto in che stato eri, quasi nudo, magro sulla croce, con delle ferite dappertutto, il cranio sanguinante sotto le spine e la testa che non stava nemmeno più sul collo. Mi ha dato da pensare. Mi sono sentito rivoltare. Se fossi Dio, io, come te, non mi sarei lasciato ridurre in quel modo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Nonna Rosa, sia seria: lei che era lottatrice di catch, lei che è stata una grande campionessa, non si fiderà di quell’essere!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Perché, Oscar? Daresti più credito a Dio se vedessi un culturista con i muscoli gonfi, la pelle unta d’olio, i capelli corti e il minislip che ne fa risultare la virilità?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Beh……”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Rifletti, Oscar. A chi ti senti più vicino? A un Dio che non prova niente o a un Dio che soffre?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“A quello che soffre, ovviamente. Ma se fossi lui, se fossi Dio, se, come lui, avessi i mezzi, avrei evitato di soffrire.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Nessuno può evitare di soffrire. Né Dio né tu. Né i tuoi genitori né io.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Bene. D’accordo. Ma perché soffrire?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Per l’appunto. C’è sofferenza e sofferenza. Guarda meglio il suo viso. Osserva. Sembra che soffra?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No, è curioso. Non sembra che abbia male.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ecco. Bisogna distinguere due pene, Oscar, la sofferenza fisica e la sofferenza morale. La sofferenza fisica la si subisce. La sofferenza morale la si sceglie.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non capisco.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Se ti piantano i chiodi nei polsi o nei piedi, non puoi far altro che avere male. Subisci. Invece, all’idea di morire, non sei obbligato ad avere male. Non sai che cos’è. Dipende dunque da te.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ne conosce, lei, di persone che si rallegrano all’idea di morire?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, ne conosco. Mia madre era così. Sul suo letto di morte, sorrideva di avidità, era impaziente, aveva fretta di scoprire che cosa sarebbe successo.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non potevo più discutere. Dato che mi interessava conoscere il seguito, ho lasciato passare un po’ di tempo riflettendo su quanto mi diceva.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ma la maggior parte delle persone sono senza curiosità. Si aggrappano a ciò che hanno, come il pidocchio nell’orecchio di un calvo. Prendi Plum Pudding, per esempio, la mia rivale Irlandese, centocinquanta chili a digiuno e in slip prima della sua Guinnes. Mi diceva sempre: “Spiacente, io non morirò, non sono d’accordo, non ho sottoscritto”. Si sbagliava. Nessuno le aveva detto che la vita doveva essere eterna, nessuno! Si intestardiva a crederlo, si ribellava, rifiutava l’idea di morire, si infuriava, è caduta in depressione, è dimagrita, si è ritirata dall’attività sportiva, non pesava ormai che trentacinque chili, sembrava una lisca di sogliola, ed è finita in pezzi. Vedi, è morta lo stesso, come tutti, ma l’idea di morire le ha rovinato la vita.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Era idiota, Plum Pudding, Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Come tanti.”&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ho assentito con la testa perché ero abbastanza d’accordo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Le persone temono di morire perché hanno paura dell’ignoto. Ma per l’appunto, che cos’è l’ignoto? Ti propongo, Oscar, di non aver paura ma fiducia. Guarda il viso di Dio sulla croce: subisce il dolore fisico, ma non prova dolore morale perché ha fiducia. Perciò i chiodi lo fanno soffrire meno. Si ripete: mi fa male ma non può essere un male. Ecco! E’ questo il beneficio della fede. Volevo mostrartelo.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;O.K., Nonna Rosa, quando avrò fifa, mi sforzerò di aver fiducia.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi ha baciato. In fondo si stava bene in quella chiesa deserta con te, Dio, che avevi un’aria così tranquilla.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Al ritorno ho dormito a lungo. Ho sempre più sonno. Come un desiderio irresistibile di dormire. Svegliandomi, ho detto a Nonna Rosa: “In realtà non ho paura dell’ignoto. E’ solo che mi secca perdere quello che conosco”.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Sono come te, Oscar. Se proponessimo a Pegy Blue di venire a prendere il tè con noi?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Peggy Blue h preso il tè con noi, si intendeva benissimo con Nonna Rosa, abbiamo riso un sacco quando Nonna Rosa ci ha raccontato il suo combattimento con le Sorelle Giglette, tre sorelle gemelle che si facevano passare per una sola. Dopo ogni ripresa, la Giglette che aveva sfinito l’avversaria saltellando come una cavalletta balzava fuori del ring con il pretesto di andare a fare la pipì, si precipitava al gabinetto ed era la sorella a ritornare in piena forma per il nuovo round. E così via. Tutti credevano che ci fosse una sola Giglette, che fosse una saltatrice instancabile. Nonna Rosa ha scoperto il trucco, ha chiuso le due sostitute nel gabinetto gettando la chiave dalla finestra e ha battuto quella che restava. E’ uno sport astuto, il catch. Poi Nonna Rosa se n’è andata. Le infermiere sorvegliavano Peggy Blue e me, come se fossimo dei petardi pronti ad esplodere. Merda, ho trent’anni, però! Peggy Blue mi ha giurato che stasera sarà lei a raggiungermi non appena potrà; in cambio le ho giurato che stavolta  non le infilerò la lingua in bocca. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ vero, avere dei bambini non è tutto, bisogna anche avere il tempo di allevarli.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ecco, Dio. Non so che cosa chiederti stasera perché è stata una bella giornata. Si. Fa che l’operazione di Peggy Blue, domani, vada bene. Non come la mia, se capisci quello che voglio dire.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A domani, baci, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oscar&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;P.S. Le operazioni non sono cose dello spirito, forse non ce le hai in magazzino. Allora fa in modo che, qualunque sia il risultato dell’operazione, Peggy Blue lo prenda bene. Conto su di te.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-3380981033637831786?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/3380981033637831786/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/una-fiaba-metafisica-per-raccontare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3380981033637831786'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3380981033637831786'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/12/una-fiaba-metafisica-per-raccontare.html' title='Una fiaba metafisica per raccontare l&apos;ineluttabile - IV'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-5036630992822375134</id><published>2011-11-28T19:10:00.001+01:00</published><updated>2011-11-28T19:19:56.122+01:00</updated><title type='text'>Vivere l'Avvento oggi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://us.123rf.com/400wm/400/400/pejo/pejo1007/pejo100700109/7306813-corona-di-avvento-con-candele-rosse.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/pejo/pejo1007/pejo100700109/7306813-corona-di-avvento-con-candele-rosse.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.vatican.va/liturgical_year/advent/2006/img/avvento2006_it.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Questa sera ci troviamo a riflettere sul tempo di Avvento in cui ci troviamo, grazie alla profonda riflessione della nostra Enza:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Siamo arrivati ormai in tempo di Avvento e dobbiamo in questo periodo metterci al posto giusto per vivere bene questo tempo di grazia, perché tutto quello che dona Dio è sempre grazia. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vorrei soffermarmi su tre momenti:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il primo riguarda il futuro&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il secondo guarda al passato&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il terzo guarda al presente&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1° MOMENTO. IL FUTURO&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Perché l’Avvento ha a che fare con queste tre realtà. E’ chiaro che Avvento vuol dire: “venuta” e perché una “venuta” sia significativa suppone che ci sia l’attesa. Il futuro è da pensare ad un momento nel quale ci sarà la manifestazione piena del mistero, che darà compimento a tutta una storia che noi stiamo vivendo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ai giorni nostri si è smarrito il significato dell’attesa, la cultura attuale è una cultura della velocità, dove si vive spesso l’apparenza, l’effimero e non si scopre il senso ultimo dello scorrere della vita e per dove siamo diretti. L’Avvento è invece un tempo che vuole educarci alle relazioni profonde, a pensare ad una meta, a guardare al futuro, a non rimanere schiacciati sul momento che passa……….&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma cos’è che ci attende? Qual è la meta che abbiamo davanti? Per capire meglio dobbiamo andare allora al Vangelo di Marco 13, 1-37. (essendo troppo lungo per questo spazio, invito a leggerlo con la propria Bibbia)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Queste sono sempre pagine misteriose che parlano degli ultimi tempi e le troviamo pure sia nell’AT che nei Vangeli. C’è poi l’ultimo libro dell’Apocalisse che parla degli ultimi tempi dall’inizio alla fine. Sono parte di un genere letterario chiamato “Escatologico” che è ricco di immagini, di suggestioni e che non vanno letti come fatti di cronaca di quello che dovrà accadere. Certamente c’è un messaggio chiaro: la conclusione di una tappa e l’inizio di una nuova. I dolori e la grande tribolazione sono seguiti dalla manifestazione gloriosa del Figlio dell’uomo. E’ importante dire che tutto ciò che c’è scritto in queste pagine, non deve far pensare che sia riferito a noi prima di tutto, perché questi fatti di cui parla il Vangelo sopra indicato, avvengono prima di tutto nella imminente morte di Gesù dove la violenza si accanisce ed esplode. Perché se è vero che il conflitto tra il bene e il male è sempre, purtroppo attuale, pensiamo allora al mistero dello scontro tra il bene e il male, al sommo grado, che avviene quando Gesù è travolto dalla morte. Perciò i fatti narrati avvengono nell’uccisione di Gesù, però trovano la loro soluzione positiva nell’intervento del Padre che fa risorgere il Figlio. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;I prodigi cosmici, soprattutto nell’AT sono segni che descrivono i potenti interventi di Dio nella storia. In breve, nella potenza del male che esplode, Dio sta per rivelare la nuova creazione: “I nuovi cieli e la nuova terra”. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Paolo nel cap. 8 dei Romani, mostra l’immagine più bella, quella del parto. Questi mali sono un travaglio che fanno nascere un mondo nuovo. Allora dobbiamo fidarci di Dio, perché Lui non abbandona mai. Gesù agli Apostoli l’ha detto chiaramente: quando vi porteranno via per consegnarvi ai tribunali, non preoccupatevi prima per quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato, perché non siete voi a parlare ma è lo Spirito Santo. Stiamo certi che nella tribolazione Lui c’è e in qualche modo è già manifesta la sua potenza e la sua gloria nella fiducia dei suoi eletti.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel versetto 23 del cap. 13 di Marco, Gesù dice: “Fate attenzione, vi ho predetto tutto”. Vediamo allora che il Signore ha in mano il passato, il presente e il futuro e la tribolazione annuncia il nuovo che sta per arrivare. Questa è una tappa di mezzo ma poi il bene trionfa e la luce risplende con il Figlio dell’Uomo che manifesta sulle nubi la sua potenza e la sua gloria. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quindi, guardare al futuro è avere questa meta davanti: il Signore manifesterà la sua gloria e noi lo vedremo, perché Egli radunerà i suoi eletti dai quattro venti, dall’estremità della terra fino all’estremità del cielo. (13, 27)&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;2° MOMENTO. UN PASSATO MEMORABILE.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Certamente la tribolazione e i dolori ci fanno trepidare, però fare memoria di un passato memorabile che è quello della venuta del Figlio dell’Uomo fra di noi a Betlemme, ci porta a dire che non dobbiamo avere paura, è Lui che ci aiuta a combattere la paura del futuro. Per capire bene ciò che dico dobbiamo leggere (Gv 1, 1-18) &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1-In principio era il Verbo, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;il Verbo era presso Dio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e il Verbo era Dio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;2-Egli era in principio presso Dio:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;3-tutto è stato fatto per mezzo di lui,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;4-In lui era la vita&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e la vita era la luce degli uomini;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;5-la luce splende nelle tenebre,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ma le tenebre non l'hanno accolta.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;6-Venne un uomo mandato da Dio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e il suo nome era Giovanni.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;7-Egli venne come testimone&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;per rendere testimonianza alla luce,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;perché tutti credessero per mezzo di lui.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;8-Egli non era la luce,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ma doveva render testimonianza alla luce.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;9-Veniva nel mondo&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;la luce vera,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;quella che illumina ogni uomo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;10-Egli era nel mondo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e il mondo fu fatto per mezzo di lui,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;eppure il mondo non lo riconobbe.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;11-Venne fra la sua gente,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ma i suoi non l'hanno accolto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;12-A quanti però l'hanno accolto,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ha dato potere di diventare figli di Dio:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;a quelli che credono nel suo nome,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;13-i quali non da sangue,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;né da volere di carne,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;né da volere di uomo,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ma da Dio sono stati generati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;14-E il Verbo si fece carne&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e venne ad abitare in mezzo a noi;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e noi vedemmo la sua gloria,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;gloria come di unigenito dal Padre,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;pieno di grazia e di verità.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;15-Giovanni gli rende testimonianza&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e grida: «Ecco l'uomo di cui io dissi:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Colui che viene dopo di me&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mi è passato avanti,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;perché era prima di me».&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;16-Dalla sua pienezza&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;noi tutti abbiamo ricevuto&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;e grazia su grazia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;17-Perché la legge fu data per mezzo di Mosè,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;18-Dio nessuno l'ha mai visto:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;proprio il Figlio unigenito,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;che è nel seno del Padre,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;lui lo ha rivelato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L’attesa di un futuro è sostenuto da un’attesa memorabile che è Dio che si è fatto uno di noi. Lo leggiamo nel versetto 14: “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La parola Verbo in latino vuol dire “Parola”, e la parola esprime quello che uno sente, quello che uno è, quello che non si vede in una persona. Infatti noi conosciamo sempre attraverso le parole e anche con Dio è così. Tramite la Bibbia noi veniamo a conoscenza del pensiero di Dio, di ciò che Lui desidera da noi, di come vuole amarci.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora vediamo che il Verbo il quale ha creato il mondo rivela il mistero di Dio, quel Dio che noi non possiamo vedere, quel Dio imperscrutabile ma che con Gesù si fa presente. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E IL VERBO SI FECE CARNE. La carne nella Bibbia è qualcosa di fragile, di debole, di limitato, di povero e sembra dire l’esatto opposto della Parola che invece racconta il mistero, l’onnipotenza e l’eternità di Dio. Il mistero di Dio per noi irraggiungibile si è fatto carne, è diventato uno come noi: povero, mortale e ha vissuto anche Lui la sua avventura di bambino, di adolescente, di adulto. Ha conosciuto la sofferenza; ha avuto la famiglia, gli amici. Insomma una vita normale fatta di avvenimenti usuali ma con una particolarità. In tutti i suoi gesti, in tutte le sue parole, in tutti i suoi sentimenti, il Verbo fatto uomo ci ha rivelato l’amore eterno e onnipotente del Padre. Il contemplare la sua gloria sta proprio nel fatto di vedere l’invisibile Dio che si è fatto visibile. Però il vedere non è una questione solo di occhi ma è capire che la Parola rivela l’amore eterno del Padre. Vedere significa in qualche modo, essere capaci anche noi di amare come ama Dio che con lo Spirito Santo, anche noi siamo in grado di fare le stesse cose che fa Dio, cioè amare come Lui.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Infatti “la legge fu data per mezzo di Mosè, la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo” (versetto 17) significa che solo con la grazia siamo giustificati davanti a Dio. La legge di Dio ci dà l’indicazione della sua volontà e di quale deve essere il comportamento dell’uomo perché sia giusto, degno di Dio e della sua nobiltà, ma c’è distanza tra quello che sappiamo di dovere fare e quello che siamo in realtà. Solo il dono della Verità e della grazia da parte di Gesù ci porta a comprendere che la radice della nostra vita è l’amore di Dio e che ciascuno può riconoscerlo e accettarlo come amico e benevolo nei suoi confronti. E questo ci giustifica davanti a Lui. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;3° MOMENTO. UN PRESENTE DA SCOPRIRE E DA VIVERE.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Noi viviamo “l’Avvento di mezzo” (san Bernardo). Gesù non è lontano da noi e infatti dice: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Non manifesta la sua gloria ma opera nei fatti della vita umana, sia personale che sociale. Il male c’è, e i nemici di Dio sono i nemici anche degli uomini. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti e in Lui riceveranno la vita. (1Cor 15, 20-28). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cosa vuol dire “Vegliare nel tempo presente?”. Vuol dire saper cogliere la presenza di Dio nella nostra vita e nei fatti della vita di ogni giorno. Possiamo dire allora che il primo libro della Parola di Dio è la vita. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non è sempre così facile accogliere Dio e dobbiamo essere sempre curati dalla nostra cecità. Ecco allora che Dio ci viene incontro con la Parola scritta, ma noi non dobbiamo fermarci al libro, dobbiamo invece saper cogliere anche attraverso la Parola scritta l’opera di Dio nella vita. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il movimento è: la vita letta con la Parola di Dio scritta per tornare alla vita illuminata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ chiaro anche che il vegliare suppone una capacità di corrispondere all’amore di Dio. Quando una persona ama riesce a cogliere molte cose dell’innamorato che un’altra persona non vede. Ecco allora che solo chi tiene col Signore un legame di intimità sa cogliere meglio la sua presenza e sa accorgersi di Lui. allora non ci meraviglieremo vedere che l’opera di Dio e la presenza di Gesù si trova dappertutto, nascosta anche in mezzo alle situazioni più strane. Dove ci sono fatti che sono segnati dai tratti di amore, di bontà, di rispetto, di giustizia, lì c’è presente il signore. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il Signore è presente nella storia, è presente nel cuore dell’uomo ed è presente nel momento in cui l’uomo lo accetta, quando gli dice di SI manifestando così la vita, a operare per l’amore e non per il male. Dio è sempre all’opera ma opera attraverso di noi, quindi è facile capire che dal momento che lo amiamo e lo accogliamo diveniamo servitori per il bene dei fratelli pur con tutte le difficoltà, le cadute……&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Perciò dove c’è il bene lì c’è Dio, dove c’è il male viene da se pensare che Dio è con chi soffre. Noi siamo chiamati a costruire il regno dell’amore, naturalmente non riusciremo mai per le nostre debolezze ma siamo chiamati nel concreto. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se noi viviamo in un ambiente inquinato che minaccia la salute e la vita, certamente questa non è opera di Dio ma è opera dell’uomo. E siccome abbiamo Dio dentro noi, dobbiamo sempre lavorare per avere intorno a noi l’amore, per donare amore anche se spesso siamo perseguitati per questo. Nulla può fermare l’uomo innamorato di Dio: lo ascolta, gli parla, lo segue, lo adora. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BUON AVVENTO A TUTTI&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-5036630992822375134?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/5036630992822375134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/vivere-lavvento-oggi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5036630992822375134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5036630992822375134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/vivere-lavvento-oggi.html' title='Vivere l&apos;Avvento oggi'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-706965248218727682</id><published>2011-11-21T17:05:00.000+01:00</published><updated>2011-11-21T17:05:45.521+01:00</updated><title type='text'>Una fiaba metafisica per raccontare l'ineluttabile - III</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Questa sera pubblichiamo la terza parte della bellissima fiaba tratta dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "Oscar e la dama in rosa", segnalataci dalla nostra Enza:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;br /&gt;oggi ho vissuto la mia adolescenza e non è andato tutto liscio. Che roba! Ho avuto un sacco di noie con i miei amici, con i miei genitori e tutto a causa delle ragazze. Stasera non sono scontento di avere vent’anni perché mi dico che, uffa, il peggio è alle spalle. La pubertà, grazie tante! Una volta sola può bastare!&lt;br /&gt;In primo luogo, Dio, ti faccio notare che non sei venuto. Oggi ho dormito pochissimo, visti i problemi di pubertà che ho avuto. Dunque mi sarei accorto se ti fossi presentato. E poi, te lo ripeto: se sonnecchio, scuotimi.&lt;br /&gt;Al risveglio Nonna Rosa c’era già. Durante la colazione mi ha raccontato i suoi combattimenti contro Tetta Reale, una lottatrice belga, che ingurgitava tre chili di carne cruda al giorno, annaffiata da ettolitri di birra; sembra che l’arma più potente di Tetta Reale fosse l’alito, a causa della fermentazione carne-birra, e che solo quello mandasse a mandare al tappeto le sue avversarie. Per sconfiggerla, Nonna Rosa aveva dovuto improvvisare una nuova tattica: mettere un passamontagna, impregnarlo di lavanda e farsi chiamare la Giustiziera di Carprentas. Il catch, dice sempre, richiede anche dei muscoli nel cervello.&lt;br /&gt;“Chi ti piace di più Oscar?”&lt;br /&gt;“Qui? All’ospedale?”&lt;br /&gt;“Si.”&lt;br /&gt;“Bacon, Einstein, Pop Corn.”&lt;br /&gt;“e fra le ragazze?”&lt;br /&gt;La domanda mi ha bloccato. Non avevo voglia di rispondere. Ma Nonna Rosa aspettava e, davanti a una lottatrice a livello internazionale, non si può tergiversare più di tanto.&lt;br /&gt;“Peggy Blue.”&lt;br /&gt;Peggy Blu è la bambina blu. Sta nella penultima stanza in fondo al corridoio. Sorride gentilmente ma non parla quasi mai. Si direbbe una fata che riposa un po’ all’ospedale. Ha una malattia complicata, la sindrome del bambino blu, un problema di sangue che dovrebbe andare ai polmoni e che non ci va, rendendo tutta la pelle azzurrognola. E’ in attesa di un’operazione che la renderà rosa. Io trovo che sia un peccato. La trovo bellissima in blu, Peggy Blue. C’è un sacco di luce e di silenzio intorno a lei, si ha l’impressione di entrare in una cappella quando ci si avvicina.&lt;br /&gt;“Glielo hai detto?&lt;br /&gt;“Non mi pianterò davanti a lei per dirle “Peggy Blue, mi piaci tanto”.&lt;br /&gt;“Si. Perché non lo fai?”&lt;br /&gt;“Non so nemmeno se sa che esisto.”&lt;br /&gt;“Ragione di più.”&lt;br /&gt;“Ha visto la testa che ho? Dovrebbe apprezzare gli extraterrestri, e di questo non sono sicuro.”&lt;br /&gt;“Io ti trovo molto bello, Oscar.”&lt;br /&gt;Allora Nonna Rosa ha frenato un po’ la conversazione&lt;br /&gt;E’ piacevole sentire questo genere di cose, fa drizzare i peli, ma non si sa più cosa rispondere esattamente.&lt;br /&gt;“Non voglio sedurre solo con il mio corpo, Nonna Rosa,”&lt;br /&gt;“che cosa provi per lei?”&lt;br /&gt;“Ho voglia di proteggerla dai fantasmi.”&lt;br /&gt;“cosa? Ci sono dei fantasmi, qui?”&lt;br /&gt;“ si tutte le notti. Ci svegliano e non si sa perché. Si ha male perché pizzicano. Si ha paura perché non si vedono. Si fa fatica a riaddormentarsi.”&lt;br /&gt;“Ne percepisci spesso, tu, di fantasmi?”&lt;br /&gt;“No. Io ho un sonno profondo. Ma Peggy Blue la sento spesso gridare la notte. Mi piacerebbe molto proteggerla.”&lt;br /&gt;“Vaglielo a dire.”&lt;br /&gt;“A ogni modo, non potrei farlo veramente perché, la notte, non si ha il permesso di lasciare la propria stanza. E’ il regolamento.”&lt;br /&gt;“I fantasmi conoscono il regolamento? No. Sicuramente no. Sii furbo: se ti sentono annunciare a Peggy Blue che monterai di guardia per proteggerla da loro, non oseranno venire stasera.”&lt;br /&gt;“Ma….ma…..”&lt;br /&gt;“Quanti anni hai, Oscar?”&lt;br /&gt;“Non lo so. Che ore sono?”&lt;br /&gt;“Le dieci. Vai per i quindici anni. Non credi che sia ora di avere il coraggio dei tuoi sentimenti?”&lt;br /&gt;Alle dieci e mezzo mi sono deciso e sono andato fino alla porta della sua stanza, che era aperta. &lt;br /&gt;“Ciao Peggy, sono Oscar.” &lt;br /&gt;Era sdraiata sul suo letto, sembrava Biancaneve quando aspetta il principe, quando quei coglioni di nani credono che sia morta, Biancaneve come le foto di neve in cui la neve è azzurra e non bianca.&lt;br /&gt;Si è girata verso di me e allora mi sono chiesto se mi avrebbe scambiato per il principe o per uno dei nani. Io avrei detto “nano” a causa della mia testa d’uovo, ma lei non ha aperto bocca ed è questo il bello di Peggy Blue, che non dice mai niente e che tutto rimane misterioso. &lt;br /&gt;Sono venuto ad annunciarti che stasera e tutte le sere a venire, se vuoi, monterò di guardia davanti alla tuia stanza per proteggerti dai fantasmi.”&lt;br /&gt;Mi ha guardato, ha battuto le ciglia e ho avuto l’impressione che il film andasse al rallentatore, che l’aria diventasse più rarefatta, il silenzio più silenzioso, che camminassi come nell’acqua e che tutto cambiasse avvicinandomi al suo letto, illuminato da una luce che scendeva da chissà dove.&lt;br /&gt;“Ehi, vacci piano, Testa d’uovo: sarò io a montar di guardia a Peggy!”&lt;br /&gt;Pop Corn stava nel vano della porta, o piuttosto riempiva il vano della porta. Ho tremato. Certo che, se avesse fatto lui la guardia, nessun fantasma sarebbe più riuscito a passare. Pop Corn ha strizzato l’occhio a Peggy.&lt;br /&gt;“Ehi, Peggy? Tu e io siamo amici no?”&lt;br /&gt;Peggy ha guardato il soffitto. Pop Corn ha ritenuto fosse una conferma e mi ha trascinato fuori.&lt;br /&gt;“Se vuoi una ragazza, prendi Sandrine, Peggy è zona proibita.”&lt;br /&gt;“Con quale diritto?”&lt;br /&gt;“Con il diritto che ero qui prima di te. se non sei contento, possiamo batterci.”&lt;br /&gt;“In realtà sono supercontento.”&lt;br /&gt;Ero un po’ stanco e sono andato a sedermi nella sala dei giochi, dove, per l’appunto, c’era Sandrine. E’ leucemica come me, ma la sua cura sembra riuscire. La chiamano la Cinese, perché porta una parrucca nera, lucida, dai capelli diritti, con una frangia, che la fa somigliare ad una cinese. Mi guarda e fa scoppiare una bolla di gomma americana.&lt;br /&gt;“Puoi baciarmi, se vuoi.”&lt;br /&gt;“Perché? La gomma non ti basta?”&lt;br /&gt;“Non sei nemmeno capace, scemo. Sono sicura che non l’hai mai fatto.”&lt;br /&gt;“Questa poi, mi fai proprio ridere a quindici anni l’ho gia fatto parecchie volte, posso assicurartelo.”&lt;br /&gt;“Hai quindici anni?” mi fa lei sorpresa.&lt;br /&gt;Controllo il mio orologio.&lt;br /&gt;“Si. Quindici anni passati.”&lt;br /&gt;“Ho sempre sognato di essere baciata da un grande di quindici anni.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Certo, è allettante”&lt;br /&gt;E allora mi fa una smorfia impossibile con le labbra che spinge in avanti, simile ad una ventosa che si schiacci su un vetro e capisco che aspetta un bacio.&lt;br /&gt;Voltandomi, vedo tutti i compagni che mi osservano. Non ho modo di tirarmi indietro. Devo essere un uomo, è il momento.&lt;br /&gt;Mi avvicino e la bacio. Mi afferra con le braccia, non riesco più a staccarmi, sento il bagnato e, tutt’a un tratto, senza avvertimenti, mi infila la sua gomma. Per la sorpresa, l’ho mandata giù. Ero furioso.&lt;br /&gt;E’ in quel momento che una mano mi ha battuto sulla schiena. Le disgrazie non arrivano mai sole: i miei genitori. Era domenica e lo avevo scordato!&lt;br /&gt;“Ci presenti la tua amica, Oscar?”&lt;br /&gt;“Non è mia amica.”&lt;br /&gt;“Ce la presenti lo stesso ?”&lt;br /&gt;“Sandrine. I miei genitori. Sandrine.”&lt;br /&gt;“Sono lietissima di conoscervi” dice la Cinese assumento un’aria sdolcinata. &lt;br /&gt;L’avrei strozzata.&lt;br /&gt;“Vuoi che Sandrine venga con noi nella tua stanza?”&lt;br /&gt;“No. Sandrine resta qui.”&lt;br /&gt;Tornato a letto, mi sono reso conto che ero stanco e ho dormito un po’. A ogni modo, non volevo parlare con loro.&lt;br /&gt;Quando mi sono svegliato, ho visto che naturalmente mi avevano portato dei regali. Da quando sono ricoverato in permanenza all’ospedale, i miei genitori hanno qualche difficoltà con la conversazione; allora mi portano dei regali e trascorrono dei pomeriggi  schifosi a leggere le regole del gioco e le istruzioni per l’uso. Mio padre si accanisce nello studio dei fogli illustrativi: anche quando sono in turco o giapponese, non si scoraggia. E’ campione del mondo del pomeriggio domenicale sciupato.&lt;br /&gt;Oggi mi ha portato un lettore di compact. Non l’ho potuto criticare anche se ne avevo voglia.&lt;br /&gt;“Non siete venuti ieri?”&lt;br /&gt;“Ieri? Perché mai? Possiamo solo la domenica. Che cosa te lo fa pensare?”&lt;br /&gt;“Qualcuno ha visto la vostra auto nel parcheggio.”&lt;br /&gt;“Non c’è solo una Jeep rossa al mondo. Le macchine sono intercambiabili.”&lt;br /&gt;“Si. Non sono come i genitori. Peccato.”&lt;br /&gt;Sono rimasti impietriti. Allora ho preso il lettore e ho ascoltato per due volte Lo schiaccianoci, senza fermarmi, davanti a loro. Due ore senza che potessero dire una parola. Sistemati.&lt;br /&gt;“Ti piace?”&lt;br /&gt;“Si. Ho sonno.”&lt;br /&gt;Hanno capito che dovevano andarsene. Erano a disagio in modo evidente. Non riuscivano a decidersi sentivo che volevano dirmi delle cose e che non ce la facevano. Era bello vederli soffrire a loro volta.&lt;br /&gt;Poi mia madre si è precipitata contro di me, mi ha stretto molto forte, e ha detto con voce scossa: “Ti voglio bene, mio piccolo Oscar, ti voglio tanto bene.”&lt;br /&gt;Avrei voluto resistere, ma all’ultimo momento l’ho lasciata fare, mi ricordava il tempo passato, il tempo delle coccole pure e semplici, il tempo in cui non aveva il tono angosciato per dirmi che mi voleva bene. &lt;br /&gt;Dopo credo di essermi addormentato un po’.&lt;br /&gt;Nonna Rosa è la campionessa del risveglio. Arriva sempre al traguardo, nel momento in cui apro gli occhi. E in quel momento ha sempre un sorriso.&lt;br /&gt;“Allora i tuoi genitori?”&lt;br /&gt;“Nulli come al solito. Beh, mi hanno regalato lo schiaccianoci.”&lt;br /&gt;“Lo schiaccianoci? Questa è bella. Avevo un’amica che si chiamava così. Una campionessa formidabile. Spezzava il collo delle sue avversarie fra le cosce. E Peggy Blue, sei andato a trovarla?”&lt;br /&gt;“Non me ne parli. E’ fidanzata con Pop Corn.”&lt;br /&gt;“Te lo ha detto lei?”&lt;br /&gt;“No, è stato lui.”&lt;br /&gt;“Un bluff!”&lt;br /&gt;“Non credo. Sono sicuro che le piace più di me. E’ più forte, più rassicurante.”&lt;br /&gt;“Un bluff, ti dico! Io che sembravo un topo sul ring, ne ho battute tante di lottatrici che somigliavano a balene o a ippopotami. Per esempio, Plum Pudding, l’irlandese, centocinquanta chili a digiuno in slip prima della sua Guinness, avambraccia come cosce, bicipiti come prosciutti, gambe come colonne. Niente vita, impossibili le prese. Imbattibile!”&lt;br /&gt;“Come ha fatto?”&lt;br /&gt;“Quando non è possibile la presa, vuol dire che una è rotonda e che rotola. L’ho fatta correre per stancarla, e poi l’ho atterrata, Plum Pudding. Ci è voluto un argano per rialzarla. Tu, Oscar, hai l’ossatura leggera e poca ciccia, questo è certo, ma la seduzione non dipende solo dall’osso o dalla carne, dipende anche dalla qualità del cuore. e di qualità del cuore tu ne hai in abbondanza.”&lt;br /&gt;“Io?”&lt;br /&gt;“Va’ a trovare Peggy Blur e dille quello che hai sullo stomaco.”&lt;br /&gt;“Sono un po’ stanco.”&lt;br /&gt;“Stanco? Che età hai a quest’ora? Diciott’anni? A diciott’anni non si è mai stanchi.”&lt;br /&gt;Nonna Rosa ha un modo di parlare che da energia.&lt;br /&gt;La notte era scesa, i rumori risuonavano più forti nella penombra, il linoleum del corridoio rifletteva la luna.&lt;br /&gt;Sono entrato da Peggy e le ho allungato il  mio lettore di compact.&lt;br /&gt;“Tieni. Ascolta il valzer dei fiocchi di neve. E’ talmente bello che mi fa pensare a te.”&lt;br /&gt;Peggy ha ascoltato il valzer dei fiocchi di neve. Sorrideva come se il valzer fosse un suo vecchio amico che le raccontava cose buffe all’orecchio. &lt;br /&gt;Mi ha restituito l’apparecchio e mi ha detto: “E’ bello”.&lt;br /&gt;Era la sua prima parola. E’ carina, no, come prima parola?&lt;br /&gt;“Peggy Blue, volevo dirti: non voglio che ti faccia operare. Sei bella così. Sei bella in blu.”&lt;br /&gt;Ho visto bene che le mie parole le facevano piacere.&lt;br /&gt;“Voglio che sia tu, Oscar a proteggermi dai fantasmi.”&lt;br /&gt;“Conta su di me, Peggy.”&lt;br /&gt;Ero fiero da matti, alla fine, ero stato io a vincere!&lt;br /&gt;“Baciami.”&lt;br /&gt;E’ veramente una cosa da ragazze il bacio, come se per loro fosse davvero un bisogno, ma Peggy, a differenza della Cinese, non è una viziosa, mi ha teso la guancia e darle un bacio è piaciuto anche a me, per davvero.&lt;br /&gt;“Buonanotte, Peggy.”&lt;br /&gt;“Buonanotte, Oscar.”&lt;br /&gt;Ecco, Dio, questa è stata la mia giornata. Capisco che l’adolescenza venga definita l’età ingrata.&lt;br /&gt;E’ dura. Ma alla fine, a vent’anni suonati, le cose si aggiustano. Allora ti rivolgo la mia richiesta del giorno: vorrei che Peggy e io ci sposassimo. Non sono certo che il matrimonio appartenga alle cose dello spirito, se è questo il tuo settore. Esaudisci questo genere di desiderio, il desiderio da agenzia matrimoniale? Se non è di tua competenza, dimmelo al più presto affinché possa rivolgermi alla persona giusta. Senza voler metterti fretta, ti segnalo che non ho molto tempo. Dunque: matrimonio di Oscar e Peggy Blue. Si o no. Vedi se ce la fai, la cosa mi andrebbe proprio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A domani, baci,&lt;br /&gt;Oscar&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. A proposito: qual è, insomma, il tuo indirizzo?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-706965248218727682?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/706965248218727682/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/una-fiaba-metafisica-per-raccontare_21.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/706965248218727682'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/706965248218727682'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/una-fiaba-metafisica-per-raccontare_21.html' title='Una fiaba metafisica per raccontare l&apos;ineluttabile - III'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4219997259631171091</id><published>2011-11-17T15:55:00.003+01:00</published><updated>2011-11-17T15:57:40.016+01:00</updated><title type='text'>Preghiera a Santa Elisabetta d'Ungheria</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-C0lRMkUMaj0/TsUgO_s8rdI/AAAAAAAAAXQ/0TLQSQxuHSc/s1600/Santa+Elisabetta+d%2527Ungheria+-+Patrona+OFS.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-C0lRMkUMaj0/TsUgO_s8rdI/AAAAAAAAAXQ/0TLQSQxuHSc/s320/Santa+Elisabetta+d%2527Ungheria+-+Patrona+OFS.jpg" width="191" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi la Chiesa Cattolica venera Santa Elisabetta d'Ungheria, patrona dell'Ordine Francescano Secolare. Vogliamo rivolgerci a lei in preghiera in questo giorno:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;O Elisabetta, &amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;giovane e santa, &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;sposa, madre e regina,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;volontariamente povera di beni,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;tu sei stata,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;sulle orme di Francesco,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;primizia dei chiamati&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;a vivere di Dio nel mondo&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;per arricchirlo di pace, di giustizia&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;e di amore ai diseredati e agli esclusi.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;La testimonianza della tua vita&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;rimane come luce per l’Europa&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;per seguire le vie del vero bene&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;di ogni uomo e di tutti gli uomini.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;Ti preghiamo di impetrarci&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;dal Cristo Incarnato e Crocifisso,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;al quale ti sei fedelmente conformata,&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="display: inline !important;"&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;i&gt;intelligenza, coraggio,operosità e credibilità,&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;da veri costruttori&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;del regno di Dio nel mondo.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Amen&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Preghiera tratta dal sito&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.parrocchiasantamariavetere.it/"&gt;http://www.parrocchiasantamariavetere.it&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4219997259631171091?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4219997259631171091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/preghiera-santa-elisabetta-dungheria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4219997259631171091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4219997259631171091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/preghiera-santa-elisabetta-dungheria.html' title='Preghiera a Santa Elisabetta d&apos;Ungheria'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-C0lRMkUMaj0/TsUgO_s8rdI/AAAAAAAAAXQ/0TLQSQxuHSc/s72-c/Santa+Elisabetta+d%2527Ungheria+-+Patrona+OFS.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-6738144466231905374</id><published>2011-11-14T18:13:00.000+01:00</published><updated>2011-11-14T18:13:00.878+01:00</updated><title type='text'>Una fiaba metafisica per raccontare l'ineluttabile - II</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Questa sera pubblichiamo la seconda parte della bellissima fiaba tratta dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "Oscar e la dama in rosa", che abbiamo cominciato a leggere lo scorso venerdì:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;UNA PRODIGIOSA FIABA METAFISICA PER RACCONTARE, CON PAROLE SEMPLICI, L’INELUTTABILE.&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;bravo! Sei fortissimo. Addirittura prima che abbia impostato la lettera, mi hai dato la risposta. Come fai?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Stamattina giocavo a scacchi con Einstein nella sala di ricreazione quando Pop Corn è venuto ad avvertirmi: “Ci sono i tuoi genitori”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“I miei genitori? Non è possibile. Vengono solo la domenica.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ho visto l’auto, la Jeep rossa con il tettuccio bianco.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non è possibile.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ho alzato le spalle e ho continuato a giocare con Einstein. Ma siccome ero preoccupato, Einstein mi fregava tutti i miei pezzi e la cosa mi ha innervosito ancora di più. Se lo chiamiamo Einstein non è perché sia più intelligente degli altri, ma perché ha la testa molto più grossa. Sembra che dentro ci sia dell’acqua. Peccato, se ci fosse stato del cervello, avrebbe potuto fare grandi cose, Einstein. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando ho visto che stavo per perdere, ho smesso di giocare e ho seguito Pop Corn, la cui camera dà sul parcheggio. Aveva ragione: i miei genitori erano arrivati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Devo dirti, Dio, che abitiamo lontano, i miei genitori e io. Non me ne rendevo conto quando ci abitavo, ma adesso che non ci abito più trovo che è veramente lontano. Perciò i miei genitori vengono a trovarmi una volta alla settimana, la domenica, perché la domenica non lavorano e io nemmeno.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“vedi che avevo ragione” ha detto Pop Corn.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Cosa mi dai per averti avvertito?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ho dei cioccolatini alle nocciole.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non hai più delle fragole Tagada?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“O.K., vada per i cioccolatini.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ovviamente non si ha il diritto di dar da mangiare a Pop Corn, visto che si trova qui per dimagrire. Novantotto chili a nove anni, un metro e dieci di altezza per un metro e dieci di larghezza! Il solo indumento in cui entri completamente è una tuta sportiva americana, le cui righe sembrano avere il mal di mare. Francamente, siccome siamo convinti che non potrà mai smettere di essere grasso e ci fa pietà tanto la fame lo tormenta, gli diamo sempre i nostri avanzi. Un cioccolatino è minuscolo rispetto a una tale massa di lardo! Se abbiamo torto, allora anche le infermiere la smettano di infilargli delle supposte. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sono ritornato nella mia stanza ad aspettare i miei genitori. All’inizio non ho visto passare i minuti perché ero senza fiato, poi mi sono reso conto che avevano avuto quindici volte il tempo di arrivare a me. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A un tratto, ho capito dov’erano. Mi sono infilato nel corridoio e, di nascosto, sono sceso dalle scale; poi ho camminato nella penombra fino allo studio del dottor Düsseldorf.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bingo! Erano là. Le voci mi arrivavano da dietro la porta. Siccome ero sfinito per la discesa, mi sono fermato alcuni secondi per rimettermi il cuore a posto e allora tutto si è guastato. Ho sentito quello che non avrei dovuto sentire. Mi a madre singhiozzava, il dottor Düsseldorf ripeteva: “Abbiamo provato di tutto, credetemi, le abbiamo tentate tutte” e mio padre rispondeva con voce soffocata: “Ne sono sicuro, dottore, ne sono sicuro”. Sono rimasto con l’orecchio incollato alla porta di ferro. Non sapevo più che cosa fosse più freddo, se il metallo o io.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Poi il dottor Düsseldorf ha detto: “Volete abbracciarlo?”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non ne avrò mai il coraggio” ha detto mia madre.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non deve vederci in questo stato” ha aggiunto mio padre.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ed è stato allora che ho capito che i miei genitori erano due vigliacchi. Peggio: due vigliacchi che mi prendevano per un vigliacco!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Siccome dallo studio arrivava il rumore di sedie che si spostavano, ho intuito che stavano per uscire e ho aperto la prima porta che mi sono trovato davanti. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ così che mi sono ritrovato nel ripostiglio delle scope dove ho passato il resto della mattinata perché, forse non lo sai, Dio, ma i ripostigli delle scope si aprono dall’esterno, non dall’interno….. come se avessero paura che di notte le scope, i secchi e gli strofinacci tagliassero la corda!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A ogni modo, non mi dava fastidio trovarmi rinchiuso al buio, perché non avevo più voglia di vedere nessuno e perché le gambe e le braccia non mi rispondevano più tanto bene, dopo il colpo che avevo ricevuto sentendo quello che avevo sentito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Verso mezzogiorno, ho udito un gran trambusto al piano di sopra. Ascoltavo i passi, le corse. Poi si sono messi a gridare il mio nome dappertutto: “Oscar! Oscar!”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi faceva bene sentirmi chiamare e non rispondere. Avevo voglia di scocciare il mondo intero. Dopo, credo di aver dormito un po’, poi ho percepito il ciabattare della signore N’da, la donna delle pulizie. Ha aperto la porta e ci siamo fatti paura l’un l’altra e abbiamo urlato fortissimo: lei perché non si aspettava di trovarmi là dentro, io perché non mi ricordavo che fosse così nera. Né che gridasse così forte.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dopo c’è stata una bella confusione. Sono venuti tutti: il dottor Düsseldorf, la capoinfermiera, le infermiere di servizio, le altre donne delle pulizie. Invece di sgridarmi, come avrei creduto, sembravano sentirsi tutti in colpa e ho capito che bisognava approfittare in fretta della situazione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Voglio vedere Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ma dove ti eri cacciato, Oscar? Come ti senti?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Voglio vedere Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Come sei finito in quel ripostiglio? Hai sentito qualcuno? Hai sentito qualcosa?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Voglio vedere Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Bevi un bicchiere d’acqua.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No. Voglio vedere Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Prendi una boccata di…..”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No. Voglio vedere Nonna Rosa.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Un pezzo di granito. Una roccia, una lastra di cemento. Niente da fare. Non ascoltavo più nemmeno quello che mi dicevano. Volevo vedere Nonna Rosa.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Davanti ai suoi colleghi, il dottor Düsseldorf appariva piuttosto seccato di non aver alcuna autorità su di me. Ha finito col cedere. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Chiamate quella signora!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora ho acconsentito a riposarmi e ho dormito un po’ nella mia stanza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando mi son svegliato, Nonna Rosa era lì. Sorrideva &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Bravo, Oscar, ce l’hai fatta. E’ stato un bello schiaffo per loro. Ma il risultato è che adesso mi invidiano.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ce ne freghiamo.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Sono brave persone, Oscar. Bravissime.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Me ne sbatto.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che cosa c’è che non va?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Il dottor Düsseldorf ha detto ai miei genitori che sarei morto e loro sono scappati. Li detesto.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le ho raccontato tutto nei particolari, come a te, Dio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Mmm” ha fatto Nonna Rosa “Mi ricorda il mio torneo a Béthune contro Sarah Youp La Boum, la lottatrice dal corpo unto d’olio, l’anguilla del ring, un’acrobata che si batteva quasi nuda e che ti sgusciava tra le mani quando cercavi di farle una presa. Combatteva solo a Béthune dove vinceva ogni anno la coppa di Béthune. Beh, io la volevo, la coppa di Béthune!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che cos’ha fatto Nonna Rosa?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Dei miei amici le hanno gettato addosso della farina quando è salita sul ring. Olio più farina, era pronta da friggere. In tre croci e due movimenti, l’ho spedita al tappeto, Sarah Youp La Boum. Dopo di me, non la chiamavano più l’anguilla dei ring, ma il merluzzo impanato!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi scuserà, Nonna Rosa, ma non riesco proprio a capire il paragone.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ma è lampante! C’è sempre una soluzione, Oscar c’è sempre un sacco di farina da qualche parte. Dovresti scrivere a Dio. e’ più forte di me.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Anche per il catch?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, anche per il catch, Dio sa il fatto suo. Prova, Oscar. Che cos’è che ti fa più male?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Detesto i miei genitori.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Allora detestali moltissimo.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ lei a dirmelo, Nonna Rosa?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, detestali moltissimo. Quando ti sarai sfogato, ti accorgerai che non era il caso. Racconta tutto a Dio e, nella tua lettera, chiedigli di venirti a trovare.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Lui si sposta?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“A modo suo. Non spesso. Addirittura di rado.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Perché? E’ malato anche lui?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora ho capito dal sospiro di Nonna Rosa che non voleva confessarmi che anche tu, Dio,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; sei messo male. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“I tuoi genitori non ti hanno mai parlato di Dio, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Lasci perdere. I miei genitori sono dei cretini.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Certo. Ma non ti hanno mai parlato di Dio?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si. Solo una volta. Per dire che non ci credevano. Loro credono giusto a Babbo Natale.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Sono proprio così cretini, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non se lo immagina! Il giorno in cui sono tornato da scuola dicendo che dovevano finirla di raccontare fesserie, che sapevo, come tutti i miei compagni, che Babbo Natale non esisteva, avevano l’aria di cadere dalle nuvole. Siccome ero piuttosto furioso di essere passato per un idiota nel cortile della ricreazione, mi hanno giurato che non avevano mai voluto ingannarmi e che avevano creduto sinceramente che Babbo Natale esistesse, e che erano molto delusi, ma davvero molto delusi nell’apprendere che non era vero! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Due autentici deficienti, le dico, Nonna Rosa!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Dunque non credon o in Dio?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E la cosa non ti ha incuriosito?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Se mi interesso a quello che pensano i cretini, non avrò più tempo per quello che pensano le persone intelligenti.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Hai ragione. Ma il fatto che i tuoi genitori che, secondo te, sono dei cretini….”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si. Dei veri cretini, Nonna Rosa!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Dunque, se i tuoi genitori che si sbagliano non ci credono, perché non dovresti crederci tu e chiedergli una visita?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“D’accordo. Ma non mi ha detto che è infermo?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No. Ha un modo molto speciale di far visita. Ti viene a trovare con il pensiero. Nel tuo spirito.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questo mi è piaciuto. L’ho trovato fortissimo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa ha aggiunto: “Vedrai: le sue visite fanno un gran bene”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“O.K., gliene parlerò. Per il momento, le visite che mi fanno più bene sono le sue.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa ha sorriso e, quasi timidamente, si è chinata per darmi un bacio sulla guancia. Non osava andare fino in fondo. Chiedeva il permesso con lo sguardo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Su. Mi baci. Non lo dirò agli altri. Non voglio rovinarle la reputazione di ex lottatrice.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Le sue labbra si sono posate sulla mia guancia e la cosa mi ha fatto piacere, ho sentito un calore, un solletico, un profumo di cipria e di sapone.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Quando torna?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ho il diritto di venire solo due volte alla settimana.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non è possibile, Nonna Rosa! Non aspetterò tre giorni!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ il regolamento.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Il dottor Düsseldorf.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Il dottor Düsseldorf, in questo momento, se la fa addosso quando mi vede. Vada a chiedergli il permesso, Nonna Rosa, non scherzo.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi ha guardato esitante.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non scherzo. Se non viene a trovarmi tutti i giorni, io non scrivo a Dio.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Proverò.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa è uscita e mi sono messo a piangere. Prima non mi ero reso conto di quanto avessi bisogno di aiuto. Non mi ero reso conto, prima, di quanto fossi veramente malato. All’idea di non vedere più Nonna Rosa, capivo tutto e mi scioglievo in lacrime che mi bruciavano le guance. Per fortuna ho avuto un po’ di tempo per riprendermi prima che rientrasse.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ tutto sistemato: ho il permesso. Per dodici giorni posso venire a trovarti ogni giorno.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Me e me soltanto?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Te e te soltanto, Oscar. Dodici giorni.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora non so che cosa mi ha preso, ho ricominciato a singhiozzare. Eppure so che i ragazzi non devono piangere, soprattutto io, con la mia testa d’uovo, che non somiglio né a un ragazzo né a una ragazza, ma piuttosto a un marziano. Niente da fare, non riuscivo a fermarmi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Dodici giorni? Va davvero così male, Nonna Rosa?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anche lei aveva voglia di piangere. Si tratteneva a fatica. L’ex lottatrice impediva alla ragazza di un tempo di lasciarsi andare. Era bello da vedere e mi ha distratto un po’.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che giorno è oggi, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Diamine! Non vede il mio calendario? E’ il 20 dicembre.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Nel mio paese, Oscar, c’è una leggenda che sostiene che, durante gli ultimi dodici giorni dell’anno, si può indovinare che tempo farà nei dodici mesi dell’anno seguente. Basta osservare ogni giornata per avere, in miniatura, il quadro del mese. Il 20 dicembre rappresenta gennaio, il 21 dicembre febbraio, e così via, fino al 31 dicembre che prefigura il dicembre seguente.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ vero?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ una leggenda. La leggenda dei dodici giorni divinatori. Vorrei che ci giocassimo, tu e io. Soprattutto tu. A partire da oggi, osserverai ogni giorno come se ciascuno contasse per dieci anni.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Dieci anni?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si. Un giorno: dieci anni.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Allora, fra dodici giorni, avrò centovent’anni!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, te ne rendi conto?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa mi ha baciato, ci prendo gusto, lo sento, e poi se n’è andata.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora ecco, Dio: stamattina sono nato e non me ne sono reso conto bene; è diventato più chiaro verso mezzogiorno, quando avevo cinque anni, ho guadagnato in coscienza ma non è stato per apprendere delle buone notizie; stasera ho dieci anni ed è l’età della ragione. Ne approfitto per chiederti una cosa: quando hai qualcosa da annunciarmi, come a mezzogiorno per i miei cinque anni, sii meno brutale. Grazie.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A domani, baci,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oscar.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;P. S. ho una cosa da chiederti. So che ho diritto a un solo desiderio, ma il mio desiderio di un attimo fa più che un desiderio era un consiglio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Sarei d’accordo per una visitina. Una visita in spirito. Trovo la cosa fortissima. Mi piacerebbe molto che me ne facessi una. Sono disponibile dalle otto del mattino alle nove di sera. Il resto del tempo dormo. Talvolta schiaccio dei pisolini anche durante la giornata, a causa delle cure. Ma se mi trovi così, non esitare a svegliarmi. Sarebbe stupido mancare all’appuntamento per così poco, no?&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-6738144466231905374?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/6738144466231905374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/una-fiaba-metafisica-per-raccontare_14.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6738144466231905374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6738144466231905374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/una-fiaba-metafisica-per-raccontare_14.html' title='Una fiaba metafisica per raccontare l&apos;ineluttabile - II'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8936474783731250577</id><published>2011-11-11T18:34:00.001+01:00</published><updated>2011-11-11T18:34:59.773+01:00</updated><title type='text'>Una fiaba metafisica per raccontare l'ineluttabile</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/320/8817000914-.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.wuz.it/archivio/cafeletterario.it/320/8817000914-.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Questa sera vogliamo riflettere grazie alla nostra Enza che ci ha segnalato (e trascritto di mano sua) una vera perla tratta dal libro di Eric-Emmanuel Schmitt "&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Oscar e la dama in rosa&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;":&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;UNA PRODIGIOSA FIABA METAFISICA PER RACCONTARE, CON PAROLE SEMPLICI, L’INELUTTABILE.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Caro Dio,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;mi chiamo Oscar, ho dieci anni, ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo di aver persino arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando perché finora, a causa dei miei studi, non ho avuto tempo. Ti avverto subito: detesto scrivere. Bisogna davvero che ci sia obbligato. Perché scrivere è soltanto una bugia che abbellisce la realtà. La prova? Per esempio, prendi l’inizio della mia lettera: “Mi chiamo Oscar, ho dieci anni ho appiccato il fuoco al gatto, al cane, alla casa (credo di aver persino arrostito i pesci rossi) ed è la prima lettera che ti mando perché finora, a causa dei miei studi, non ho avuto tempo”. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Avrei potuto esordire dicendo: “Mi chiamano Testa d’uovo, dimostro sette anni, vivo all’ospedale a causa del cancro e non ti ho mai rivolto la parola perché non credo nemmeno che tu esista”. Ma se ti scrivo una roba del genere, fa un brutto effetto e ti interesseresti meno a me. E io ho bisogno che ti interessi. Inoltre mi farebbe comodo che tu avessi il tempo di farmi due o tre piaceri. Ti spiego. L’ospedale è un posto strasimpatico, con un sacco di adulti di buon umore che parlano forte, con un mucchio di giocattoli e di signore in rosa che vogliono divertirsi con i bambini, con amichetti sempre disponibili come Bacon, Einstein o Pop Corn, insomma. L’ospedale è molto gradevole se sei un malato gradito. Io non faccio più piacere. Da quando sono stato sottoposto al trapianto di midollo osseo sento proprio che non faccio più piacere. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando il dott. Dȕsseldorf mi visita, la mattina, lo fa di malavoglia, lo deludo. Mi guarda senza dire nulla, come se avessi commesso un errore. Eppure ho affrontato con impegno l’operazione; sono stato bravo, mi sono lasciato addormentare, ho avuto male senza gridare, ho preso tutte le medicine. Certi giorni ho voglia di insultarlo, di dirgli che è stato forse lui, il dottor Dűsseldorf, con le sue soppraciglie nere, a sbagliarla, l’operazione. Ma ha un’aria talmente infelice che gli insulti mi restano in gola. Più il dottor Dȕsseldorf tace con il suo sguardo sconsolato, più mi sento colpevole. Ho capito che sono diventato un cattivo malato, un malato che impedisce di credere che la medicina sia straordinaria. Il pensiero di un medico è contagioso. Adesso tutto il piano, le infermiere, gli interni e le donne delle pulizie mi guardano nello stesso modo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Hanno l’aria triste quando sono di buon umore; si sforzano di ridere quando racconto una storiella. E’ vero, non ridono più come prima. Solo Nonna Rosa non è cambiata. Secondo me, è comunque troppo vecchia per cambiare. E poi è anche troppo Nonna Rosa. Nonna Rosa non te la presento, Dio, è una tua buona amica, visto che è stata lei a dirmi di scriverti. Il problema è che sono l’unico a chiamarla Nonna Rosa. Dunque, devi fare uno sforzo per capire di chi parlo: fra le signore in camice rosa che vengono da fuori per passare del tempo con i bambini malati, è la più vecchia di tutte. “Quanti anni ha, nonna Rosa?” &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Riesci a tenere a mente i numeri con tredici cifre, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oh! Lei esagera!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No. Qui non devono assolutamente sapere la mia età, altrimenti mi cacciano e non ci vedremo più”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Perché”?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“sono qui di contrabbando. C’è un’età limite per essere una signora in rosa. E io l’ho superata abbondantemente”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ scaduta”?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Come uno yogurt”?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ssss!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“O.K.! Non dirò nulla”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E’ stata davvero coraggiosa a confessarmi il suo segreto. Ma con me ha avuto fortuna. Sarò muto anche se trovo strano, viste tutte le rughe simili a raggi di sole che ha attorno agli occhi, che a nessuno sia venuto il sospetto. Un’altra volta sono venuto a conoscenza  di un altro suo segreto e così sono sicuro, Dio, che potrai identificarla. Passeggiavamo nel parco dell’ospedale e lei ha pestato una cacca.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Merda”! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Nonna Rosa ma che brutte parole dice!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Oh, ragazzino, lasciami in pace! Parlo come voglio.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Oh, nonna Rosa!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E muovi le chiappe. Stiamo passeggiando, non facendo una corsa di lumache.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Quando ci siamo seduti su una panchina per succhiare una caramella, LE HO CHIESTO: &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Com’è che parla così male?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Deformazione professionale, piccolo mio. Nel mio mestiere ero fottuta se avevo un vocabolario troppo delicato.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E che mestiere faceva?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non mi crederai…..”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Le giuro di si.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Lottatrice di catch.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non le credo!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Lottatrice di catch! Mi avevano soprannominato la Strangolatrice del Languedoc.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Da quel momento quando ho una botta di tristezza e Nonna Rosa è sicura che nessuno può sentirci, mi racconta i suoi grandi tornei: la Strangolatrice del Languedoc contro la Macellaia del Limousin; la sua lotta per vent’anni contro la Diabolica Sinclair, un’olandese che aveva delle granate al posto delle tette; e soprattutto la vittoria della coppa del mondo contro Ulla-Ulla, detta la Cagna di Bȕchenwald, che non era mai stata battuta, nemmeno da Cosce di Acciaio, il grande modello di Nonna Rosa quando era lottatrice. I suoi combattimenti mi fanno sognare, perché immagino la mia amica sul ring com’è adesso, una vecchietta in camice rosa un po’ traballante, intenta a dare un sacco di botte a delle orchesse in costume da bagno. Ho l’impressione di essere io, Divento il più forte. Mi vendico.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dio, se con tutti questi indizi non indovini chi è Nonna Rosa, o la Strangolatrice del Languedoc, allora devi smettere di essere Dio e andare in pensione. Sono stato chiaro?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Torno ai fatti miei.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Insomma, il mio trapianto ha molto deluso qui. Anche la mia chemio deludeva, ma era meno grave finché c’era la speranza del tra trapianto. Adesso ho l’impressione che i medici non sappiano più cosa proporre, e che mi considerino un caso pietoso. Il dott. Dȕsseldorf, che la mamma trova così bello, anche se per me è un po’ forte di sopracciglia, ha l’aria sconsolata di un Babbo Natale che non abbia più regali nella sua gerla.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L’atmosfera si deteriora. Ne ho parlato al mio amico Bacon. Per la verità non si chiama Bacon, ma Yves. Lo abbiamo chiamato Bacon perché gli si addice molto di più, visto che è un grande ustionato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Bacon, ho l’impressione che i medici non mi vogliano più bene. Li deprimo”.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Figurati, Testa d’uovo! I medici sono tosti. Progettano sempre un sacco di operazioni da farti. Io ho calcolato che me ne hanno promesse almeno sei.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Forse li ispiri.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Probabilmente.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ma perché non mi dicono semplicemente che morirò?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora Bacon ha fatto come tutti all’ospedale: è diventato sordo. Se dici: “morire” in un ospedale, nessuno sente. Puoi star sicuro che ci sarà un vuoto d’aria e che si parlerà d’altro. Ho fatto la prova con tutti. Tranne con Nonna Rosa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Allora stamattina ho voluto vedere se anche lei in quel momento diventava dura d’orecchi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“nonna rosa, ho l’impressione che nessuno mi dica che morirò.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mi ha guardato. Avrebbe reagito come gli altri? Per favore, Strangolatrice del Languedoc, resisti e conserva l’udito!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Perché vuoi che te lo dicano se lo sai già, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Uffa ha sentito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ho l’impressione Nonna Rosa, che abbiano inventato un ospedale diverso da quello che esiste veramente. Fanno come se si venisse all’ospedale solo per guarire. Mentre ci si viene anche per morire.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Hai ragione, Oscar, e credo che si commetta lo stesso errore per la vita. Dimentichiamo che la vita è fragile, friabile, effimera. Facciamo tutti finta di essere immortali.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ fallita la mia operazione, Nonna Rosa?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nonna Rosa non ha risposto. Era il suo modo di dire si. Quando è stata sicura che avevo capito?, si è avvicinata e mi ha chiesto, in tono supplichevole: “Non ti ho detto nulla, naturalmente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Me lo giuri?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;”Giuro.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Abbiamo taciuto un momentino per riflettere un po’&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E se scrivessi a Dio, Oscar?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ah no, non lei Nonna Rosa!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Cosa non io?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non lei! Credevo che non fosse bugiarda.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ma non ti dico bugie….”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“allora perché mi parli di Dio? Mi hanno già raccontato la frottola di Babbo Natale. Una volta basta!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Oscar non c’è alcun rapporto fra Dio e Babbo Natale.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Si, è la stessa cosa. Ti riempiono la testa di tutt’e due!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Immagini che io, una ex lottatrice di catch con centosessanta tornei vinti su centosessantacinque, di cui quarantatre per K.O., la Strangolatrice  del Languedoc, possa credere per un attimo a Babbo Natale?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Beh, io non credo a Babbo Natale ma credo in Dio. Ecco.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ovviamente, detto così, cambiava tutto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E perché dovrei scrivere a Dio?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ti sentiresti meno solo.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Meno solo con qualcuno che non esiste?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Fallo esistere.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Si è chinata verso di me.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Ogni volta che crederai in Lui, esisterà un po’ di più. Se persisti, esisterà completamente. Allora, ti farà del bene.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Che cosa posso scrivergli?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Confidagli i tuoi pensieri. I pensieri che non dici sono pensieri che pesano, che si incrostano, che ti opprimono, che ti immobilizzano, che prendono il posto delle idee nuove e che ti infettano. Diventerai una discarica di vecchi pensieri che puzzano, se non parli.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“O.K.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E poi, a Dio puoi domandare una cosa al giorno. Attenzione! Una sola.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E’ una nullità, il suo Dio, Nonna Rosa. Aladino aveva diritto a tre desideri con il genio della lampada.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Un desiderio al giorno è meglio di tre in una vita, no?.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;O.K. allora posso ordinargli tutto? giocattoli, caramelle, un’auto…”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“No, Oscar. Dio non è Babbo Natale. Puoi chiedere solo cose dello spirito.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Esempio?”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Esempio: del coraggio, della pazienza, dei chiarimenti.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“O.K. capisco.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“E puoi anche, Oscar, suggerirgli dei favori per gli altri.”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;“Non esageriamo, Nonna Rosa, un desiderio al giorno me lo tengo per me!”&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ecco. Allora Dio, in occasione di questa prima lettera, ti ho mostrato un po’ il genere di vita che conduco qui, all’ospedale, dove adesso mi considerano come un ostacolo alla medicina, e mi piacerebbe chiederti un chiarimento: guarirò? Rispondi di si o di no. Non è molto complicato. Si o no. Ti basta cancellare la menzione inutile. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A domani, baci,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oscar. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;P.S. Non ho il tuo indirizzo: come faccio?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La 2° parte domani&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8936474783731250577?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8936474783731250577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/una-fiaba-metafisica-per-raccontare.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8936474783731250577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8936474783731250577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/una-fiaba-metafisica-per-raccontare.html' title='Una fiaba metafisica per raccontare l&apos;ineluttabile'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-818592768181375591</id><published>2011-11-08T14:28:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T14:28:33.967+01:00</updated><title type='text'>Beato Giovanni Duns Scoto raccontato da Papa Benedetto XVI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-4EaOKWQF0YE/TrkuaqI_faI/AAAAAAAAAWw/ELwfCbCr1Ic/s1600/Beato+Duns+Scoto.gif" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-4EaOKWQF0YE/TrkuaqI_faI/AAAAAAAAAWw/ELwfCbCr1Ic/s320/Beato+Duns+Scoto.gif" width="314" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi la Chiesa Cattolica fa memoria del Beato Giovanni Duns Scoto. Conosciamolo meglio attraverso le parole del Santo Padre Benedetto XVI pronunciate a una delle Udienze Generali dello scorso anno:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;BENEDETTO XVI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;UDIENZA GENERALE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aula Paolo VI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mercoledì, 7 luglio 2010&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;b style="background-color: transparent;"&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="display: inline !important;"&gt;&lt;b style="background-color: transparent;"&gt;&lt;b style="background-color: transparent;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Giovanni Duns Scoto&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: transparent; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cari fratelli e sorelle,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;questa mattina voglio presentarvi un’altra figura importante nella storia della teologia: si tratta del beato Giovanni Duns Scoto, vissuto alla fine del secolo XIII. Un’antica iscrizione sulla sua tomba riassume le coordinate geografiche della sua biografia: “l’Inghilterra lo accolse; la Francia lo istruì; Colonia, in Germania, ne conserva i resti; in Scozia egli nacque”. Non possiamo trascurare queste informazioni, anche perché possediamo ben poche notizie sulla vita di Duns Scoto. Egli nacque probabilmente nel 1266 in un villaggio, che si chiamava proprio Duns, nei pressi di Edimburgo. Attratto dal carisma di san Francesco d’Assisi, entrò nella Famiglia dei Frati minori, e nel 1291, fu ordinato sacerdote. Dotato di un’intelligenza brillante e portata alla speculazione - quell’intelligenza che gli meritò dalla tradizione il titolo di Doctor subtilis, “Dottore sottile”- Duns Scoto fu indirizzato agli studi di filosofia e di teologia presso le celebri &amp;nbsp;Università di Oxford e di Parigi. Conclusa con successo la formazione, intraprese l’insegnamento della teologia nelle Università di Oxford e di Cambridge, e poi di Parigi, iniziando a commentare, come tutti i Maestri del tempo, le Sentenze di Pietro Lombardo. Le opere principali di Duns Scoto rappresentano appunto il frutto maturo di queste lezioni, e prendono il titolo dai luoghi in cui egli insegnò: Ordinatio (in passato denominata Opus Oxoniense – Oxford), Reportatio Cantabrigiensis (Cambridge), Reportata Parisiensia (Parigi). A queste sono da aggiungere almeno i Quodlibeta (o Quaestiones quodlibetales), opera assai importante formata da 21 questioni su vari temi teologici. Da Parigi si allontanò quando, scoppiato un grave conflitto tra il re Filippo IV il Bello e il Papa Bonifacio VIII, Duns Scoto preferì l’esilio volontario, piuttosto che firmare un documento ostile al Sommo Pontefice, come il re aveva imposto a tutti i religiosi. Così – per amore alla Sede di Pietro –, insieme ai Frati francescani, abbandonò il Paese.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cari fratelli e sorelle, questo fatto ci invita a ricordare quante volte, nella storia della Chiesa, i credenti hanno incontrato ostilità e subito perfino persecuzioni a causa della loro fedeltà e della loro devozione a Cristo, alla Chiesa e al Papa. Noi tutti guardiamo con ammirazione a questi cristiani, che ci insegnano a custodire come un bene prezioso la fede in Cristo e la comunione con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tuttavia, i rapporti fra il re di Francia e il successore di Bonifacio VIII ritornarono ben presto amichevoli, e nel 1305 Duns Scoto poté rientrare a Parigi per insegnarvi la teologia con il titolo di Magister regens. Successivamente, i Superiori lo inviarono a Colonia come professore dello Studio teologico francescano, ma egli morì l’8 novembre del 1308, a soli 43 anni di età, lasciando, comunque, un numero rilevante di opere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A motivo della fama di santità di cui godeva, il suo culto si diffuse ben presto nell’Ordine francescano e il Venerabile Giovanni Paolo II volle confermarlo solennemente beato il 20 Marzo 1993, definendolo “cantore del Verbo incarnato e difensore dell’Immacolata Concezione”. In tale espressione è sintetizzato il grande contributo che Duns Scoto ha offerto alla storia della teologia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Anzitutto, egli ha meditato sul Mistero dell’Incarnazione e, a differenza di molti pensatori cristiani del tempo, ha sostenuto che il Figlio di Dio si sarebbe fatto uomo anche se l’umanità non avesse peccato. “Pensare che Dio avrebbe rinunciato a tale opera se Adamo non avesse peccato, - scrive Duns Scoto - sarebbe del tutto irragionevole! Dico dunque che la caduta non è stata la causa della predestinazione di Cristo, e che - anche se nessuno fosse caduto, né l’angelo né l’uomo - in questa ipotesi Cristo sarebbe stato ancora predestinato nella stessa maniera” (Reportata Parisiensia, in III Sent., d. 7, 4). Questo pensiero nasce perché per Duns Scoto l’Incarnazione del Figlio di Dio, progettata sin dall’eternità da parte di Dio Padre nel suo piano di amore, è il compimento della creazione, e rende possibile ad ogni creatura, in Cristo e per mezzo di Lui, di essere colmata di grazia, e dare lode e gloria a Dio nell’eternità. Duns Scoto, pur consapevole che, in realtà, a causa del peccato originale, Cristo ci ha redenti con la sua Passione, Morte e Risurrezione, ribadisce che l’Incarnazione è l’opera più grande e più bella di tutta la storia della salvezza, e che essa non è condizionata da nessun fatto contingente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Fedele discepolo di san Francesco, Duns Scoto amava contemplare e predicare il Mistero della Passione salvifica di Cristo, espressione della volontà di amore, dell’amore immenso di Dio, il Quale comunica con grandissima generosità al di fuori di sé i raggi della Sua bontà e del suo amore (cfr Tractatus de primo principio, c. 4). Questo amore non si rivela solo sul Calvario, ma anche nella Santissima Eucaristia, della quale Duns Scoto era devotissimo e che vedeva come il Sacramento della presenza reale di Gesù e come il Sacramento dell’unità e della comunione che induce ad amarci gli uni gli altri e ad amare Dio come il Sommo Bene comune (cfr Reportata Parisiensia, in IV Sent., d. 8, q. 1, n. 3). “E come quest’amore, questa carità – scrivevo nella Lettera in occasione del Congresso Internazionale a Colonia per il VII Centenario della morte del beato Duns Scoto, riportando il pensiero del nostro autore – fu all’inizio di tutto, così anche nell’amore e nella carità soltanto sarà la nostra beatitudine: «il volere oppure la volontà amorevole è semplicemente la vita eterna, beata e perfetta»” (AAS 101 [2009], 5).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cari fratelli e sorelle, questa visione teologica, fortemente “cristocentrica”, ci apre alla contemplazione, allo stupore e alla gratitudine: Cristo è il centro della storia e del cosmo, è Colui che dà senso, dignità e valore alla nostra vita! Come a Manila il Papa Paolo VI, anch’io oggi vorrei gridare al mondo: “[Cristo] è il rivelatore di Dio invisibile, è il primogenito di ogni creatura, è il fondamento di ogni cosa; Egli è il Maestro dell’umanità, è il Redentore; Egli è nato, è morto, è risorto per noi; Egli è il centro della storia e del mondo; Egli è Colui che ci conosce e che ci ama; Egli è il compagno e l’amico della nostra vita... Io non finirei più di parlare di Lui” (Omelia, 29 novembre 1970).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Non solo il ruolo di Cristo nella storia della salvezza, ma anche quello di Maria è oggetto della riflessione del Doctor subtilis. Ai tempi di Duns Scoto la maggior parte dei teologi opponeva un’obiezione, che sembrava insormontabile, alla dottrina secondo cui Maria Santissima fu esente dal peccato originale sin dal primo istante del suo concepimento: di fatto, l’universalità della Redenzione operata da Cristo – evento assolutamente centrale nella storia della salvezza – a prima vista poteva apparire compromessa da una simile affermazione. Duns Scoto espose allora un argomento, che verrà poi adottato anche dal beato Papa Pio IX nel 1854, quando definì solennemente il dogma dell’Immacolata Concezione di Maria. Questo argomento è quello della “Redenzione preventiva”, secondo cui l’Immacolata Concezione rappresenta il capolavoro della Redenzione operata da Cristo, perché proprio la potenza del suo amore e della sua mediazione ha ottenuto che la Madre fosse preservata dal peccato originale. I Francescani accolsero e diffusero con entusiasmo questa dottrina, e altri teologi – spesso con solenne giuramento – si impegnarono a difenderla e a perfezionarla.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;A questo riguardo, vorrei mettere in evidenza un dato, che mi pare importante. Teologi di valore, come Duns Scoto circa la dottrina sull’Immacolata Concezione, hanno arricchito con il loro specifico contributo di pensiero ciò che il popolo di Dio credeva già spontaneamente sulla Beata Vergine, e manifestava negli atti di pietà, nelle espressioni dell’arte e, in genere, nel vissuto cristiano. Tutto questo grazie a quel soprannaturale sensus fidei, cioè a quella capacità infusa dallo Spirito Santo, che abilita ad abbracciare le realtà della fede, con l’umiltà del cuore e della mente. Possano sempre i teologi mettersi in ascolto di questa sorgente e conservare l’umiltà e la semplicità dei piccoli! Lo ricordavo qualche mese fa: “Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede, che ci hanno insegnato molte cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza, ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo... L’essenziale è rimasto nascosto! Invece, ci sono anche nel nostro tempo i piccoli che hanno conosciuto tale mistero. Pensiamo a santa Bernardette Soubirous; a santa Teresa di Lisieux, con la sua nuova lettura della Bibbia ‘non scientifica’, ma che entra nel cuore della Sacra Scrittura” (Omelia. S. Messa con i membri della Commissione Teologica Internazionale, 1 dicembre 2009).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Infine, Duns Scoto ha sviluppato un punto a cui la modernità è molto sensibile. Si tratta del tema della libertà e del suo rapporto con la volontà e con l’intelletto. Il nostro autore sottolinea la libertà come qualità fondamentale della volontà, iniziando una impostazione che valorizza maggiormente quest'ultima. Purtroppo, in autori successivi al nostro, tale linea di pensiero si sviluppò in un volontarismo in contrasto con il cosiddetto intellettualismo agostiniano e tomista. Per san Tommaso d’Aquino la libertà non può considerarsi una qualità innata della volontà, ma il frutto della collaborazione della volontà e dell’intelletto. Un’idea della libertà innata e assoluta – come si evolse, appunto, successivamente a Duns Scoto – collocata nella volontà che precede l’intelletto, sia in Dio che nell’uomo, rischia, infatti, di condurre all’idea di un Dio che non è legato neppure alla verità e al bene. Il desiderio di salvare l’assoluta trascendenza e diversità di Dio con un’accentuazione così radicale e impenetrabile della sua volontà, non tiene conto che il Dio che si è rivelato in Cristo è il Dio “logos”, che ha agito e agisce pieno di amore verso di noi. Certamente l’amore supera la conoscenza ed è capace di percepire sempre di più del pensiero, ma è sempre l’amore del Dio “logos” (cfr Benedetto XVI, Discorso a Regensburg, Insegnamenti di Benedetto XVI, II [2006], p. 261). Anche nell’uomo l’idea di libertà assoluta, collocata nella volontà, dimenticando il nesso con la verità, ignora che la stessa libertà deve essere liberata dei limiti che le vengono dal peccato. Comunque, la visione scotista non cade in questi estremismi: per Duns Scoto un atto libero risulta dal concorso di intelletto e volontà e se egli parla di un “primato” della volontà, lo argomenta proprio perché la volontà segue sempre l’intelletto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Parlando ai seminaristi romani, ricordavo che “la libertà in tutti i tempi è stata il grande sogno dell'umanità, sin dagli inizi, ma particolarmente nell'epoca moderna” (Discorso al Pontificio Seminario Romano Maggiore, 20 febbraio 2009). Però, proprio la storia moderna, oltre alla nostra esperienza quotidiana, ci insegna che la libertà è autentica, e aiuta alla costruzione di una civiltà veramente umana, solo quando è riconciliata con la verità. Se è sganciata dalla verità, la libertà diventa tragicamente principio di distruzione dell’armonia interiore della persona umana, fonte di prevaricazione dei più forti e dei violenti, e causa di sofferenze e di lutti. La libertà, come tutte le facoltà di cui l’uomo è dotato, cresce e si perfeziona, afferma Duns Scoto, quando l’uomo si apre a Dio, valorizzando la disposizione all’ascolto della Sua voce: quando noi ci mettiamo in ascolto della Rivelazione divina, della Parola di Dio, per accoglierla, allora siamo raggiunti da un messaggio che riempie di luce e di speranza la nostra vita e siamo veramente liberi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Cari fratelli e sorelle, il beato Duns Scoto ci insegna che nella nostra vita l’essenziale è credere che Dio ci è vicino e ci ama in Cristo Gesù, e coltivare, quindi, un profondo amore a Lui e alla sua Chiesa. Di questo amore noi siamo i testimoni su questa terra. Maria Santissima ci aiuti a ricevere questo infinito amore di Dio di cui godremo pienamente in eterno nel Cielo, quando finalmente la nostra anima sarà unita per sempre a Dio, nella comunione dei santi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-818592768181375591?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/818592768181375591/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/beato-giovanni-duns-scoto-raccontato-da.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/818592768181375591'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/818592768181375591'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/beato-giovanni-duns-scoto-raccontato-da.html' title='Beato Giovanni Duns Scoto raccontato da Papa Benedetto XVI'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-4EaOKWQF0YE/TrkuaqI_faI/AAAAAAAAAWw/ELwfCbCr1Ic/s72-c/Beato+Duns+Scoto.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-277101561226316802</id><published>2011-11-04T18:16:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T18:16:02.598+01:00</updated><title type='text'>Preghiera di San Carlo Borromeo al Santo Crocifisso</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zPsx5uYnyWU/TrQdwSny8EI/AAAAAAAAAWo/2TgEeX_MFl4/s1600/s_carlo_borromeo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-zPsx5uYnyWU/TrQdwSny8EI/AAAAAAAAAWo/2TgEeX_MFl4/s1600/s_carlo_borromeo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Concludiamo la giornata pregando insieme a San Carlo Borromeo di cui oggi la Chiesa Cattolica fa memoria, con una delle preghiere da egli scritte e rivolte al Santo Crocifisso:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Ciò che mi attira verso di Voi, Signore,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;siete Voi!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Voi solo, inchiodato alla Croce,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;con il corpo straziato tra agonie di morte.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;E il Vostro amore&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;si è talmente impadronito del mio cuore&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;che, quand’anche non ci fosse il Paradiso,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;io Vi amerei lo stesso.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Nulla avete da darmi&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;per provocare il mio amore&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;perché quand’anche non sperassi ciò che spero,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;pure Vi amerei come Vi amo.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Amen.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-277101561226316802?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/277101561226316802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/preghiera-di-san-carlo-borromeo-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/277101561226316802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/277101561226316802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/preghiera-di-san-carlo-borromeo-al.html' title='Preghiera di San Carlo Borromeo al Santo Crocifisso'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zPsx5uYnyWU/TrQdwSny8EI/AAAAAAAAAWo/2TgEeX_MFl4/s72-c/s_carlo_borromeo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-6276027305626007013</id><published>2011-11-01T18:16:00.001+01:00</published><updated>2011-11-01T18:20:50.003+01:00</updated><title type='text'>Angelus di Giovanni Paolo II - 1° Novembre 2000</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Yg4McuirEN8/TrAqZ-RnhDI/AAAAAAAAAWg/W5XkjgiLAuQ/s1600/Tutti+i+Santi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="219" src="http://3.bp.blogspot.com/-Yg4McuirEN8/TrAqZ-RnhDI/AAAAAAAAAWg/W5XkjgiLAuQ/s320/Tutti+i+Santi.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Al termine di questa giornata meditiamo ancora una volta sul mistero della Santità attraverso l'Angelus del Beato Giovanni Paolo II nel giorno di questa Solennità dell'anno 2000:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;GIOVANNI PAOLO II&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;SOLENNITÀ DI TUTTI I SANTI&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;ANGELUS&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Mercoledì, 1° novembre 2000&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;1. Al termine di questa solenne Celebrazione in onore di Tutti i Santi, il nostro sguardo si volge verso l'alto. La festa odierna ci ricorda che noi siamo fatti per il Cielo, dove la Madonna è già giunta e ci attende.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La vita cristiana è camminare quaggiù col cuore rivolto verso l'Alto, verso la Casa del Padre celeste. Così hanno camminato i santi e così, in primo luogo, ha fatto la Vergine Madre del Signore. Il Giubileo ci richiama a questa dimensione essenziale della santità: la condizione di pellegrini, che cercano ogni giorno il Regno di Dio confidando nella divina Provvidenza. Questa è l'autentica speranza cristiana, che non ha nulla a che vedere col fatalismo né con la fuga dalla storia. Al contrario, è stimolo all'impegno concreto, guardando a Cristo, Dio fatto uomo, che ci apre la via del Cielo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;2. In questa prospettiva ci disponiamo a celebrare domani la Commemorazione di tutti i fedeli defunti. Ci rechiamo spiritualmente presso le tombe dei nostri cari, che ci hanno preceduto con il segno della fede e che attendono il sostegno della nostra preghiera. Assicuro un ricordo per quanti, nel corso di quest'anno, hanno perso la vita; specialmente penso alle vittime dell'umana violenza: possa ciascuno trovare nel seno di Dio la sospirata pace.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;3. In questa luce, Maria ci appare ancor più quale Regina dei Santi e Madre della nostra speranza. E' a Lei che ci rivolgiamo, perché ci guidi sulla via della santità e ci assista in ogni momento della vita, adesso e nell'ora della nostra morte.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Dopo l'Angelus&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;In questo giorno di Tutti i Santi saluto cordialmente i numerosi pellegrini francofoni venuti per compiere un gesto giubilare e rinnovare la loro fede in Cristo Salvatore. Sono lieto di vedere gli stendardi qui riuniti, fatti con molta cura e dedizione, e ringrazio tutte le persone che hanno voluto così presentare santi di tutti i secoli. Simili immagini permettono di scoprire il tesoro della Chiesa, gli uomini e le donne che hanno seguito Cristo nel sacerdozio, nella vita consacrata o nel matrimonio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cari amici, che possiate udire in modo rinnovato l'appello a entrare nella via della santità, a servire il Signore e i vostri fratelli, e a partecipare alla vita della Chiesa e del mondo! La Chiesa conta su di voi. &amp;nbsp;Vi &amp;nbsp;benedico &amp;nbsp;di &amp;nbsp;tutto cuore.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-6276027305626007013?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/6276027305626007013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/angelus-di-giovanni-paolo-ii-1-novembre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6276027305626007013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6276027305626007013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/11/angelus-di-giovanni-paolo-ii-1-novembre.html' title='Angelus di Giovanni Paolo II - 1° Novembre 2000'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Yg4McuirEN8/TrAqZ-RnhDI/AAAAAAAAAWg/W5XkjgiLAuQ/s72-c/Tutti+i+Santi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-9086479558215882933</id><published>2011-10-30T18:00:00.000+01:00</published><updated>2011-10-30T18:00:01.489+01:00</updated><title type='text'>Voi siete tutti fratelli</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di mons. Gianfranco Poma:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;La Liturgia della domenica XXXI del tempo ordinario ci fa leggere l'inizio del cap.23 (vv.1-12) del Vangelo di Matteo, capitolo che contiene una serrata denuncia degli Scribi e dei Farisei e che costituisce l'introduzione dell'ultimo grande discorso di Gesù, il discorso escatologico, raffinata costruzione di Matteo. Dopo le discussioni, i confronti, gli scontri di Gesù con gli scribi, i Farisei, i Sadducei, i dottori della Legge dei capitoli precedenti, Matteo presenta una risposta sintetica del pensiero di Gesù, del suo modo di concepire la Legge e i Profeti, di ascoltare la Parola di Dio e di viverla. Si tratta di una pagina intensa, dura, con i sette richiami: "Guai a voi, Scribi e Farisei ipocriti", che fanno da contrappunto a ciò che Gesù ha proclamato nelle Beatitudini. La Liturgia ci fa leggere solamente i versetti introduttivi di questo capitolo, ritenendo forse eccessivamente ostile il seguito. E' evidente, da quanto Gesù dice dal v.8, che le sue parole sono ormai rivolte alla comunità cristiana, ed è opportuno che, al termine dell'anno liturgico, le sentiamo rivolte a noi, come richiamo forte alla serietà con cui dobbiamo chiederci se davvero siamo suoi discepoli. Il Vangelo di Matteo è tutto incentrato sulla novità cristiana e sull'identità della comunità cristiana in rapporto all'ebraismo. La domanda che Gesù pone a noi è proprio questa: se noi abbiamo scoperto questa novità e questa identità e se la viviamo senza ipocrisia. E Gesù provoca noi, con la durezza appassionata del profeta, perché abbandoniamo tutto ciò che appesantisce la novità e oscura l'identità cristiana. Gesù ci chiede dunque un coraggioso esame di coscienza e una concreta decisione di coerenza di vita.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; Gesù ha appena proclamato il primo e grande comandamento dell'amore di Dio e il secondo, che è simile al primo, dell'amore del prossimo: "da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti". Sarebbe superficiale contrapporre l'amore alla Legge: tutto il Vangelo di Matteo dimostra che Gesù non disprezza per nulla la Legge, come pensano gli Scribi e i Farisei e non intende sostituire l'amore alla Legge, come tendono a pensare i cristiani a cui Matteo si rivolge. L'amore è il compimento della Legge: senza l'amore la Legge muore e il Profeta si spegne. Ma l'amore non è un sentimento vuoto e superficiale, non trascura la Legge, la vive in pienezza: non si accontenta di non dire il falso, cerca la verità; non si accontenta di non uccidere, dona la vita; non solo non ruba, ma viene incontro alla necessità dei fratelli.Questa pagina del Vangelo esprime la passione di Gesù per la Legge, non come serie di precetti da mettere in pratica, ma come i Profeti hanno continuamente richiamato, come espressione della cura con cui Dio come pastore guida il suo popolo nel cammino verso la libertà. L'amore di Gesù per la Legge mostra che egli vive totalmente in ascolto della Parola di Dio: questo è il segno del suo essere il Figlio di Dio che conosce interiormente la volontà del Padre. Solo partendo dall'esperienza interiore di Gesù che ascolta la Parola del Padre e la vive incarnandola, si può capire la novità con cui Gesù ama la Legge, come il farsi concreto della volontà di Dio, che solo l'amore filiale impedisce che si riduca a vuoto e disumano legalismo, ma la rende strumento di autenticità e di libertà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; Il Vangelo di Matteo, avviandosi alla conclusione del cammino pedagogico con cui ha accompagnato i nuovi discepoli di Gesù verso la maturità, intende precisare e non lasciare spazi ad equivoci.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; "Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli Scribi e i Farisei". Lo sguardo di Matteo è rivolto alla comunità cristiana che si sta organizzando, la sua attenzione è rivolta in modo particolare a chi, nella comunità esercita una autorità, familiare, religiosa, civile o politica: gli Scribi sono coloro che studiano la Legge; i Farisei sono una setta impegnata nell'osservanza fedele della Legge.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; "Qualsiasi cosa, dunque, vi dicano, praticatela ed osservatela": Gesù non contesta il loro insegnamento, che consiste nel dire con precisione la Legge; invita, anzi, come spesso risulta dal Vangelo, ad una osservanza precisa di quanto insegnano. Con parole dure, che non sono maledizioni, come spesso vengono definite, ma invettive e lamenti, espressioni piene di collera e di sofferenza che manifestano il dolore per l'amore tradito, Gesù denuncia situazioni intollerabili. Sono situazioni presenti nella prima comunità cristiana, che ritroviamo, tutte, nelle nostre comunità: "nessuna esclusa, da quelle ridicole, ma non per questo meno pericolose: i paludamenti, i titoli, i posti di onore, a quelle più gravi: l'intellettualismo, il verbalismo, il proselitismo, la casistica, il ritualismo, la persecuzione dei profeti quando sono vivi e la strumentalizzazione quando sono morti" (V.Fusco). Gesù denuncia anzitutto l'ipocrisia di chi con tanto impegno "dice e poi non fa": dice e poi si astrae dalla realtà, non partecipa della fatica della vita, riducendo la Parola di Dio ad un astratto sistema di principi etici da imporre agli altri e praticando l'autorità come potere e non come servizio. Denuncia poi la vanità di chi vuol attirare su di sé l'ammirazione della gente e di chi si ritiene importante e ha il gusto e il desiderio di onori e di titoli: tutto ciò che può pure avere un senso, diventa semplicemente ridicolo o drammaticamente negativo quando devia l'attenzione dall'ascolto della Parola di Dio e dai veri valori che la persona è chiamata a testimoniare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; Questo forte richiamo di Gesù che deve stimolare, oggi, le nostre comunità e ciascuno di noi ad una sincera revisione, è solo la premessa per la proposta di un modo nuovo di relazioni e di vita.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; "Ma voi non fatevi chiamare "Rabbì". non chiamate nessuno "Padre" sulla terra.non fatevi chiamare "Guida". E', questa, una delle frasi predilette da San Tommaso d'Aquino, che vede in essa il progetto per una vita comune bella e felice: non è una società anarchica, ma una società nella quale i suoi elementi costitutivi hanno un senso nuovo, che deriva da Gesù Cristo. Egli vive della vita del Padre, ascolta la sua Parola e la annuncia agli uomini assumendo fino in fondo la dimensione umana. Gesù non si arroga il possesso della Parola del Padre: è servo di Dio e servo degli uomini. Nelle parole di Matteo risuona l'eco di quelle di Giovanni: "Io sono la via, la verità e la vita". Gesù "insegna con autorità", ma la sua autorità sta nello scomparire per lasciare trasparire quella del Padre: "Chi vede me, vede il Padre". Nella Chiesa l'autorità è solo servizio, è l'identificazione con Cristo, che si annienta per lasciarsi vivere dal Padre, che condivide per poter parlare agli uomini come uno che conosce le gioie e i dolori. ".Uno solo è il vostro Maestro.uno solo è il vostro Padre, quello che sta nei cieli.uno solo è la vostra Guida, il Cristo". La novità sta nel fatto che nella comunità dei discepoli di Cristo, la forza dell'autorità sta nell'essere trasparenti di Lui, sta nella meravigliosa esperienza dell'essere fratelli. "Tutti voi siete fratelli": con Cristo condividiamo la vita del Padre, ascoltiamo la sua Parola e la mettiamo in pratica. San Tommaso sottolinea che solo tra fratelli, tra amici che hanno gustato l'esperienza di Colui che innalza chi ha avuto il coraggio di svuotarsi del proprio orgoglio, si può esercitare un'autorità, una paternità, una guida, che non domina, non schiaccia, ma libera, perché è solo trasparenza di Amore.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-9086479558215882933?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/9086479558215882933/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/voi-siete-tutti-fratelli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/9086479558215882933'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/9086479558215882933'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/voi-siete-tutti-fratelli.html' title='Voi siete tutti fratelli'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-6839024660762131762</id><published>2011-10-16T17:10:00.001+02:00</published><updated>2011-10-16T17:11:36.577+02:00</updated><title type='text'>Dagli scritti di Santa Margherita Maria Alacoque: Dobbiamo conoscere l'amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9NPmNyDZ7jY/TprzzDHO4dI/AAAAAAAAAV8/vyOfN2gv4pM/s1600/Sacro+Cuore+di+Ges%25C3%25B9+-+Santa+Margherita+Maria+Alacoque.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-9NPmNyDZ7jY/TprzzDHO4dI/AAAAAAAAAV8/vyOfN2gv4pM/s320/Sacro+Cuore+di+Ges%25C3%25B9+-+Santa+Margherita+Maria+Alacoque.jpg" width="228" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Nel giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra la memoria di Santa Margherita Maria Alacoque, meditiamo attraverso uno dei suoi scritti il Sacro Cuore di Gesù quale fonte inesauribile di ogni bene:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Dobbiamo conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Mi sembra che il grande desiderio di Nostro Signore che il suo Sacro Cuore venga onorato in modo particolare abbia lo scopo di rinnovare nelle anime gli effetti della sua redenzione. Infatti il suo Sacro Cuore é una fonte inesauribile che cerca solo di riempire i cuori umili, vuoti, distaccati da ogni cosa e sempre pronti a sacrificarsi per rendergli piacere. Questo Cuore divino é una fonte inesausta, dalla quale scendono ininterrottamente tre canali: il primo è quello della misericordia verso i peccatori e porta loro lo spirito di contrizione e di penitenza. Il secondo é quello della carità e scorre per portare aiuto a tutti i miserabili che si trovano in qualche necessità, e particolarmente a coloro che tendono alla perfezione: essi vi troveranno la forza per superare gli ostacoli. Il terzo é quello dell’amore e della luce per gli amici perfetti, che egli desidera unire a se stesso, per comunicare loro la sua scienza e i suoi desideri, perché, per una via o per l’altra, si consacrino totalmente alla sua gloria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Questo Cuore divino é un abisso di bene, in cui i poveri devono riversare le loro necessità. E’ un abisso di gioia, dove bisogna gettare tutte le nostre tristezze. E’ un abisso di umiliazione per il nostro orgoglio, un abisso di misericordia per gli infelici, e un abisso d’amore, in cui bisogna seppellire tutte le nostre miserie. Non avete quindi che da unirvi in tutte le vostre azioni al Sacro Cuore di Nostro Signore, all’inizio per disporvi, al termine per ripagare. Per esempio, vi sentite incapaci di pregare? Accontentatevi di offrire la preghiera che il divin Salvatore fa per noi nel sacramento dell’altare. Offrite i suoi slanci per riparare tutte le vostre imperfezioni. Ripetete dunque ogni vostra azione: Mio Dio, io faccio o soffro questa cosa nel Sacro Cuore del vostro divin Figlio, e secondo le sue sante intenzioni che vi offro per riparare tutto ciò che di impuro e di imperfetto c’é nel mio operare. E così nelle diverse situazioni della vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Quando vi toccherà qualche pena, afflizione o mortificazione, dite a voi stessi: Accetta ciò che il Sacro Cuore di Gesù ti manda per unirti a lui. Soprattutto cercate di conservare la pace del cuore, che supera qualsiasi tesoro. Il mezzo per arrivare a questo consiste nel non avere più volontà propria, ma quella di questo divin Cuore al posto della nostra, lasciando che voglia per noi tutto ciò che può aumentare la sua gloria, contenti di sottometterci e di abbandonarci a lui in ogni cosa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-6839024660762131762?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/6839024660762131762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/dagli-scritti-di-santa-margherita-maria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6839024660762131762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/6839024660762131762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/dagli-scritti-di-santa-margherita-maria.html' title='Dagli scritti di Santa Margherita Maria Alacoque: Dobbiamo conoscere l&apos;amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-9NPmNyDZ7jY/TprzzDHO4dI/AAAAAAAAAV8/vyOfN2gv4pM/s72-c/Sacro+Cuore+di+Ges%25C3%25B9+-+Santa+Margherita+Maria+Alacoque.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-7830573606291277347</id><published>2011-10-15T19:33:00.000+02:00</published><updated>2011-10-15T19:33:46.244+02:00</updated><title type='text'>Preghiera allo Spirito Santo di Santa Teresa d'Avila</title><content type='html'>&lt;b&gt;La Chiesa Cattolica oggi ha fatto memoria di Santa Teresa d'Avila. Proprio di questa grande santa pubblichiamo una bellissima preghiera allo Spirito Santo:&lt;/b&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GLM7chbzEv4/TpnDp-dUKZI/AAAAAAAAAV0/QGeFbmzpYwQ/s1600/SantaTeresaAvila.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-GLM7chbzEv4/TpnDp-dUKZI/AAAAAAAAAV0/QGeFbmzpYwQ/s320/SantaTeresaAvila.jpg" width="223" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;O Spirito Santo,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;sei tu che unisci la mia anima a Dio:&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;muovila con ardenti desideri&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;e accendila con il fuoco&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;del tuo amore.&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Quanto sei buono con me,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;o Spirito Santo di Dio:&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;sii per sempre lodato e Benedetto&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;per il grande amore che affondi su di me! Dio mio e mio Creatore&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;è mai possibile che vi sia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;qualcuno che non ti ami?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Per tanto tempo non ti ho amato!&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Perdonami, Signore.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;O Spirito Santo,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;concedi all'anima mia&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;di essere tutta di Dio e di servirlo&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;senza alcun interesse personale,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;ma solo perchè è Padre mio e mi ama.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Mio Dio e mio tutto,&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;c'è forse qualche altra cosa&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;che io possa desiderare?&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Tu solo mi basti.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Amen.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-7830573606291277347?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/7830573606291277347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/preghiera-allo-spirito-santo-di-santa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/7830573606291277347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/7830573606291277347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/preghiera-allo-spirito-santo-di-santa.html' title='Preghiera allo Spirito Santo di Santa Teresa d&apos;Avila'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GLM7chbzEv4/TpnDp-dUKZI/AAAAAAAAAV0/QGeFbmzpYwQ/s72-c/SantaTeresaAvila.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-3340581039940466048</id><published>2011-10-11T17:56:00.000+02:00</published><updated>2011-10-11T17:56:49.898+02:00</updated><title type='text'>Dai sermoni di Sant'Alessandro Sauli</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.colorieparole.net/Foto%20Prodotti/foto_testimoni/alessandro-sauli.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.colorieparole.net/Foto%20Prodotti/foto_testimoni/alessandro-sauli.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata che ci ha fatto riscoprire la figura di Sant'Alessandro Sauli, attraverso un suo sermone che si sofferma sulle differenze tra le nostre meditazioni e i ragionamenti di Dio:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Della differentia delle meditationi nostre a i raggionamenti di Dio acciò che l'uno non si confonda con l'altro&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Essendo le nostre cogitationi spesse fiate simili alle meditationi nelle divine cose, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;però bisogna con diligenza saper discernere il pensier humano dalla meditatione et &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;parlar divino che si fa all'anima nostra. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Et prima diciamo che bisogna che preceda l'inspiratione et parlar di Dio, alla meditatione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;d'esso, perché — sì come dice l'Apostolo (2 Cor 3,5) — non siamo sufficienti &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;a pensar alcuna cosa da noi, come da noi; molto meno saremo bastanti alla meditatione &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;delle cose divine. Se adonque la inspiratione di Dio non eccita la mente nostra, et dimostra &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;che cosa, quando et in che modo || habbia da meditare, resta la nostra meditatione&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;vana et inutile, perché in quella non s'accende il fuoco della divotione, ma più &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;tosto s'eccita la vanità.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Secondo: sono distinte quanto al processo, percioché essendo la verità delle cose &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;divine sopranaturale, se l'huomo non è continuamente instrutto et aiutato dalTinspiration &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;et parlar di Dio, non potrà proseguire et elevarsi a questa cognition sopranaturale; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;onde diceva il nostro Salvatore (cfr. Gv 3,31): chi è di terra, parla di cose di terra; et &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;chi è del cielo, parla di cose celesti. Et il nostro Salvatore (Mt 15,19) dice che dal &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;cuore nascono male cogitationi, furti, homicidij, bestemie; ma, per il contrario, l'anima &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;tocca da Iddio pensa solamente cogitationi sante et caste. Et però disse la sposa: Fasdculus &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;myrrhae dilectus meus michi, inter ubera mea commorabitur (Ct 1,12), cioè &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;nella mia memoria sempre starà la meditatione della passione del nostro Signore, la &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;quale a guisa di mirra ha da conservarmi dalla putref adone.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Tertio: è distinta, percioché la inspiratione et parlar di Dio da la perfettione a tutte &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;le nostre meditationi, atteso che Iddio, creatore di tutte le cose, ha ordinato tutti li nostri &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;moti al bene etemo, al quale perdo non possiamo pervenire se non receviamo da &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Dio la pefettione. S. Bernardo119 fa un'altra distindone, et dice: altramente Iddio parla &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;all'anima, altramente suggerisce il spirito maligno et la carne all'anima, di male cogitationi; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;percioché Iddio c'inspira a pensar cose celesti, al meditar || le sante Scritture, et &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;pensar le cose pertinenti alla salute dell'anima nostra; il demonio ci suggerisce odij, &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;inimicitie, rancori, superbia, et altre simili cose; et la carne c'invita solamente a lascivie &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;et delettationi sensuali.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L'inspiration di Dio è facil cosa a saperla discernere dalle tentationi diaboliche et &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;sugestioni carnali, ma ben con difficultà si puote distinguere quello che d sogerisce il &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;demonio et c'induce la carne a pensare, perché molte volte, per il mal habito che habbiam &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;fatto, sogliamo senza esser tentati dal demonio da noi stessi intricarci in quelle &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;suggestioni che lui ci sole ingerire, sì come anche, per il contrario, molte fiate il demonio&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ci stimola alii peccati mortali senza il nostro consenso, et però non si puote facilmente &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;discernere l'un dall'altro. Bàstia il saper questo: che i buon pensieri li dobbiamo &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;ricevere dalla divina inspiratione, et gli mali ne sono suggeriti dalla carne o &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;procurati dal demonio; et conoscerli per inimid; et farli virilmente resistenza.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-3340581039940466048?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/3340581039940466048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/dai-sermoni-di-santalessandro-sauli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3340581039940466048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3340581039940466048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/dai-sermoni-di-santalessandro-sauli.html' title='Dai sermoni di Sant&apos;Alessandro Sauli'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8824876341957170757</id><published>2011-10-07T17:47:00.000+02:00</published><updated>2011-10-07T17:47:48.163+02:00</updated><title type='text'>Meditazione di Papa Benedetto XVI</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.datum.org.ar/wp-content/uploads/2011/05/PAPA-ROSARIO.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.datum.org.ar/wp-content/uploads/2011/05/PAPA-ROSARIO.jpg" width="199" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;Oggi la Chiesa Cattolica celebra la Beata Vergine Maria del Rosario ed è dunque questa un occasione per riflettere e meditare sul significato di una delle preghiere più amate dal popolo cristiano e cioè il Santo Rosario. Per questo pubblichiamo oggi una meditazione autorevole, proveniente dalla voce di Papa Benedetto XVI che nel 2008, recandosi in visita al Santuario di Pompei, si era soffermato con una breve meditazione sul Santo Rosario: &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;VISITA PASTORALE&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; AL PONTIFICIO SANTUARIO DI POMPEI  &lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;RECITA DEL SANTO ROSARIO&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;MEDITAZIONE  DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pontificio Santuario di Pompei&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;Domenica, 19 ottobre 2008&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; cari religiosi e religiose,&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; cari fratelli e sorelle!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Prima di entrare in Santuario per recitare insieme a voi il santo Rosario, ho sostato brevemente dinanzi all’urna del beato Bartolo Longo, e pregando mi sono chiesto: “Questo grande apostolo di Maria, da dove ha tratto l’energia e la costanza necessarie per portare a compimento un’opera così imponente, nota ormai in tutto il mondo? Non è proprio dal Rosario, da lui accolto come un vero dono del cuore della Madonna?”. Sì, è stato veramente così! Lo testimonia l’esperienza dei santi: questa popolare preghiera mariana è un mezzo spirituale prezioso per crescere nell’intimità con Gesù, e per imparare, alla scuola della Vergine Santa, a compiere sempre la divina volontà. E’ contemplazione dei misteri di Cristo in spirituale unione con Maria, come sottolineava il servo di Dio Paolo VI nell’Esortazione apostolica Marialis cultus (n. 46), e come poi il mio venerato predecessore Giovanni Paolo II ha ampiamente illustrato nella Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, che oggi idealmente riconsegno alla Comunità pompeiana e a ciascuno di voi. Voi che vivete ed operate qui a Pompei, specialmente voi, cari sacerdoti, religiose, religiosi e laici impegnati in questa singolare porzione di Chiesa, siete tutti chiamati a fare vostro il carisma del beato Bartolo Longo e a diventare, nella misura e nei modi che Dio concede a ciascuno, autentici apostoli del Rosario.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ma per essere apostoli del Rosario, occorre fare esperienza in prima persona della bellezza e della profondità di questa preghiera, semplice ed accessibile a tutti. E’ necessario anzitutto lasciarsi condurre per mano dalla Vergine Maria a contemplare il volto di Cristo: volto gioioso, luminoso, doloroso e glorioso. Chi, come Maria e insieme con Lei, custodisce e medita assiduamente i misteri di Gesù, assimila sempre più i suoi sentimenti e si conforma a Lui. Mi piace, al riguardo, citare una bella considerazione del beato Bartolo Longo: “Come due amici – egli scrive –, praticando frequentemente insieme, sogliono conformarsi anche nei costumi, così noi, conversando familiarmente con Gesù e la Vergine, nel meditare i Misteri del Rosario, e formando insieme una medesima vita con la Comunione, possiamo diventare, per quanto ne sia capace la nostra bassezza, simili ad essi, ed apprendere da questi sommi esemplari il vivere umile, povero, nascosto, paziente e perfetto” (I Quindici Sabati del Santissimo Rosario, 27ª ed., Pompei, 1916, p. 27: cit. in Rosarium Virginis Mariae, 15). &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il Rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell’Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta. Analogamente a quanto avviene per i Salmi quando si prega la Liturgia delle Ore, il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con esse parla al cuore. Così, recitando le Ave Maria occorre fare attenzione a che le nostre voci non “coprano” quella di Dio, il quale parla sempre attraverso il silenzio, come “il sussurro di una brezza leggera” (1 Re 19,12). Quanto è importante allora curare questo silenzio pieno di Dio sia nella recita personale che in quella comunitaria! Anche quando viene pregato, come oggi, da grandi assemblee e come ogni giorno fate in questo Santuario, è necessario che si percepisca il Rosario come preghiera contemplativa, e questo non può avvenire se manca un clima di silenzio interiore.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Vorrei aggiungere un’altra riflessione, relativa alla Parola di Dio nel Rosario, particolarmente opportuna in questo periodo in cui si sta svolgendo in Vaticano il Sinodo dei Vescovi sul tema: “La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa”. Se la contemplazione cristiana non può prescindere dalla Parola di Dio, anche il Rosario, per essere preghiera contemplativa, deve sempre emergere dal silenzio del cuore come risposta alla Parola, sul modello della preghiera di Maria. A ben vedere, il Rosario è tutto intessuto di elementi tratti dalla Scrittura. C’è innanzitutto l’enunciazione del mistero, fatta preferibilmente, come oggi, con parole tratte dalla Bibbia. Segue il Padre nostro: nell’imprimere alla preghiera l’orientamento “verticale”, apre l’animo di chi recita il Rosario al giusto atteggiamento filiale, secondo l’invito del Signore: “Quando pregate dite: Padre…” (Lc 11,2). La prima parte dell’Ave Maria, tratta anch’essa dal Vangelo, ci fa ogni volta riascoltare le parole con cui Dio si è rivolto alla Vergine mediante l’Angelo, e quelle di benedizione della cugina Elisabetta. La seconda parte dell’Ave Maria risuona come la riposta dei figli che, rivolgendosi supplici alla Madre, non fanno altro che esprimere la propria adesione al disegno salvifico, rivelato da Dio. Così il pensiero di chi prega resta sempre ancorato alla Scrittura e ai misteri che in essa vengono presentati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ricordando infine che oggi celebriamo la Giornata Missionaria Mondiale, mi piace richiamare la dimensione apostolica del Rosario, una dimensione che il beato Bartolo Longo ha vissuto intensamente traendone ispirazione per intraprendere in questa terra tante opere di carità e di promozione umana e sociale. Inoltre, egli volle questo Santuario aperto al mondo intero, quale centro di irradiazione della preghiera del Rosario e luogo di intercessione per la pace tra i popoli. Cari amici, entrambe queste finalità: l’apostolato della carità e la preghiera per la pace, desidero confermare e affidare nuovamente al vostro impegno spirituale e pastorale. Sull’esempio e con il sostegno del venerato Fondatore, non stancatevi di lavorare con passione in questa parte della vigna del Signore che la Madonna ha mostrato di prediligere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8824876341957170757?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8824876341957170757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/meditazione-di-papa-benedetto-xvi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8824876341957170757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8824876341957170757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/meditazione-di-papa-benedetto-xvi.html' title='Meditazione di Papa Benedetto XVI'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8308671947745319246</id><published>2011-10-06T17:35:00.003+02:00</published><updated>2011-10-06T17:42:01.291+02:00</updated><title type='text'>Lettera di San Bruno ai suoi figli di Certosa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-TIjAvzf58fA/ThAudFdn-4I/AAAAAAAAAIM/7vj3i2TGQrg/s760/DSC01319.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-TIjAvzf58fA/ThAudFdn-4I/AAAAAAAAAIM/7vj3i2TGQrg/s320/DSC01319.JPG" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi la Chiesa Cattolica celebra il ricordo di San Bruno, fondatore dei Certosini. Per questi motivi pubblichiamo la lettera che Egli scrisse ai suoi Figli di Certosa:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dal sito:&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;a href="http://www.certosini.info/"&gt;http://www.certosini.info&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;Lettera che il nostro Venerabile Padre Bruno scrisse in un eremo di Calabria, chiamato la Torre, e che da lì inviò ai suoi Figli di Certosa. &lt;/i&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;1. Ai suoi fratelli amati in maniera singolare in Cristo, fratello Bruno invia il suo saluto nel Signore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ho appreso dell'inflessibile rigore della vostra disciplina che è ragionevole e veramente degna di lode, grazie alla dettagliata e consolante relazione del nostro beatissimo fratello Landuino, così come ho altresì udito del vostro santo amore e dell'incessante zelo per tutto ciò che concerne l'integrità e l'onestà; perciò il mio spirito esulta nel Signore. Veramente esulto e mi sento portato a lodare il Signore e a ringraziarlo, e tuttavia sospiro amaramente. Esulto, sì, come è giusto, per l'accrescersi dei frutti delle vostre virtù, ma mi dolgo e arrossisco dì giacere inerte e negligente nella sordidezza dei miei peccati. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;2. Gioite dunque, fratelli miei carissimi, per la felicità che avete avuto in sorte e per l'abbondanza della grazia di Dio verso di voi. Gioite, poiché siete sfuggiti ai molteplici pericoli e naufragi di questo mondo sballottato dalle onde. Gioite, poiché avete guadagnato il tranquillo e sicuro rifugio di un porto ben riparato, al quale molti desiderano arrivare ed a cui molti tendono con parecchi sforzi, e pur tuttavia non vi giungono. Inoltre, molti, dopo averlo raggiunto, ne sono esclusi, poiché a nessuno di loro è stato concesso dall'alto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Perciò, fratelli miei, considerate come cosa certa e provata che, chiunque abbia goduto di un bene così desiderabile, se in qualche modo verrà a perderlo, se ne dorrà fino alla morte, se pur avrà avuto qualche riguardo e cura della salvezza della sua anima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;3. Di voi, miei dilettissimi fratelli laici, dico: L'anima mia magnifica il Signore, poiché contemplo la magnificenza della sua misericordia su di voi, secondo quanto mi riferisce il vostro priore e padre amantissimo, che è molto fiero e contento di voi. Gioisco anch'io poiché, sebbene non abbiate la scienza delle lettere, il Dio, che è potente, col suo stesso dito incide, nei vostri cuori, non solo l'amore, ma anche la conoscenza della sua legge santa. Con le opere infatti mostrate che cosa amate e che cosa conoscete. Giacché praticate con tutta l'attenzione e con tutto lo zelo possibile la vera ubbidienza - che consiste nel compimento dei precetti di Dio, che è la chiave e il sigillo di ogni disciplina spirituale, che non può mai esistere senza una grande umiltà ed una pazienza non comune, a cui sempre si accompagna il casto amore del Signore e la vera carità - è evidente che voi sapientemente raccogliete il frutto soavissimo e vitale della Scrittura divina. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;4. Dunque, fratelli miei, perseverate nello stato cui siete giunti, ed evitate come la peste la banda malsana di quei veramente falsi laici che fanno circolare i loro scritti borbottando cose che non comprendono né amano, e che con le parole e con i fatti contraddicono. Questi laici, oziosi e girovaghi, sono calunniatori di quanti sono buoni e religiosi, e proprio in questo ritengono di essere degni di lode, se hanno diffamato coloro che invece dovrebbero essere lodati; l'ubbidienza e qualsiasi disciplina è per essi odiosa. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;5. Avrei poi voluto trattenere presso di me fratello Landuino a causa delle sue gravi e frequenti infermità: ma poiché ritiene che, senza di voi, niente è per lui sano, niente gioioso, niente vitale e utile, non ha acconsentito, dimostrandomi, con il profluvio di lacrime versate per voi e con molti sospiri, quanto valete per lui e con quale perfetta carità ami voi tutti. Per la qual cosa, non ho voluto esercitare alcuna costrizione, per non fare del male a lui, e a voi, che mi siete carissimi per il merito delle vostre virtù. Pertanto, fratelli miei, premurosamente vi avverto e umilmente ma con forza vi prego affinché la carità che avete nel cuore la mostriate con le opere verso di lui, in quanto priore e padre carissimo, procurandogli con benevolenza e attenzione le cose che, a causa delle sue numerose infermità, gli sono necessarie. Forse non vi consentirà di esercitare questo servizio di umanità, preferendo porre in pericolo la salute e la vita anziché tralasciare alcunché del rigore della disciplina corporale, la qual cosa deve essere assolutamente disapprovata - probabilmente si vergognerà, lui, che è il primo nella comunità, di apparire l'ultimo su tale punto, per paura che, a causa sua, qualcuno di voi divenga più rilassato o più tiepido, cosa che, io ritengo, non sia da temere in alcun modo -; in questo caso, per non essere privati di tale grazia, concedo a voi, che siete tanto pieni di carità, di fare le mie veci solamente riguardo a questo: vi sia cioè consentito di obbligarlo, rispettosamente, ad accettare ciò che gli darete per la salute. &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;6. Quanto a me, fratelli, sappiate che il mio unico desiderio, dopo Dio, è quello di venire da voi e di vedervi. E quando potrò, lo porrò in atto, con l'aiuto di Dio. Addio.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8308671947745319246?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8308671947745319246/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/lettera-di-san-bruno-ai-suoi-figli-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8308671947745319246'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8308671947745319246'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/lettera-di-san-bruno-ai-suoi-figli-di.html' title='Lettera di San Bruno ai suoi figli di Certosa'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-TIjAvzf58fA/ThAudFdn-4I/AAAAAAAAAIM/7vj3i2TGQrg/s72-c/DSC01319.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-3361976125942628245</id><published>2011-10-05T17:37:00.002+02:00</published><updated>2011-10-05T17:37:52.605+02:00</updated><title type='text'>In ricordo di Santa Faustina Kowalska</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/gpii_gesu_misericordioso2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.parrocchiasanpietro.it/wp-content/uploads/gpii_gesu_misericordioso2.jpg" width="177" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Oggi celebriamo la memoria di Santa Faustina Kowalska, una donna scelta da Dio per ricordarci la presenza viva di Gesù e della Sua Divina Misericordia. In suo ricordo, postiamo l'omelia di Giovanni Paolo II pronunciata durante la Messa di Canonizzazione del 30 Aprile 2000:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;b&gt;CAPPELLA PAPALE PER LA CANONIZZAZIONE &lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; DELLA BEATA MARIA FAUSTYNA KOWALSKA&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt; OMELIA DEL SANTO PADRE GIOVANNI PAOLO II&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;&amp;nbsp;Domenica, 30 aprile 2000&lt;/b&gt;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1. "Celebrate il Signore perché è buono, perché eterna è la sua misericordia" (Sal 118, 1). Così canta la Chiesa nell'Ottava di Pasqua, quasi raccogliendo dalle labbra di Cristo queste parole del Salmo; dalle labbra di Cristo risorto, che nel Cenacolo porta il grande annuncio della misericordia divina e ne affida agli apostoli il ministero: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi... Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi" (Gv 20, 21-23). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di pronunciare queste parole, Gesù mostra le mani e il costato. Addita cioè le ferite della Passione, soprattutto la ferita del cuore, sorgente da cui scaturisce la grande onda di misericordia che si riversa sull'umanità. Da quel cuore suor Faustina Kowalska, la beata che d'ora in poi chiameremo santa, vedrà partire due fasci di luce che illuminano il mondo: "I due raggi – le spiegò un giorno Gesù stesso - rappresentano il sangue e l'acqua" (Diario, Libreria Editrice Vaticana, p. 132).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. Sangue ed acqua! Il pensiero corre alla testimonianza dell'evangelista Giovanni che, quando un soldato sul Calvario colpì con la lancia il costato di Cristo, vide uscirne "sangue ed acqua" (cfr Gv 19, 34). E se il sangue evoca il sacrificio della croce e il dono eucaristico, l'acqua, nella simbologia giovannea, ricorda non solo il battesimo, ma anche il dono dello Spirito Santo (cfr Gv 3,5; 4,14; 7,37-39).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attraverso il cuore di Cristo crocifisso la misericordia divina raggiunge gli uomini: "Figlia mia, dì che sono l'Amore e la Misericordia in persona", chiederà Gesù a Suor Faustina (Diario, 374). Questa misericordia Cristo effonde sull'umanità mediante l'invio dello Spirito che, nella Trinità, è la Persona-Amore. E non è forse la misericordia un "secondo nome" dell'amore (cfr Dives in misericordia, 7), colto nel suo aspetto più profondo e tenero, nella sua attitudine a farsi carico di ogni bisogno, soprattutto nella sua immensa capacità di perdono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' davvero grande oggi la mia gioia, nel proporre a tutta la Chiesa, quasi dono di Dio per il nostro tempo, la vita e la testimonianza di Suor Faustina Kowalska. Dalla divina Provvidenza la vita di questa umile figlia della Polonia è stata completamente legata alla storia del ventesimo secolo, il secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. E', infatti, tra la prima e la seconda guerra mondiale che Cristo le ha affidato il suo messaggio di misericordia. Coloro che ricordano, che furono testimoni e partecipi degli eventi di quegli anni e delle orribili sofferenze che ne derivarono per milioni di uomini, sanno bene quanto il messaggio della misericordia fosse necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Disse Gesù a Suor Faustina: "L'umanità non troverà pace, finché non si rivolgerà con fiducia alla divina misericordia" (Diario, p. 132). Attraverso l'opera della religiosa polacca, questo messaggio si è legato per sempre al secolo ventesimo, ultimo del secondo millennio e ponte verso il terzo millennio. Non è un messaggio nuovo, ma si può ritenere un dono di speciale illuminazione, che ci aiuta a rivivere più intensamente il Vangelo della Pasqua, per offrirlo come un raggio di luce agli uomini ed alle donne del nostro tempo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Che cosa ci porteranno gli anni che sono davanti a noi? Come sarà l'avvenire dell'uomo sulla terra? A noi non è dato di saperlo. E' certo tuttavia che accanto a nuovi progressi non mancheranno, purtroppo, esperienze dolorose. Ma la luce della divina misericordia, che il Signore ha voluto quasi riconsegnare al mondo attraverso il carisma di suor Faustina, illuminerà il cammino degli uomini del terzo millennio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come gli Apostoli un tempo, è necessario però che anche l'umanità di oggi accolga nel cenacolo della storia Cristo risorto, che mostra le ferite della sua crocifissione e ripete: Pace a voi! Occorre che l'umanità si lasci raggiungere e pervadere dallo Spirito che Cristo risorto le dona. E' lo Spirito che risana le ferite del cuore, abbatte le barriere che ci distaccano da Dio e ci dividono tra di noi, restituisce insieme la gioia dell'amore del Padre e quella dell'unità fraterna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. E' importante allora che raccogliamo per intero il messaggio che ci viene dalla parola di Dio in questa seconda Domenica di Pasqua, che d'ora innanzi in tutta la Chiesa prenderà il nome di "Domenica della Divina Misericordia". Nelle diverse letture, la liturgia sembra disegnare il cammino della misericordia che, mentre ricostruisce il rapporto di ciascuno con Dio, suscita anche tra gli uomini nuovi rapporti di fraterna solidarietà. Cristo ci ha insegnato che "l'uomo non soltanto riceve e sperimenta la misericordia di Dio, ma è pure chiamato a «usar misericordia» verso gli altri: Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia (Mt 5, 7)" (Dives in misericordia, 14). Egli ci ha poi indicato le molteplici vie della misericordia, che non perdona soltanto i peccati, ma viene anche incontro a tutte le necessità degli uomini. Gesù si è chinato su ogni miseria umana, materiale e spirituale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il suo messaggio di misericordia continua a raggiungerci attraverso il gesto delle sue mani tese verso l'uomo che soffre. E' così che lo ha visto e lo ha annunciato agli uomini di tutti i continenti suor Faustina, che nascosta nel suo convento di Lagiewniki, in Cracovia, ha fatto della sua esistenza un canto alla misericordia: Misericordias Domini in aeternum cantabo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. La canonizzazione di Suor Faustina ha un'eloquenza particolare: mediante questo atto intendo oggi trasmettere questo messaggio al nuovo millennio. Lo trasmetto a tutti gli uomini perché imparino a conoscere sempre meglio il vero volto di Dio e il vero volto dei fratelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amore di Dio e amore dei fratelli sono infatti indissociabili, come ci ha ricordato la prima Lettera di Giovanni: "Da questo conosciamo di amare i figli di Dio: se amiamo Dio e ne osserviamo i comandamenti" (5, 2). L'Apostolo qui ci richiama alla verità dell'amore, additandocene nell'osservanza dei comandamenti la misura ed il criterio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile, infatti, amare di un amore profondo, fatto di autentico dono di sé. Questo amore si apprende solo alla scuola di Dio, al calore della sua carità. Fissando lo sguardo su di Lui, sintonizzandoci col suo cuore di Padre, diventiamo capaci di guardare ai fratelli con occhi nuovi, in atteggiamento di gratuità e di condivisione, di generosità e di perdono. Tutto questo è misericordia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella misura in cui l'umanità saprà apprendere il segreto di questo sguardo misericordioso, si rivela prospettiva realizzabile il quadro ideale proposto nella prima lettura: "La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola e nessuno diceva sua proprietà quello che gli apparteneva, ma ogni cosa era fra loro comune" (At 4, 32). Qui la misericordia del cuore è divenuta anche stile di rapporti, progetto di comunità, condivisione di beni. Qui sono fiorite le «opere della misericordia», spirituali e corporali. Qui la misericordia è divenuta concreto farsi «prossimo» verso i fratelli più indigenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6. Suor Faustina Kowalska ha lasciato scritto nel suo Diario: "Provo un dolore tremendo, quando osservo le sofferenze del prossimo. Tutti i dolori del prossimo si ripercuotono nel mio cuore; porto nel mio cuore le loro angosce, in modo tale che mi annientano anche fisicamente. Desidererei che tutti i dolori ricadessero su di me, per portare sollievo al prossimo" (Diario, p. 365). Ecco a quale punto di condivisione conduce l'amore quando è misurato sull'amore di Dio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' a questo amore che l'umanità di oggi deve ispirarsi per affrontare la crisi di senso, le sfide dei più diversi bisogni, soprattutto l'esigenza di salvaguardare la dignità di ciascuna persona umana. Il messaggio della divina misericordia è così, implicitamente, anche un messaggio sul valore di ogni uomo. Ogni persona è preziosa agli occhi di Dio, per ciascuno Cristo ha dato la sua vita, a tutti il Padre fa dono del suo Spirito e offre l'accesso alla sua intimità. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7. Questo messaggio consolante si rivolge soprattutto a chi, afflitto da una prova particolarmente dura o schiacciato dal peso dei peccati commessi, ha smarrito ogni fiducia nella vita ed è tentato di cedere alla disperazione. A lui si presenta il volto dolce di Cristo, su di lui arrivano quei raggi che partono dal suo cuore e illuminano, riscaldano, indicano il cammino e infondono speranza. Quante anime ha già consolato l'invocazione "Gesù, confido in Te", che la Provvidenza ha suggerito attraverso Suor Faustina! Questo semplice atto di abbandono a Gesù squarcia le nubi più dense e fa passare un raggio di luce nella vita di ciascuno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. Misericordias Domini in aeternum cantabo (Sal 88 [89], 2). Alla voce di Maria Santissima, la «Madre della misericordia», alla voce di questa nuova Santa, che nella Gerusalemme celeste canta la misericordia insieme con tutti gli amici di Dio, uniamo anche noi, Chiesa pellegrinante, la nostra voce. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tu, Faustina, dono di Dio al nostro tempo, dono della terra di Polonia a tutta la Chiesa, ottienici di percepire la profondità della divina misericordia, aiutaci a farne esperienza viva e a testimoniarla ai fratelli. Il tuo messaggio di luce e di speranza si diffonda in tutto il mondo, spinga alla conversione i peccatori, sopisca le rivalità e gli odi, apra gli uomini e le nazioni alla pratica della fraternità. Noi oggi, fissando lo sguardo con te sul volto di Cristo risorto, facciamo nostra la tua preghiera di fiducioso abbandono e diciamo con ferma speranza: Gesù, confido in Te!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.verginedegliultimitempi.com/Divina%20Misericordia.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="213" src="http://www.verginedegliultimitempi.com/Divina%20Misericordia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-3361976125942628245?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/3361976125942628245/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/in-ricordo-di-santa-faustina-kowalska.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3361976125942628245'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3361976125942628245'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/in-ricordo-di-santa-faustina-kowalska.html' title='In ricordo di Santa Faustina Kowalska'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-9074730099049114152</id><published>2011-10-04T19:54:00.001+02:00</published><updated>2011-10-04T19:55:22.075+02:00</updated><title type='text'>Omelie: Meditando con San Francesco</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;Concludiamo la giornata che ci ha visti venerare il poverello d'Assisi, San Francesco, Patrono della nostra Italia, con l'Omelia di Don Luciano Sanvito:&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Il "jolly" di Dio&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_WN7okirMgCY/TKmqI8Fnl0I/AAAAAAAAEd0/iIOEDd-_Q0Q/s1600/Giotto-San-Francesco-predica-agli-uccelli.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="241" src="http://2.bp.blogspot.com/_WN7okirMgCY/TKmqI8Fnl0I/AAAAAAAAEd0/iIOEDd-_Q0Q/s320/Giotto-San-Francesco-predica-agli-uccelli.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;ABBIAMO SEMPRE UNA CARTA VINCENTE NELL'INCONTRARE DIO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Francesco ce la rappresenta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Saper affrontare anche la morte come una "sorella", saper rapportarsi al proprio corpo come a un "fratello asino", saper trovare nell'essenziale la sorgente del tutto, saper lodare attraverso il creato segno del Creatore, diventano le realtà rinnovanti e vincenti nella nostra fede, anche oggi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Francesco, amante gioioso delle creature che tutte e sempre riferisce al Creatore.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Segnato e autenticato dalle "stigmate" della croce di Gesù, ripercorre il senso cristico della croce e della sofferenza alla luce della Risurrezione; e allora ecco che tutta la storia si trasforma: la sua, e quella della sua realtà di Assisi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Dal Crocifisso riparte il cammino della pace, una pace chiara, come nella pace del Cristo augura a Chiara e alle sue amiche un nuovo percorso sotto i raggi di "frate sole", che tutto rischiara e "alluma", alimentando col suo calore il lume della fede, della speranza e della carità che segnano anche oggi i tratti della spiritualità francescana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;E così, il dono che Francesco oggi ci dà è la "perfetta letizia", ovvero la coscienza che in tutte le gioie, ma anche e forse meglio in tutte le prove, appare il MIO SIGNORE, "LAUDATO" IN TUTTE LE SUE COSE.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-9074730099049114152?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/9074730099049114152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/omelie-meditando-san-francesco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/9074730099049114152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/9074730099049114152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/omelie-meditando-san-francesco.html' title='Omelie: Meditando con San Francesco'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_WN7okirMgCY/TKmqI8Fnl0I/AAAAAAAAEd0/iIOEDd-_Q0Q/s72-c/Giotto-San-Francesco-predica-agli-uccelli.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8496167579478401439</id><published>2011-10-02T14:03:00.001+02:00</published><updated>2011-10-02T14:04:31.046+02:00</updated><title type='text'>Supplica alla Madonna di Pompei</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-8Xlcl9SUVRU/TohTG1gujuI/AAAAAAAAAVo/gPz2bxUHn7M/s1600/Madonna+di+Pompei.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-8Xlcl9SUVRU/TohTG1gujuI/AAAAAAAAAVo/gPz2bxUHn7M/s1600/Madonna+di+Pompei.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Come già fatto in passato, riproponiamo il testo della Supplica alla Madonna del Rosario di Pompei per consentire a quanti non hanno partecipato, la recita di una delle preghiere più belle ed intense:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: none; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Supplica alla Madonna di Pompei&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: none; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;(da recitarsi l'8 maggio e la prima domenica di ottobre a mezzogiorno)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: none; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: none; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;O augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del cielo e della terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo tempio di Pompei (in questo giorno solenne), effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Dal trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull'Italia, sull'Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell'anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;O Madre, implora per noi misericordia dal tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Ave Maria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che, sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: misericordia!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il cuore amabile del tuo Figliuolo. Pietà oggi imploriamo per le nazioni traviate, per tutta l'Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Misericordia per tutti, o Madre di misericordia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Ave Maria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle sue grazie e delle sue misericordie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i cori degli angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l'onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti. Il bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Ave Maria&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Un'ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci (in questo giorno solennissimo). Concedi a tutti noi l'amore tuo costante e in modo speciale la materna benedizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla religione e la pace all'umana società. Benedici i nostri vescovi, i sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l'onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al santo Rosario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;O Rosario benedetto di Maria, catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo di amore che ci unisci agli angeli, torre di salvezza, negli assalti dell'inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Tu ci sarai conforto nell'ora dell'agonia, a te l'ultimo bacio della vita che si spegne.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;E l'ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Sii ovunque, benedetta, oggi e sempre, in terra e in cielo. Amen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;Salve Regina&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8496167579478401439?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8496167579478401439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/supplica-alla-madonna-di-pompei.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8496167579478401439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8496167579478401439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/10/supplica-alla-madonna-di-pompei.html' title='Supplica alla Madonna di Pompei'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-8Xlcl9SUVRU/TohTG1gujuI/AAAAAAAAAVo/gPz2bxUHn7M/s72-c/Madonna+di+Pompei.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-7070086945824697177</id><published>2011-09-25T18:46:00.002+02:00</published><updated>2011-09-25T18:46:27.837+02:00</updated><title type='text'>Chi ha compiuto la Volontà del Padre?</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di&amp;nbsp;mons. Gianfranco Poma:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il problema così vivo ai nostri giorni del rapporto tra il Gesù della storia e il Cristo della fede è in realtà presente già nelle ultime pagine del Vangelo: chi è questa persona che si presenta nella più concreta umanità e nello stesso tempo rivela un mistero irriducibile alla normale dimensione umana? Nei suoi ultimi capitoli il Vangelo di Matteo conduce il lettore ad entrare sempre più profondamente nel mistero di Gesù di Nazareth, il figlio dell'uomo, il Cristo, il figlio di Dio: è il mistero di un uomo che discende nella fragilità umana sino alla morte in croce perché in lui si riveli la potenza di Dio. Si compie così la rivelazione del pensiero di Dio che non è quello degli uomini: Dio si rivela nella fragilità, nella Croce, nell'Amore che si annienta. E tutto questo non è una dottrina, una filosofia, ma è la storia concreta di Gesù di Nazareth, che il Vangelo ci annuncia, di fronte al quale la razionalità umana si chiude: Dio deve essere l'onnipotente, Colui che vince le battaglie, che punisce chi lo offende.Il discepolo è invece chi crede, si affida a Lui perché sperimenta il suo amore, la sua condivisione, il suo com-patire: il discepolo è colui che, affidandosi totalmente a Gesù, cambia il suo pensiero e comincia a vedere l'onnipotenza di Dio nel suo discendere, nel suo annientarsi, nel suo Amore che morendo, risorge. Il Vangelo ci conduce fin sotto la croce perché con gli occhi fissi su di lui prendiamo in piena libertà la nostra decisione. Abbiamo il coraggio di credere in un Dio che manifesta la sua onnipotenza nell'annientarsi per poter comunicarci tutto il suo Amore?&lt;br /&gt;Avviandosi alla conclusione, il cap.21 di Matteo sottolinea in modo sempre più forte questa "differenza cristiana": l'evento concreto di Gesù di Nazareth rivela la presenza del mistero di Dio, nel suo farsi partecipe della fragilità umana per condividerla, salvarla amandola.&lt;br /&gt;L'inizio del cap.21 (vv.1-11), l'ingresso a Gerusalemme è letto nella Liturgia della domenica delle palme: Gesù si avvia decisamente verso l'esito finale della sua esistenza umana, la Croce e la Risurrezione, l'umiltà e la Gloria.&lt;br /&gt;I versetti successivi (12-27) sono omessi dalla lettura liturgica: la purificazione del Tempio, la maledizione del fico. Si tratta ancora di passi importanti nel cammino della rivelazione del mistero della persona di Gesù, talmente sconcertante per i capi dei sacerdoti e gli anziani del popolo, che non possono trattenersi dal porgli la domanda: "Con quale autorità tu compi queste cose? E chi ti ha dato questa autorità?".&lt;br /&gt;La frase che precede immediatamente il brano che la Liturgia della domenica XXVI del tempo ordinario ci offre (Matt.21,28-32): "Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose", se da una parte sembra chiudere la discussione con le autorità civili e religiose che lo contestano, dall'altra sottolinea ancora una volta la inafferrabilità del suo mistero al quale è possibile accostarsi attraverso l'affidamento della fede. Questo piccolo brano che, al di là di ciò che potrebbe apparire immediatamente, non è di facile lettura, è finalizzato proprio a questo: fissare l'attenzione sulla fede come chiave interpretativa della persona di Gesù, il figlio unico, che ascolta e fa la volontà imprevedibile, sconvolgente, del Padre. Proprio nel cuore di questa parabola dei due figli sta la domanda, rivolta a noi oggi: "Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre?", alla quale solo apparentemente è facile dare una risposta. "Fare la volontà del Padre" comporta, in realtà, anzitutto entrare in relazione filiale con il Padre, ascoltare la sua parola, aderire alla sua volontà lasciando che diventi operativa nel figlio: non è tanto il "fare" per se stesso, ma lasciarsi fare dal Padre. Ed è questo a cui Gesù vuole condurci con la sua parabola.&lt;br /&gt;"Che ve ne pare?": Gesù chiede ai suoi ascoltatori l'attenzione perché comprendano l'importanza della decisione che la sua parola comporta.&lt;br /&gt;"Un uomo aveva due figli. Rivolgendosi al figlio, disse: "Figlio, va', oggi, a lavorare nella vigna". Ma egli rispose: "Non voglio". Alla fine, cambiando pensiero dentro di sé, andò. Rivolgendosi al secondo, disse la stessa cosa. Ed egli rispose: "Sì, signore" e non andò. Chi dei due ha compiuto la volontà del Padre? Risposero: "Il primo". La risposta immediata che viene data alla domanda di Gesù (e che noi pure avremmo data) suscita in lui una presa di posizione fortissima, di distacco polemico dalla posizione di coloro che lo ascoltano, che deriva dalla sua personale esperienza e che rivela la novità della relazione con Dio che egli inaugura.&lt;br /&gt;All'inizio, Gesù ha chiesto attenzione: non è possibile rispondere di istinto alla sua domanda. Egli ha parlato di relazione tra padre e figli, ciascuno è interpellato personalmente. Al primo "figlio" ha chiesto: "oggi vai nella vigna". E lui ha risposto: "Non voglio". Alla fine, cambiando pensiero, è andato. Certo, è buona cosa che alla fine sia andato, ma è andato quando e perché lui ha voluto: solo materialmente ha fatto la "volontà del Padre", in realtà ha fatto la propria volontà. E il secondo figlio, al padre che lo accosta, risponde: "Sì, signore". La relazione con il padre è formale e di conseguenza non diventa operativa. "Chi dei due ha fatto la volontà del Padre?" Il Vangelo di Matteo è certamente sensibile alla concretezza del fare: ma è pure attento alla novità del fare "la volontà del Padre". Gesù, che sta avviandosi alla Croce, che sta educando i suoi discepoli a "pensare secondo Dio", intende metterli in guardia dal rischio di essere solamente "formali" ascoltatori della Parola del Padre oppure operatori di progetti loro, con le modalità e i tempi scelti solamente da loro. Gesù ai suoi discepoli propone la propria esperienza: egli vive l'esperienza filiale, vive del Padre, della sua Parola, sino ad essere l'incarnazione della Parola. Gesù è l' "oggi" della Parola di Dio, sconvolgente, che rompe gli schemi umani, che opera secondo schemi che per la sapienza umana sono folli.&lt;br /&gt;Per questo, la parola di Gesù diventa fortissima, polemica, sconvolgente: "In verità vi dico: i pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio". Coloro che sono ritenuti lontani, peccatori, per una valutazione secondo la logica umana, sono i primi nel regno di Dio, perché ascoltano la sua parola di Padre che si rivolge a loro come a Figli e dice a loro tutto il suo amore. Davvero sconvolgente è questa rivelazione di Gesù: chi crede nell'amore del Padre, anche nella profondità della debolezza e della fragilità umana, comincia ad operare le opere di Dio.&lt;br /&gt;Ai suoi ascoltatori, alla sua comunità (a noi oggi) Gesù rivolge un appassionato richiamo: "Giovanni ha parlato in nome di Dio.voi avete visto queste cose.: i pubblicani e le prostitute gli hanno creduto. voi non avete cambiato la vostra mentalità per credergli". A noi, affaccendati nel fare tante cose, nel programmare le nostre attività, Gesù rivolge la sua implorazione, perché seguendo lui ascoltiamo la voce del Padre, e nella nostra fragilità lasciamo che attraverso la nostra vita passi il suo Amore che è l'unica cosa che conta.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-7070086945824697177?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/7070086945824697177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/chi-ha-compiuto-la-volonta-del-padre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/7070086945824697177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/7070086945824697177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/chi-ha-compiuto-la-volonta-del-padre.html' title='Chi ha compiuto la Volontà del Padre?'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-2220158739439141775</id><published>2011-09-23T18:15:00.000+02:00</published><updated>2011-09-23T18:15:54.912+02:00</updated><title type='text'>"Siate costanti e perseveranti"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-P7nxFsamQJE/TnywpqiK6cI/AAAAAAAAAUM/Dnh3CZnZBSg/s1600/padre_pio.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-P7nxFsamQJE/TnywpqiK6cI/AAAAAAAAAUM/Dnh3CZnZBSg/s320/padre_pio.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;strong&gt;Oggi la Chiesa Cattolica celebra San Pio da Pietrelcina, santo protettore della nostra Piccola Vigna del Signore: per questo vogliamo ricordarlo attraverso brevi spunti di testimonianze di coloro che hanno incontrato il santo da Pietrelcina, rimanendo sbigottiti dinanzi alla sua presenza. Egli, infatti, rappresenta davvero lo stereotipo della santità, simile in tutto a Cristo, soprattutto nel dolore e nella umiliazione. Da queste parole che stiamo per leggere scaturisce un messaggio fondamentale per tutti noi, un messaggio che riporta alla mente uno degli ultimi inviti rivolti da Gesù nel Getsemani, ai suoi discepoli, "Siate costanti e perseveranti":&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il 20 dicembre del 1962, per difetto della vista, Padre Pio ottiene finalmente di poter commutare l'orazione del breviario con la recita del santo rosario intero: i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi.      Anche l'amministrazione della santa Comunione ai fedeli non viene più curata direttamente da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel 1963 muore Papa Giovanni XXIII e sale al Soglio Pontificio Giovanni Battista Montini che prende il nome di Paolo VI. Nel piano provvidenziale di Dio questo Pontefice, così devoto di Padre Pio, assume il compito di rendere meno pesanti e travagliati gli anni che separano il frate stigmatizzato dalla sua morte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Infatti, appena eletto Papa, Montini ordina subito di lasciare in pace Padre Pio, garantendogli la piena libertà nel suo ministero confessionale. Gli stessi superiori sono dal Papa invitati a comportarsi con lui come "se non fosse tenuto al voto di obbedienza" (Cfr. Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Ed. omonime S.Giovanni Rotondo, pag 439). Può così, il Padre, continuare ad amministrare i beni e "disporre uomini e cose della Casa Sollievo della Sofferenza, relazionando ovviamente al Papa ogni anno. Del resto già dal 1961 la Santa Sede aveva costituito giuridicamente il complesso ospedaliero di S.Giovanni Rotondo tra le Opere di Religione, lasciando legittimo padrone Padre Pio "dispensato per questo dal voto di povertà".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Benché avesse già programmato di lasciare tutto al Papa, "nell'11 maggio 1964 Padre Pio stende un testamento olografo, in cui nomina la Santa Sede e, per essa il Sommo Pontefice pro-tempore, erede universale di tutti i beni mobili e immobili" (Cfr. Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Ed. omonime S.Giovanni Rotondo, pag. 439).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Non ne posso più" confida a due confratelli il venerdì Santo del 1963. Ma la sua attività sacerdotale, il suo ministero confessionale lo assorbono totalmente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 17 febbraio del 1965 Padre Pio ottiene la dispensa di poter celebrare la Santa Messa usando il latino. Dal novembre del 1966 comincia a celebrarla stando seduto su una sedia. Nello stesso periodo in cui si intensificano i controlli medici egli soffre particolarmente per un'asma bronchiale che gli impedisce, molte volte, di celebrare l'Eucaristia. "Fra due anni…..non ci sarò più, perché sarò morto", così confida profeticamente alla nipote Pia Forgione Pennelli: "(Cfr. Fernando da Riese Pio X, Padre Pio da Pietrelcina, Ed. omonime S.Giovanni Rotondo, pag. 439)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le crisi di asma bronchiale gli provocano senso di oppressione toracica, tachicardia, sudorazione fredda, insufficienza respiratoria. A questo bisogna aggiungere i dolori artritici alle ginocchia e alla colonna vertebrale. Dal 29 marzo 1968 il Padre comincia a spostarsi su una sedia a rotelle, perché "muoveva con grande difficoltà le gambe, tanto da non sentirsele". IL 7 luglio subisce un collasso che non gli permette, delle volte, di celebrare la Santa Messa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sera in convento i frati sentono una scossa, un grande tonfo seguito da un grido di aiuto. Accorrono tutti nella cella di Padre Pio e lo trovano disteso, col volto sul guanciale insanguinato. Chiamano il dottore che provvede subito a medicarlo ponendogli alcuni punti di sutura sul viso. Nel racconto di Cleonice Morcaldi la spiegazione, forse, dell'accaduto: "Chi sarà stato? Il solito nemico? Il Padre non disse nulla. Si pensò che, essendo solo, aveva voluto levarsi dal letto per mettersi sulla sedia ove pregava tutte le notti; non avendo forza, era caduto. Chi gli avrà messo il cuscino sotto il viso? Io penso la Madonna, che sta sempre in cella con lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno dopo aveva il volto coperto di macchine nere e blu e l'occhio mezzo chiuso….E scese a celebrare…..E così avemmo un'idea del volto di Gesù flagellato e mostrato al popolo da Pilato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mi confessai domandai: "Padre, è stato il maligno a farti cadere?". Mi rispose: "Lo Spirito Santo certo no!" (Cleonice Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio, Ed. Dehoniane Roma, pag. 136-137).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I padri cappuccini di S.Giovanni Rotondo si preparano al momento del doloroso distacco del loro confratello. Fervono intanto i lavori per il completamento della cripta destinata ad accogliere il suo corpo. Passando un giorno per la gradinata che porta giù, nella cappella sotterranea, Padre Pio domanda agli astanti: "Ma che fanno laggiù?". Una signora risponde, allora, con franchezza:"Padre, stanno preparando il vostro sepolcro per quando Dio vi chiamerà". E il Padre: "E non è meglio che mi seppelliscano al cimitero, almeno chi passa dirà un requiem?". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel diario di Cleonice Morcaldi, la figlia spirituale prediletta di Padre Pio, le riflessioni che accompagnano l'ultima estate del frate stigmatizzato: "E passavano i giorni, le sofferenze e l'impotenza aumentavano nella vittima sempre più amabile e paziente, che amava star sola in quell'angolo in cui non vedeva né cielo, né terra, con l'arma sempre in mano. Ai confratelli continuava a ripetere: &amp;lt;&amp;lt;Io muoio! Io muoio! Mi sto preparando al grande passo&amp;gt;&amp;gt;. A noi l'unica frase che ripeteva era questa: &amp;lt;&amp;lt;Siate costanti e perseveranti, il premio si dà a chi termina, non a chi comincia e si arresta&amp;gt;&amp;gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando la mia compagna, un giorno, gli disse: &amp;lt;&amp;lt;Padre, sempre questa frase ci dite, aggiungetene qualche altra!&amp;gt;&amp;gt; le rispose: &amp;lt;&amp;lt;Lo vuoi capire che oggi ci vuole la costanza e la perseveranza per salvarsi?&amp;gt;&amp;gt;" (Cleonice Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio, diario intimo spirituale, Ed. Dehoniane Roma, pag. 140 ss.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c'è da meravigliarsi se il frate invita spesso le sue figlie spirituali a perseverare nella preghiera e nel bene. Egli le vuole preparare al grande distacco, lasciando loro l'invito più logico per la vita cristiana: quello di pregare e perseverare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno Cleonice chiede al Padre come si sente. Anche qui la risposta non lascia adito alla speranza: "Male, male, male" risponde Padre Pio. Poi, all'invito successivo di Cleonice che gli chiede cosa gli fa male, egli risponde: "Tutto, tutto, tutto". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il frate incaricato di assistere Padre Pio confida un giorno alla Morcaldi: "Padre Pio è come un neonato nelle nostre mani: è sceso giù giù nelle impotenze più umilianti, è come il Cristo staccato dalla croce".(Cleonice Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio, diario intimo spirituale, Ed. Dehoniane Roma, pag. 141).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un giorno, dopo la confessione degli uomini, ci avvicinammo per baciargli la mano. Ma quale fu il mio spavento - confida Cleonice - nel vedere gli occhi del Padre molto arrossati, con un po' di sangue attorno alla pupilla. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Cosa avete agli occhi Padre?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Nulla, nulla, questa notte non ho potuto chiudere occhio, neppure a schiacciarlo con il dito; ora mentre confessavo mi è venuto un sonno così pesante che per mandarlo via ho dovuto strofinare forte gli occhi, perciò li vedi rossi. Niente di male.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Povero Padre! - replica Cleonice - siete pure contraddetto dal sonno: viene quando lavorate e fugge quando lo cercate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- E beh! Ci vuol pazienza! Offriamo tutto a Gesù&amp;gt;&amp;gt;" (Cleonice Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio, diario intimo spirituale, Ed. Dehoniane Roma, pag. 143.).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un giorno il primario del reparto ortopedico della Casa Sollievo, dopo aver baciato la mano al Padre, confida alle figlie spirituali: "Io non so come fa a vivere ancora, quel povero Giobbe, in quella verandina tutta chiusa, sempre solo con la corona in mano. Non ha una pianta, un qualche oggetto su cui posare lo sguardo. Mi fa compassione!&amp;gt;&amp;gt;. (Cleonice Morcaldi, La mia vita vicino a Padre Pio, diario intimo spirituale, Ed. Dehoniane Roma, pag. 146).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' in seguito a questo fatto che Cleonice decide di comprare un grande quadro di S. Giuseppe col Bambino, chiedendo che venisse posto proprio sulla veranda. Infatti San Giuseppe è il santo preferito da Padre Pio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://www.donatocalabrese.it/padrepio/costanti.htm"&gt;FONTE&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-2220158739439141775?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/2220158739439141775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/siate-costanti-e-perseveranti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2220158739439141775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2220158739439141775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/siate-costanti-e-perseveranti.html' title='&quot;Siate costanti e perseveranti&quot;'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-P7nxFsamQJE/TnywpqiK6cI/AAAAAAAAAUM/Dnh3CZnZBSg/s72-c/padre_pio.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4817162628418083493</id><published>2011-09-18T19:31:00.002+02:00</published><updated>2011-09-18T19:31:50.468+02:00</updated><title type='text'>Quanto il cielo sovrasta la terra</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di&amp;nbsp;mons. Roberto Brunelli:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo sappiamo, lo vediamo di continuo, quanto i pensieri degli uomini - e i comportamenti che ne conseguono - siano distanti, e soprattutto diversi, da quelli di Dio. E' sempre stato così; lo rilevava già secoli prima di Cristo anche il profeta Isaia il quale, esprimendosi a nome di Dio, lasciò scritto: "I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri" (prima lettura, Isaia 55,6-9).&lt;br /&gt;Naturalmente il profeta non si limita a un rilievo di situazione, come farebbe un sociologo o un esperto di statistica: egli considera la realtà per valutarla col metro di Dio e invitare gli uomini a cambiare. Prima delle espressioni riportate, nel suo libro si leggono queste: "L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui, ritorni al nostro Dio che largamente perdona". E l'invito non si riferisce soltanto ai comportamenti delittuosi, alla specifica violazione dei comandamenti: come si comprende meglio dal vangelo, si tratta di fare nostro in tutto l'atteggiamento di Dio, guardare a noi stessi e agli altri con l'occhio - o per meglio dire con il cuore - di Dio, come si è apertamente manifestato nelle parole e nell'esempio del suo Figlio.&lt;br /&gt;In proposito risulta illuminante anche la pagina del vangelo che si legge oggi (Matteo 20,1-16), costituita dalla parabola dei vendemmiatori. L'uva è matura, e il padrone, secondo gli usi di allora, all'alba va nella piazza del paese dove stazionano i disoccupati in cerca di un ingaggio e assume per la giornata quelli che trova, concordando con loro il salario di un denaro. Ma non bastano: esce allora più volte ad assumere quelli radunatisi in seguito, garantendo loro un giusto compenso. Esce alle nove del mattino, a mezzogiorno, alle tre, alle cinque. Alle sei comincia a imbrunire, la giornata lavorativa è conclusa, e su disposizioni del padrone il fattore congeda tutti con la paga, in ordine inverso rispetto all'assunzione. Agli ultimi dà un denaro, e altrettanto agli altri compresi i primi, i quali però mugugnano contro il padrone: "Ma come! Questi ultimi hanno lavorato un'ora soltanto, e li tratti come noi che abbiamo sopportato il peso dell'intera giornata!" "Amico, io non ti faccio torto" risponde il padrone a uno di loro; "non hai forse concordato con me per un denaro? E non l'hai forse ricevuto? Se voglio dare agli ultimi quanto a te, non posso fare delle mie cose quello che voglio?" &lt;br /&gt;Il significato della parabola è complesso. Tra l'altro, considerando quel padrone come simbolo di Dio, la vigna come il suo Regno e la giornata come l'arco della vita, la parabola dice che Dio invita tutti all'amicizia con sé, fanciulli, giovani, adulti, anziani; e il compenso è uguale per tutti, perché consiste nella vita eterna: che è una, non divisibile né moltiplicabile. Da un altro punto di vista, la vigna della parabola è la Chiesa, in cui tutti sono chiamati a impegnarsi: si ricorderà la bella espressione di Benedetto XVI il quale, parlando appena eletto dalla loggia di San Pietro, definì se stesso un umile operaio nella vigna del Signore. E ancora: la Diocesi di Mantova ha appena concluso la sua settimana pastorale, che quest'anno mirava proprio ad aiutare i laici a comprendere la possibilità, la necessità e la bellezza di lavorare nella e per la Chiesa.&lt;br /&gt;Tenendo presente la pagina di Isaia, la parabola assume poi un ulteriore significato. Guardare gli altri con il cuore di Dio, si diceva: i vendemmiatori della prima ora non sono così; pur essendo trattati secondo giustizia, vogliono di più. Sono invidiosi, mancano di solidarietà verso i compagni (avrebbero preferito vedergli ridurre la paga?), sono meschini. Dio non è così. Lui non fa il ragioniere. Lui "guarda col cuore".&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4817162628418083493?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4817162628418083493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/quanto-il-cielo-sovrasta-la-terra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4817162628418083493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4817162628418083493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/quanto-il-cielo-sovrasta-la-terra.html' title='Quanto il cielo sovrasta la terra'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-2418811619049064373</id><published>2011-09-15T18:52:00.000+02:00</published><updated>2011-09-15T18:52:51.254+02:00</updated><title type='text'>O Madre Addolorata...</title><content type='html'>&lt;b&gt;Dopo l'Esaltazione della Santa Croce, oggi la Chiesa Cattolica si volge alla Vergine Maria, Madonna Addolorata. Meditiamo i dolori di Maria e preghiamo attraverso le parole di San Bonaventura:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;O MADRE ADDOLORATA, QUALE LINGUA PUÒ DIRE...&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-JzXbujVP9cU/TnItIUOZBlI/AAAAAAAAAUE/0IBAv_4ygqA/s1600/Vergine+Maria+Addolorata.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; display: inline !important; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-JzXbujVP9cU/TnItIUOZBlI/AAAAAAAAAUE/0IBAv_4ygqA/s1600/Vergine+Maria+Addolorata.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;O Vergine addolorata, quale lingua può dire e quale intelletto giunge a comprendere l'immensità del tuo dolore?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Tu presente e parteci­pante alla passione del tuo Gesù, vedesti con i tuoi occhi quella carne benedet­ta e santissima, che tu verginalmente concepisti, che teneramente allattasti, che tanto dolcemente recli­nasti nel tuo grembo e baciasti con amore, la vede­sti, divelta dai colpi della flagellazione, perforata dal­le punte delle spine, per­cossa con la canna, presa a schiaffi e a pugni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La vedesti trapassata da chiodi, confitta sulla croce e quindi pendente sempre più dilaniata. La vedesti esposta ad ogni beffa e, infine, abbe­verata di fiele e aceto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;E vedesti anche l'anima del tuo Gesù! Con gli occhi della mente tu vedesti quel­la anima divinissima ricolma del fiele di ogni ama­rezza, ora scossa da spiri­tuali fremiti, ora afflitta dallo spavento, ora agoniz­zante, ora conturbata, ora mestissima per la tristezza, in parte il senso vivissimo della sofferenza corporea, in parte per lo zelo fervente di riparare l'onore diviso leso dal peccato, in parte per la compassione verso di te, Madre dolcissima.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Guardando pietosamen­te a te, che stavi presso la croce, egli ti rivolse il dolce commiato: «Donna, ecco tuo figlio».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;E così consolava l'anima tua angustiata, conoscendo che tu eri trafitta dalla spa­da della compassione, più fortemente che se fossi sta­ta ferita nel tuo proprio corpo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;O Maria, madre miseri­cordiosissima, volgi lo sguardo alla veste sa­cratissima del tuo diletto Figlio, intessuta con arte dallo Spirito Santo nelle tue sacratissime membra, e implora per noi che ri­corriamo a te il perdono, affinché siamo trovati degni di sfuggire l'eterna condanna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: right;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;(S. Bonaventura)&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-2418811619049064373?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/2418811619049064373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/o-madre-addolorata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2418811619049064373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2418811619049064373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/o-madre-addolorata.html' title='O Madre Addolorata...'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-JzXbujVP9cU/TnItIUOZBlI/AAAAAAAAAUE/0IBAv_4ygqA/s72-c/Vergine+Maria+Addolorata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-2556700795769974450</id><published>2011-09-14T15:52:00.000+02:00</published><updated>2011-09-14T15:52:33.041+02:00</updated><title type='text'>Esaltazione della Santa Croce - Omelia Giovanni Paolo II - 14 Settembre 1984</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-urgEhg3c_kE/TnCxbPrF2lI/AAAAAAAAAUA/XwuD6NJoDoE/s1600/0914-Esaltazione-Santa-Croce.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-urgEhg3c_kE/TnCxbPrF2lI/AAAAAAAAAUA/XwuD6NJoDoE/s1600/0914-Esaltazione-Santa-Croce.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi la Chiesa Cattolica festeggia l'Esaltazione della Santa Croce e per questi motivi riflettiamo attraverso l'omelia pronunciata dal Beato Giovanni Paolo II in questo stesso giorno del 1984:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-weight: bold;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;VIAGGIO APOSTOLICO IN CANADA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;MESSA DELLA ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;OMELIA DI GIOVANNI PAOLO II&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Central Commons (Halifax)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Venerdì, 14 settembre 1984&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-weight: bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ti adoriamo o Cristo e ti lodiamo,&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;perché con la tua croce hai redento il mondo. Alleluia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Cari fratelli e sorelle.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;1. Come rappresentanti del popolo di Dio nell’arcidiocesi di Halifax, di Cap Breton, di tutta la Nuova Scozia e dell’Isola Principe Edward, siete riuniti in questa acclamazione della liturgia con l’arcivescovo Hayes, con gli altri vescovi e con la Chiesa in tutto il mondo. La Chiesa cattolica celebra oggi la festa dell’Esaltazione della croce di Cristo. Come il Cristo crocifisso è innalzato dalla fede nei cuori di tutti coloro che credono, così egli innalza quegli stessi cuori con una speranza che non può essere distrutta. Poiché la croce è il segno della redenzione, e nella redenzione è contenuta la promessa della risurrezione e l’inizio della nuova vita: l’elevazione dei cuori umani.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;All’inizio del mio ufficio nella sede di san Pietro ho cercato di proclamare questa verità con l’enciclica Redemptor Hominis. In questa stessa verità desidero oggi essere unito a tutti voi nell’adorazione della croce di Cristo:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;“Non dimenticate le opere di Dio” (cf. Sal 78, 7).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;2. Per conformarci all’acclamazione dell’odierna liturgia, seguiamo attentamente il sentiero tracciato da queste sante parole nelle quali ci viene annunciato il mistero dell’Esaltazione della croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;In primo luogo, in queste parole è contenuto il significato del Vecchio Testamento. Secondo sant’Agostino, il Vecchio Testamento contiene ciò che è pienamente rivelato nel nuovo. Qui abbiamo l’immagine del serpente di bronzo al quale si riferì Gesù nella sua conversazione con Nicodemo. Il Signore stesso ha rivelato il significato di quest’immagine dicendo: “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il figlio dell’uomo perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna” (Gv 3, 14-15).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Durante il cammino del popolo di Israele dall’Egitto alla Terra Promessa - poiché la gente si lamentava - Dio mandò un’invasione di serpenti velenosi a causa della quale molti perirono. Quando i sopravvissuti compresero la loro colpa chiesero a Mosè di intercedere presso Dio: “Prega il Signore che allontani da noi questi serpenti” (Nm 21, 7).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Mosè pregò e ricevette dal Signore quest’ordine: “Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta. Chiunque dopo essere stato morso lo guarderà, resterà in vita” (Nm 21, 8). Mosè obbedì all’ordine. Il serpente di bronzo posto sull’asta rappresentò la salvezza dalla morte per tutti coloro che venivano morsi dai serpenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Nel libro della Genesi il serpente era il simbolo dello spirito del male. Ma adesso, per una sorprendente inversione, il serpente di bronzo issato nel deserto diventa una raffigurazione del Cristo, issato sulla croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La festa dell’Esaltazione della croce richiama alle nostre menti e, in un certo senso, rende attuale, l’elevazione di Cristo sulla croce. La festa è l’elevazione del Cristo redentore: chiunque crede nel Cristo crocifisso avrà la vita eterna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;L’elevazione di Cristo sulla croce costituisce l’inizio dell’elevazione dell’umanità attraverso la croce. E il compimento ultimo dell’elevazione è la vita eterna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;3. Questo evento del Vecchio Testamento è richiamato nel tema centrale del Vangelo di san Giovanni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Perché la croce e il Cristo crocifisso sono la porta alla vita eterna?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Perché in lui - nel Cristo crocifisso - è manifestato nella sua pienezza l’amore di Dio per il mondo, per l’uomo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Nella stessa conversazione con Nicodemo Cristo dice: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito perché chiunque crede in lui non muoia ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui (Gv 3, 16-17).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La salvezza del Figlio di Dio attraverso l’elevazione sulla croce ha la sua sorgente eterna nell’amore. È l’amore del Padre che manda il Figlio; egli offre suo Figlio per la salvezza del mondo. Nello stesso tempo è l’amore del Figlio il quale non “giudica” il mondo, ma sacrifica se stesso per l’amore verso il Padre e per la salvezza del mondo. Dando se stesso al Padre per mezzo del sacrificio della croce egli offre al contempo se stesso al mondo: ad ogni singola persona e all’umanità intera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La croce contiene in sé il mistero della salvezza, perché nella croce l’amore viene innalzato. Questo significa l’elevazione dell’amore al punto supremo nella storia del mondo: nella croce l’amore è sublimato e la croce è allo stesso tempo sublimata attraverso l’amore. E dall’altezza della croce l’amore discende a noi. Sì: “La croce è il più profondo chinarsi della divinità sull’uomo. La croce è come un tocco dell’eterno amore sulle ferite più dolorose dell’esistenza terrena dell’uomo” (Ioannis Pauli PP. II, Dives in Misericordia, 8).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;4. All’avvento del Vangelo di Giovanni la liturgia della festa di oggi aggiunge la presentazione fatta da Paolo nella sua lettera ai Filippesi. L’apostolo parla di uno svuotamento di Cristo attraverso la croce; e allo stesso tempo dell’elevazione di Cristo al di sopra di tutte le cose; e anche questo ha avuto il suo inizio nella stessa croce:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;“Gesù Cristo . . . spogliò se stesso assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini, e apparso in forma umana, umiliò se stesso ancora di più facendosi obbediente fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato un nome che è al di sopra di ogni altro nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi, nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclami che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre” (Fil 2, 6-11).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La croce è il segno della più profonda umiliazione di Cristo. Agli occhi del popolo di quel tempo costituiva il segno di una morte infamante. Solo gli schiavi potevano essere puniti con una morte simile, non gli uomini liberi. Cristo, invece, accetta volentieri questa morte, la morte sulla croce. Eppure questa morte diviene il principio della risurrezione. Nella risurrezione il servo crocifisso di Jahvè viene innalzato: egli viene innalzato su tutto il creato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Nello stesso tempo anche la croce è innalzata. Essa cessa di essere il segno di una morte infamante e diventa il segno della risurrezione, cioè della vita. Attraverso il segno della croce, non è il servo o lo schiavo che parla, ma il Signore di tutta la creazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;5. Questi tre elementi dell’odierna liturgia, il Vecchio Testamento, l’inno cristologico di Paolo e il Vangelo di Giovanni, formano assieme la grande ricchezza del mistero del trionfo della croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Trovandoci immersi in questo mistero con la Chiesa, che attraverso il mondo celebra oggi l’Esaltazione della santa croce, desidero dividere con voi, in una maniera speciale, le sue ricchezze, cari fratelli e sorelle dell’arcidiocesi di Halifax, caro popolo della Nuova Scozia, dell’Isola Edward e di tutto il Canada.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Sì, desidero dividere con voi tutte le ricchezze di quella croce santa - che, quale stendardo di salvezza - fu piantata sul vostro suolo 450 anni fa. Da allora la croce ha trionfato in questa terra e, attraverso la collaborazione di migliaia di canadesi, il messaggio di liberazione e di salvezza della croce, è stato diffuso ai confini della terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;6. Nello stesso tempo desidero rendere omaggio al contributo missionario dei figli e delle figlie del Canada che hanno dato la loro vita così “perché la parola del Signore si diffonda, e sia glorificata come lo è anche tra voi” (2 Ts 3,1). Rendo omaggio alla fede e all’amore che li ha motivati, e al potere della croce che ha dato loro la forza di andare avanti ed eseguire il comando di Cristo: “Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28, 20).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;E nel rendere omaggio ai vostri missionari, rendo parimenti omaggio alle comunità sparse per il mondo che hanno accolto il loro messaggio e segnato le loro tombe con la croce di Cristo. La Chiesa è grata per l’ospitalità loro concessa di un luogo di sepoltura, da dove essi attendono la definitiva esaltazione della croce santa nella gloria della risurrezione e della vita eterna.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Esprimo profonda gratitudine per lo zelo che ha caratterizzato la Chiesa in Canada e vi ringrazio per le preghiere, i contributi e le varie attività attraverso le quali voi sorreggete la causa missionaria. In particolare vi ringrazio per la vostra generosità verso la missione di aiuto delle società da parte della Santa Sede.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;7. L’evangelizzazione resta per sempre il sacro retaggio del Canada, che vanta realmente una storia gloriosa dell’attività missionaria in patria e all’estero. L’evangelizzazione deve continuare ad essere esercitata attraverso l’impegno personale, predicando la speranza nelle promesse di Gesù e con la proclamazione dell’amore fraterno. Sarà sempre connessa con l’impianto e l’edificazione della Chiesa e avrà una profonda relazione con lo sviluppo e la libertà come espressione del progresso umano. Al centro di questo messaggio, tuttavia, c’è un’esplicita proclamazione di salvezza in Gesù Cristo, quella salvezza determinata dalla croce. Ecco le parole di Paolo VI: “L’evangelizzazione conterrà sempre - anche come base, centro e insieme vertice del suo dinamismo - una chiara proclamazione che, in Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, morto e risorto, la salvezza è offerta ad ogni uomo, come dono di grazia e misericordia di Dio stesso” (Pauli VI, Evangelii Nuntiandi, 27).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La Chiesa in Canada sarà se stessa se proclamerà fra tutti i suoi membri, con parole e fatti, l’esaltazione della croce, e sempre che, in patria e all’estero, essa sia una Chiesa evangelizzante.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Anche se queste parole vengono da me, c’è un altro che parla ovunque ai cuori dei giovani. È lo stesso Spirito Santo, ed è lui che fa pressione su ciascuno di noi, come membro di Cristo, per indurci ad abbracciare e a portare la buona novella dell’amore di Dio. Ma ad alcuni lo Spirito Santo sta proponendo il comando di Gesù nella sua forma specifica missionaria: andate a reclutare discepoli di tutte le nazioni. Dinanzi alla Chiesa intera, io, Giovanni Paolo II, proclamo ancora una volta l’assoluto valore della vocazione missionaria. E assicuro tutti i chiamati alla vita ecclesiastica e religiosa che nostro Signore Gesù Cristo è pronto ad accettare e rendere fruttuoso il sacrificio speciale delle loro vite, nel celibato, per l’esaltazione della croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;8. Oggi la Chiesa, annunciando il Vangelo, rivive in un certo qual modo tutto il periodo che ha inizio il mercoledì delle Ceneri, raggiunge il suo apice durante la Settimana Santa e a Pasqua e prosegue nelle settimane successive fino alla Pentecoste. La festa dell’Esaltazione della santa croce è come il compendio di tutto il mistero pasquale di nostro Signore Gesù Cristo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La croce è gloriosa perché su di essa il Cristo si è innalzato. Attraverso di essa, il Cristo ha innalzato l’uomo. Sulla croce ogni uomo è veramente elevato alla sua piena dignità, alla dignità del suo fine ultimo in Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Attraverso la croce, inoltre, è rivelata la potenza dell’amore che eleva l’uomo, che lo esalta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Veramente tutto il disegno di Dio sulla vita cristiana è condensato qui in un modo meraviglioso: il disegno di Dio e il suo senso! Diamo la nostra adesione al disegno di Dio e al suo senso! Ritroviamo il posto della croce nella nostra vita e nella nostra società.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Parliamo della croce in modo particolare a tutti coloro che soffrono, e trasmettiamo il suo messaggio di speranza ai giovani. Continuiamo a proclamare fino ai confini della terra il suo potere salvifico: “Exaltatio Crucis!”: la gloria della santa croce!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Fratelli e sorelle: “Non dimenticate mai le opere del Signore”! Amen.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;© Copyright 1984 - &amp;nbsp;Libreria Editrice Vaticana&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-2556700795769974450?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/2556700795769974450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/esaltazione-della-santa-croce-omelia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2556700795769974450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2556700795769974450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/esaltazione-della-santa-croce-omelia.html' title='Esaltazione della Santa Croce - Omelia Giovanni Paolo II - 14 Settembre 1984'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-urgEhg3c_kE/TnCxbPrF2lI/AAAAAAAAAUA/XwuD6NJoDoE/s72-c/0914-Esaltazione-Santa-Croce.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-5351570089195734572</id><published>2011-09-13T18:43:00.000+02:00</published><updated>2011-09-13T18:43:08.473+02:00</updated><title type='text'>La preghiera è luce per l'anima</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;em&gt;di San Giovanni Crisostomo&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"La preghiera, o dialogo con Dio, è un bene sommo. È, infatti, una comunione intima con Dio. Come gli occhi del corpo vedendo la luce ne sono rischiarati, così anche l'anima che è tesa verso Dio viene illuminata dalla luce ineffabile della preghiera. Deve essere, però, una preghiera non fatta per abitudine, ma che proceda dal cuore. Non deve essere circoscritta a determinati tempi od ore, ma fiorire continuamente, notte e giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non bisogna infatti innalzare il nostro animo a Dio solamente quando attendiamo con tutto lo spirito alla preghiera. Occorre che, anche quando siamo occupati in altre faccende, sia nella cura verso i poveri, sia nelle altre attività, impreziosite magari dalla generosità verso il prossimo, abbiamo il desiderio e il ricordo di Dio, perché, insaporito dall'amore divino, come da sale, tutto diventi cibo gustosissimo al Signore dell'universo. Possiamo godere continuamente di questo vantaggio, anzi per tutta la vita, se a questo tipo di preghiera dedichiamo il più possibile del nostro tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preghiera è luce dell'anima, vera conoscenza di Dio, mediatrice tra Dio e l'uomo. L'anima, elevata per mezzo suo in alto fino al cielo, abbraccia il Signore con amplessi ineffabili. Come il bambino, che piangendo grida alla madre, l'anima cerca ardentemente il latte divino, brama che i propri desideri vengano esauditi e riceve doni superiori ad ogni essere visibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La preghiera funge da augusta messaggera dinanzi a Dio, e nel medesimo tempo rende felice l'anima perché appaga le sue aspirazioni. Parlo, però, della preghiera autentica e non delle sole parole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Essa è un desiderare Dio, un amore ineffabile che non proviene dagli uomini, ma è prodotto dalla grazia divina. Di essa l'Apostolo dice: Non sappiamo pregare come si conviene, ma lo Spirito stesso intercede per noi con gemiti inesprimibili (cfr.  Rm 8, 26b). Se il Signore dà a qualcuno tale modo di pregare, è una ricchezza da valorizzare, è un cibo celeste che sazia l'anima; chi l'ha gustato si accende di desiderio celeste per il Signore, come di un fuoco ardentissimo che infiamma la sua anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbellisci la tua casa di modestia e umiltà mediante la pratica della preghiera. Rendi splendida la tua abitazione con la luce della giustizia; orna le sue pareti con le opere buone come di una patina di oro puro e al posto dei muri e delle pietre preziose colloca la fede e la soprannaturale magnanimità, ponendo sopra ogni cosa, in alto sul fastigio, la preghiera a decoro di tutto il complesso. Così prepari per il Signore una degna dimora, così lo accogli in splendida reggia. Egli ti concederà di trasformare la tua anima in tempio della sua presenza."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalle « Omelie » di san Giovanni Crisostomo, vescovo (Om. 6 sulla preghiera; PG 64, 462-466)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Orazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accompagna con la tua benevolenza, Padre misericordioso, i primi passi del nostro cammino penitenziale, perché all'osservanza esteriore corrisponda un profondo rinnovamento dello spirito. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A cura dell'Istituto di Spiritualità: &lt;br /&gt;Pontificia Università S. Tommaso d'Aquino&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-5351570089195734572?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/5351570089195734572/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/la-preghiera-e-luce-per-lanima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5351570089195734572'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5351570089195734572'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/la-preghiera-e-luce-per-lanima.html' title='La preghiera è luce per l&apos;anima'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-3205286610431460873</id><published>2011-09-11T19:25:00.002+02:00</published><updated>2011-09-11T19:25:39.808+02:00</updated><title type='text'>Costruttori di riconciliazione</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di mons. Antonio Riboldi:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Ricordo una scena di quando ero parroco in Sicilia. Nella quotidiana guerra che la mafia combatteva, cercando di imporsi e vendicarsi, gruppo contro gruppo, in una spirale che tendeva a crescere e mai a diminuire, un giorno, venne ferito gravemente uno di loro.&lt;br /&gt;Andai a visitarlo in ospedale. Intuendo che per lui era vicino l'incontro con Dio, lo esortavo a prepararsi degnamente, incominciando dal pentimento e dal perdono a chi lo aveva colpito.&lt;br /&gt;La risposta fu secca: 'Se la mia sorte sarà la morte, lo perdonerò; se invece sopravviverò, lo ucciderò'. Una risposta agghiacciante, che nulla ha a che vedere con la legge del perdono e dell'amore, donata dal Vangelo e che riflette la fedeltà di Dio al Suo Amore per l'uomo: una fedeltà pagata con il duro prezzo della morte di Suo Figlio sulla croce. In altre parole, di fronte alle nostre tante offese, che sono sempre immense, perché rivolte, senza alcuna ragione, ad Uno che non ha confini nell'amore, Dio risponde sempre con la sua fedeltà, pronto sempre al perdono. È la follia del Cuore di Dio, un Dio talmente innamorato della sua creatura, che fa della riconciliazione la gemma più preziosa... sempre che noi riconosciamo le nostre colpe e siamo disposti a 'ritornare' a Lui, chiedendo perdono.&lt;br /&gt;Noi viviamo quotidianamente tanto vicini gli uni gli altri, in famiglia, sul lavoro, ovunque, che è facile urtarsi, offendersi. Impossibile, finché viviamo su questa terra, pieni di debolezze, come siamo tutti, non inciampare, non urtarci, non andare incontro ad incomprensioni e offese, capaci di bruciare in un istante ogni rapporto di serenità tra di noi.&lt;br /&gt;La vita è come un camminare su una strada piena di cocci; ci si ferisce continuamente reciprocamente. Si può tranquillamente affermare che vivere insieme è una continua battaglia, in cui a volte si è vincitori e a volte perdenti.&lt;br /&gt;Dovessimo legarci al dito tutti i torti che riceviamo, avremmo in pochi giorni le mani impossibilitate a muoversi, perché sovraccariche di corde, tutti! Perché i torti si ricevono, ma si fanno anche agli altri! Non solo, ma, se ogni offesa che riceviamo dovesse essere ricambiata con un distacco da chi ci offende, estraniandolo dall'amore, presto rimarremmo soli, estremamente soli, noi che da Dio siamo stati creati con il desiderio e la ragione di amare ed essere amati... sarebbe l'autodistruzione totale dell'umanità: se chi ci offende fosse da considerarsi 'come morto' nel nostro cuore, la nostra vita - di ciascuno - diventerebbe un cimitero.&lt;br /&gt;Ci avverte oggi il Siracide: "Il rancore e l'ira sono un abominio: il peccatore li possiede. Chi si vendica avrà la vendetta del Signore ed egli terrà sempre presenti i suoi peccati. Perdona l'offèsa del tuo prossimo e allora per la tua preghiera ti saranno rimessi i peccati.&lt;br /&gt;Se qualcuno conserva la collera verso un altro uomo, come oserà chiedere la guarigione al Signore? Egli non ha misericordia per un uomo simile e osa pregare per i suoi peccati?&lt;br /&gt;Egli, che è soltanto carne, conserva rancore: chi perdonerà i suoi peccati?&lt;br /&gt;Ricordati della tua fine e smetti di odiare; ricordati della dissoluzione e della morte e resta fedele ai comandamenti". (Sir. 27,28)&lt;br /&gt;Gesù sulla croce dovrebbe suggerire a tutti il valore della Misericordia. Non aveva certamente né detto, né commesso alcunché da farsi perdonare, quando era tra noi... anzi, in quei tre anni, altro non aveva fatto che del bene, come solo Lui sa fare... e aveva insistito, nonostante la nostra natura fragile, a imitarLo nella bontà.&lt;br /&gt;Fino a quando assunse totalmente la nostra condizione, addossandosi tutti i peccati dell'umanità, - e chi mai potrà calcolarli? I miei, i vostri... - Non fu facile per Lui, il Santo dei Santi, la Bontà infinita, che si era espressa nel farsi uno di noi, Figlio dell'Uomo, andare incontro alla Passione.&lt;br /&gt;Ricordiamo tutti la notte dell'agonia nel Getsemani. Sudò sangue e pregò il Padre: 'Se possibile, passi da me questo calice, ma, non la mia, ma la Tua volontà sia fatta '.&lt;br /&gt;E poi si consegnò a chi era venuto, tradendolo, a catturarlo... e fu davvero un continuo dolore, un perdere tutto, fino alla beffa', all'essere schiaffeggiato dai soldati, al ricevere sputi - segno di massimo disprezzo - all'essere rivestito come un pagliaccio delle vesti di porpora,"facendosi gioco di Lui, incoronandolo di spine: 'Ecco il vostro re! '. Nessuna compassione nel caricarlo della croce, nessuna quando cadeva sotto il peso della croce. E alla fine lo hanno crocifisso sul Calvario, dove si punivano i delinquenti più gravi e pericolosi.&lt;br /&gt;Davvero venne calpestata ogni briciola della sua dignità e senza alcuna ragione, perché Lui non aveva offeso nessuno, anzi, era venuto per pagare tutte le nostre offese a Dio e ai fratelli.&lt;br /&gt;È davvero incredibile che ci sia Qualcuno, Dio, che voglia 'pagare' le nostre offese, anziché, come facciamo noi, rispondere ad offesa con offesa: è la grande lezione del perdono.&lt;br /&gt;Un perdono che noi sperimentiamo nel sacramento della Riconciliazione. È lì, se abbiamo davvero un cuore contrito, che Lui è Padre che accoglie 'il figlio prodigo'.&lt;br /&gt;Oggi Gesù ci insegna tutto questo nel Vangelo:&lt;br /&gt;"Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: 'Signore, quante volte dovrò perdonare a mio fratello, se pecca contro di me? Fino a sette volte?'. E Gesù gli rispose: 'Fino a settanta volte sette!. A proposito il regno dei cieli è simile ad un re che volle fare i conti con i suoi servi. Incominciati i conti, gli fu presentato uno che gli era debitore di diecimila talenti. Non avendo però costui il denaro da restituire, il padrone ordinò che fossero venduti lui con la moglie, con i figli e con quanto possedeva e saldasse così il suo debito. Allora quel servo, gettatosi a terra, lo supplicava: Signore, abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa.&lt;br /&gt;Impietositosi del servo, il padrone lo lasciò andare e gli condonò il debito.&lt;br /&gt;Appena uscito, quel servo trovò un altro servo come lui, che gli doveva cento denari e afferratolo lo soffocava e diceva: Paga quel che devi! Il suo compagno, gettatosi a terra, lo supplicava dicendo:&lt;br /&gt;Abbi pazienza con me e ti rifonderò il debito. Ma egli non volle esaudirlo, andò e lo fece gettare in carcere, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quel che accadeva, gli altri servi furono addolorati e andarono a riferire al loro padrone ciò che era accaduto.&lt;br /&gt;Allora il padrone fece chiamare quell'uomo e gli disse: Servo malvagio, io ti ho condonato tutto il debito, perché mi hai pregato. Non dovevi anche tu avere pietà del tuo compagno, come io ho avuto pietà di te? E sdegnato il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non gli fosse restituito tutto il dovuto. Così anche il mio Padre celeste farà a ciascuno di voi, se non perdonerete di cuore al vostro fratello". (Mt. 18,21-35)&lt;br /&gt;Una grande testimonianza del perdono ci fu data dal beato Giovanni Paolo II. Ricordiamo tutti l'attentato in piazza S. Pietro: se non morì fu un vero miracolo, come lui stesso affermò. Quando poté volle andare a visitare il suo attentatore, Alì Agcia, in prigione, per confermargli il suo perdono. La storia, se da una parte racconta vendette atroci, dall'altra mostra in tanti la bellezza del perdono. Ed è a questa bellezza che dovremmo guardare quando ci sentiamo offesi, e pronti anche a non aver paura a chiedere perdono, quando ad offendere siamo stati noi.&lt;br /&gt;Oggi prego Maria SS. ma: "E' facile pensarti, Madre dolorosa, confusa tra la gente che seguiva tuo Figlio sulla via del Calvario.&lt;br /&gt;'Quel povero uomo', come era considerato dalle pie donne, che non riuscirono a trattenere la loro naturale tenerezza verso chi soffriva.&lt;br /&gt;'Quel maledetto condannato' per coloro che lo consideravano solo un delinquente senza dignità. Nessuna pietà per il condannato: la vergogna, la morte doveva gustarle fino in fondo.&lt;br /&gt;Purtroppo i prezzi della nostra cosiddetta giustizia vanno pagati fino in fondo.&lt;br /&gt;La nostra giustizia, Maria SS. ma, qui sulla terra, a volte non conosce pietà né amore.&lt;br /&gt;Ma Gesù ha cambiato questa logica perversa. Lui, maledetto dagli uomini, si lascia maledire senza opporre resistenza. Sulle Sue spalle sa di portare tutti i peccati del mondo e di quelli che lo maledicono. La Sua è una giustizia diversa: è fedeltà a noi, figli del Padre e che il Padre non rinuncia ad amare fino a caricare le nostre colpe sulle spalle del Suo Figlio, Amore come Lui.&lt;br /&gt;E così Gesù, tuo Figlio, stringe la croce come fosse il cuore degli uomini, da non abbandonare mai, ma da salvare. 'Non sono venuto - dirà tuo Figlio e lo dice oggi a noi - a giudicare il mondo, ma a salvarlo 'E ancora: 'Non voglio la morte del peccatore, ma che si converta e viva" per questo: 'Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno '.&lt;br /&gt;Non mi rimane, cara Madre, che mettermi in ginocchio e riconoscente dire Grazie al Padre, al Figlio, allo Spirito d'Amore e a Te, per tanto amore vissuto e condiviso."&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-3205286610431460873?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/3205286610431460873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/costruttori-di-riconciliazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3205286610431460873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3205286610431460873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/costruttori-di-riconciliazione.html' title='Costruttori di riconciliazione'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-338861224041413292</id><published>2011-09-08T15:41:00.000+02:00</published><updated>2011-09-08T15:41:37.088+02:00</updated><title type='text'>Natività di Maria - Omelia di Paolo VI</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DugNjGARwqg/TmjGBB-Qg5I/AAAAAAAAASI/bNqSCNTzPuM/s1600/Nativit%25C3%25A0+di+Maria.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://4.bp.blogspot.com/-DugNjGARwqg/TmjGBB-Qg5I/AAAAAAAAASI/bNqSCNTzPuM/s320/Nativit%25C3%25A0+di+Maria.JPG" width="282" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi carissimi nel giorno in cui la Chiesa Cattolica festeggia la Natività della Beata Vergine Maria, pubblichiamo un'omelia di Papa Paolo VI pronunciata in questo stesso giorno di quarantasette anni fa:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;FESTA DELLA NATIVITÀ DI MARIA&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;OMELIA DI PAOLO VI&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;b&gt;Martedì, 8 settembre 1964&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Dilette Figlie in Cristo!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;È motivo per Noi di grande consolazione spirituale celebrare la festa della Natività di Maria Santissima con voi tutte buone e care Religiose!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Spesso celebrando le nostre sacre solennità Ci angustia il pensiero circa la comprensione, circa la partecipazione dei fedeli che assistono al rito, avendo ragione di dubitare se essi comprendano, se essi siano uniti alla preghiera della Chiesa, se essi godano pienamente il senso dei misteri ricordati, delle orazioni proferite, del valore spirituale e morale di quanto il culto dovrebbe presentare alle nostre anime. Questo pensiero, questo dubbio qui non sussiste! Noi siamo sicuri che voi tutte siete con Noi per dare pienezza di significato e di fervore a questa santa Messa in onore di Maria nascente; e ciò per tre evidenti ragioni, che insieme concorrono a rendere solenne e memorabile la presente cerimonia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Prima ragione: essa ci. obbliga a ricordare l’apparizione della Madonna nel mondo come l’arrivo dell’aurora che precede la luce della salvezza, Cristo Gesù, come l’aprirsi sulla terra, tutta coperta dal fango del peccato, del più bel fiore che sia mai sbocciato nel devastato giardino dell’umanità, la nascita cioè della creatura umana più pura, più innocente, più perfetta, più degna della definizione che Dio stesso, creandolo, aveva dato dell’uomo: immagine di Dio, bellezza cioè suprema, profonda, così ideale nel suo essere e nella sua forma, e così reale nella sua vivente espressione da lasciarci intuire come tale primigenia creatura era destinata, da un lato, al colloquio, all’amore del suo Creatore in una ineffabile effusione della beatissima e beatificante Divinità e in un’abbandonata risposta di poesia e di gioia (com’è appunto il «Magnificat» della Madonna), e d’altro lato destinata al dominio regale della terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ciò che doveva in Eva apparire e svanire miseramente, per un disegno d’infinita misericordia (potremmo quasi dire per un proposito di rivincita, come quello dell’artista che, vedendo infranta l’opera sua, vuole rifarla, e rifarla ancora più bella e più rispondente alla sua idea creatrice), Dio fece rivivere in Maria: «ut dignum Filii tui habitaculum effici mereretur, Spiritu Sancta cooperante. praeparasti», come dice l’orazione’ a voi tutte ben nota; ed oggi, giorno dedicato al culto di questo dono, di questo capolavoro di Dio, noi ricordiamo, noi ammiriamo, noi esultiamo: Maria è nata, Maria è nostra, Maria restituisce a noi la figura dell’umanità perfetta, nella sua immacolata concezione umana, stupendamente corrispondente alla misteriosa concezione della mente divina della creatura regina del mondo. E Maria, per nuovo e sommo gaudio, incantevole gaudio delle nostre anime, non ferma a Sé il nostro sguardo se non per spingerlo a guardare più avanti, al miracolo di luce e di santità e di vita, ch’Ella annuncia nascendo e recherà con Sé, Cristo Signore, il Figlio suo Figlio di Dio, dal quale Ella stessa tutto riceve. Questo è il celebre giuoco di grazia, che si chiama Incarnazione, e che oggi ci fa presagire in anticipo, in Maria, lampada portatrice del lume divino, porta per cui il Cielo muoverà i suoi passi verso la terra, madre che offrirà vita umana al Verbo di Dio, l’avvento della nostra salvezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Voi sapete, Figlie dilettissime, tutte queste cose; voi le meditate, voi le onorate, voi le imitate; Maria ve ne dà il quadro sublime, nel quale Ella trionfa in umiltà ed in gloria senza pari. Non è questa una ragione che Ci fa lieti di sapervi tutte intimamente associate a questa gioia della Chiesa, a questa glorificazione della Madonna?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Seconda ragione: voi celebrate con Noi questa festa, soave ed intima, come una giornata di famiglia, come un avvenimento domestico, che stringe i cuori in dolci e comuni sentimenti. È la festa della Madre comune e celeste; e Noi comprendiamo come la vostra devozione si accresca per il fatto che voi oggi la celebrate insieme con questo umile Padre comune e terrestre, col Papa. E codesta pia soddisfazione rende lieti anche Noi, che sentiamo la vostra devozione unirsi alla Nostra, la vostra preghiera alla Nostra, la vostra fiducia alla Nostra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ci pare, care e buone Religiose, che voi siate queste mattina il Nostro mazzo di fiori, col quale Ci presentiamo a Maria per esprimerle i Nostri auguri - oh, diciamo meglio: i nostri omaggi! - nel giorno del suo genetliaco. Viene alle Nostre labbra una specie di infantile discorso: Vedi, Maria, che cosa Ti offriamo, questi fiori; sono i più bei fiori della Santa Chiesa; sono le anime dell’unico amore, dell’amore al Tuo divino Figliuolo Gesù, sono le anime che hanno veramente creduto alle sue parole, e che hanno lasciato tutto per seguire Lui solo; lo ascoltano, lo imitano, lo servono, lo seguono, con Te, sì, fino alla Croce; e non si lamentano, non hanno paura. non piangono, anzi sono sempre liete, sono buone, Maria, sono sante queste figliuole della Chiesa di Cristo! Noi speriamo che la Madonna Santissima ascolti queste semplici parole, c che si senta onorata dell’offerta, che Noi oggi le facciamo di voi, Religiose. Diciamo di più: di tutte le Religiose della Santa Chiesa; e speriamo che le voglia guardare tutte, Lei la benedetta fra tutte, con quei suoi occhi misericordiosi (illos tuos misericordes oculos . . .); che le voglia rallegrare, le voglia proteggere e benedire; perché sono sue, e sono sue perché sono della Chiesa!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Pare a Noi che questo incontro metta in evidenza particolare cotesto aspetto della vostra vita religiosa. Perché oggi voi siete tanto contente di assistere alla santa Messa del Papa e di venerare con lui la Madonna santissima? e perché il Papa è lui stesso contento d’avervi con sé? Perché voi siete, dicevamo, della Chiesa; voi appartenete, e con vincoli di particolare adesione, al corpo mistico di Cristo, e nella comunità ecclesiastica voi avete un posto speciale: voi siete il gaudio della Chiesa, voi l’onore, voi la bellezza, voi la consolazione, voi l’esempio! Noi possiamo anche aggiungere: voi la forza! Per la vostra pietà, per la vostra umiltà, per la vostra docilità, per il vostro spirito di sacrificio, voi siete le figlie predilette della santa Chiesa. Questo incontro deve ravvivare in voi il «senso della Chiesa». Avviene talvolta che questo «senso della Chiesa» sia meno avvertito e meno coltivato in certe famiglie religiose: per il fatto che esse vivono appartate, e che esse trovano nell’ambito delle loro comunità tutti gli oggetti d’immediato interesse, e poco sanno di quanto accade fuori del recinto delle loro occupazioni, a cui sono totalmente dedicate; avviene talora che la loro vita religiosa abbia orizzonti limitati, non solo per ciò che riguarda la vicenda delle cose di questo mondo, ma anche per ciò che riguarda la vita della Chiesa, i suoi avvenimenti, i suoi pensieri e i suoi insegnamenti, i suoi ardori spirituali, i suoi dolori e le sue fortune.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Questa non è una posizione ideale per la Religiosa; essa perde la visione grande e completa del disegno divino per la nostra salvezza e per la nostra santificazione. Non è un privilegio il rimanere ai margini della vita della Chiesa e costruire per sé una spiritualità che prescinda dalla circolazione di parola, di grazia e di carità della comunità cattolica dei fratelli in Cristo. Senza togliere alla Religiosa il silenzio, il raccoglimento, la relativa autonomia, lo stile di cui ha bisogno, la forma di vita che le è propria, Noi auguriamo che le sia restituita una partecipazione più diretta e più piena alla vita della Chiesa, alla liturgia specialmente, alla carità sociale, all’apostolato moderno, al servizio dei fratelli. Molto si fa in questo senso; e Noi crediamo con profitto sia della santificazione della Religiosa, sia dell’edificazione dei fedeli. Noi ricordiamo che a Milano, proprio in occasione di questa festività, invitammo ad assistere alla Nostra messa pontificale le care Suore di Maria Bambina, in quel Duomo, ch’è certo una delle più belle e più grandi cattedrali del mondo, e ch’è appunto dedicato alla Natività di Maria: nessuna di quelle Suore sentiva dalla propria devozione l’invito a partecipare al solenne e splendido rito in onore di Maria nascente nella Cattedrale della Città dove esse hanno la loro casa-madre e una magnifica rete di attività caritative; le invitò l’Arcivescovo; e vennero poi in Duomo tutti gli anni all’otto di settembre, in bel numero; e furono felici di sentirsi in quel giorno figlie predilette della Chiesa, come Noi lo fummo nel salutarle durante la Omelia e nel benedirle, come esemplari e degne della Nostra benevolenza. Ricordiamo anche quanto Ci sembrò edificante vedere nelle chiese delle fiorenti comunità missionarie della Rhodesia meridionale e della Nigeria le Suore, delle varie famiglie religiose, assistere, in posti riservati, alle funzioni domenicali, con grande loro onore e con grande consolazione ed ammirazione di tutti i fedeli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ebbene, questo incontro, ripetiamo, servirà a riaccendere in voi, come auguriamo in tutta la immensa schiera delle anime religiose femminili, l’amore alla Chiesa e a mettervi sempre più in comunione con lei. Grande pensiero, ricordatelo, è questo, che può aprire la finestra sulla realtà spirituale, a cui avete dedicato la vita; la Chiesa infatti è l’opera di salvezza stabilita da Cristo; grande pensiero, che può confortare e sostenere la modestia e il nascondimento delle vostre occupazioni; la Chiesa è il regno del Signore, chi vi appartiene e chi la serve partecipa alla dignità, alla fortuna di questo regno; grande pensiero, sì, è la Chiesa, che apre alla vostra oblazione le vie per le quali essa può essere sempre più feconda di risultati apostolici, di carità sapiente, di meriti immensi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Noi crediamo che sia venuto il giorno in cui occorra mettere in più alto onore e in maggiore efficienza la vita religiosa femminile; e che questo possa avvenire perfezionando i vincoli che la uniscono a quella della Chiesa intera. Vi faremo a questo proposito una confidenza : Noi abbiamo dato disposizioni affinché anche alcune Donne qualificate e devote assistano, come Uditrici, a parecchi solenni riti e a parecchie Congregazioni generali della prossima terza Sessione del Concilio ecumenico vaticano secondo; a quelle congregazioni, diciamo, le cui questioni poste in discussione possono particolarmente interessare la vita della Donna; avremo così per la prima volta, forse, presenti in un Concilio ecumenico alcune, poche, - è ovvio - ma significative e quasi simboliche rappresentanze femminili; di voi, Religiose, per prime; e poi delle grandi organizzazioni femminili cattoliche, affinché la Donna sappia quanto la Chiesa la onori nella dignità del suo essere e della sua missione umana e cristiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;* * *&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Mentre godiamo di fare a voi questo annuncio Ci rattrista il pensiero delle tante manifestazioni della vita moderna in cui la Donna appare decaduta dall’altezza spirituale ed etica, che il migliore costume civile e la elevazione alla vocazione cristiana le attribuiscono, al livello dell’insensibilità morale e spesso della licenza pagana; è privata la Donna, mentre le sono aperte le vie delle esperienze più pericolose e morbose, della vera felicità e dell’amore vero, che non possono mai esser disgiunti dal senso sacro della vita.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;E Ci fa pena anche il vedere come tante anime femminili, fatte per le cose alte e generose, non sanno più oggi dare alla propria vita un senso pieno e superiore, perché mancano di due coefficienti della pienezza interiore: la preghiera, nella sua espressione completa, personale e sacramentale: e lo spirito di dedizione, di amore cioè che dà e che vivifica. Restano anime povere e tormentate, a cui le distrazioni esteriori recano fallace rimedio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ecco allora che la terza ragione del Nostro gaudio spirituale originato da questo incontro viene a consolarci; ed è quella di osservare nel vostro numero e nel vostro fervore che vi sono ancor oggi anime pure e forti che hanno sete di perfezione e che non hanno né paura, né vergogna a indossare l’abito religioso, l’abito della consacrazione totale della propria vita al Signore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Veramente anche a questo riguardo Noi dovremmo fare una duplice non lieta osservazione; e cioè che le vocazioni religiose, anche femminili, sono in diminuzione; e che la Chiesa ed anche la società profana hanno un crescente bisogno di tali vocazioni. È questo uno dei problemi del nostro tempo, per la cui soluzione occorrerà operare e pregare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Ma fermiamoci ora alla prova della vitalità religiosa che la vostra presenza Ci offre. Noi ringraziamo la Madonna di questa consolazione, che Ci lascia intravedere la sua provvida e materna assistenza alla Chiesa; che Ci offre l’esempio d’una sempre rifiorente generosità cristiana, che Ci fa pensare a tutto il tesoro di opere buone, a cui la vostra vita è consacrata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Noi preghiamo la Madonna per voi: che ci dia la certezza per la bontà della scelta da voi fatta; essa è la migliore, essa è la più difficile e la più facile insieme, essa è la più vicina a quella di Maria Santissima, perché, come la sua, è tutta governata da un semplice e totale abbandono alla divina volontà: «Fiat mihi secundum Verbum tuum!». Noi la pregheremo perché vi faccia forti: oggi la vita religiosa esige fortezza; ieri forse era il rifugio di tante anime deboli e timide; oggi è l’officina delle anime forti, costanti ed eroiche. Noi la pregheremo infine perché la Madonna vi faccia liete e felici; la vita religiosa, per povera e austera che sia, non può essere autentica che nella gioia interiore! È quella che Noi vi auguriamo a ricordo di questo incontro a tutte chiedendo orazioni per il Concilio e per la Chiesa intera, a tutte dando la Nostra Benedizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-338861224041413292?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/338861224041413292/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/nativita-di-maria-omelia-di-paolo-vi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/338861224041413292'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/338861224041413292'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/nativita-di-maria-omelia-di-paolo-vi.html' title='Natività di Maria - Omelia di Paolo VI'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DugNjGARwqg/TmjGBB-Qg5I/AAAAAAAAASI/bNqSCNTzPuM/s72-c/Nativit%25C3%25A0+di+Maria.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-2511079631529903350</id><published>2011-09-07T18:24:00.001+02:00</published><updated>2011-09-07T18:25:58.620+02:00</updated><title type='text'>Uniformità alla Volontà di Dio - Terza parte</title><content type='html'>&lt;b&gt;Continuiamo, come ogni Mercoledì, a riflettere sull'obbedienza alla Santa Volontà del Signore attraverso la prosecuzione della lettura della meditazione di Sant'Alfonso Maria dé Liguori che si è soffermato sull'uniformità alla Volontà del Signore, tema molto importante per ogni cristiano di buona volontà:&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Chi fa così, non solo si fa santo, ma gode ancora in terra una pace perpetua. Alfonso il grande (Panorm. in Vita) Re di Aragona, Principe savissimo, interogato un giorno, qual’uomo stimasse più felice in questo mondo? Rispose, quello il quale si abbandona nella volontà di Dio, e che riceve tutte le cose prospere, ed avverse dalle sue mani. Diligentibus Deum omnia cooperantur in bonum. (Rom 8) Gli amanti di Dio vivon sempre contenti, perché tutto il loro piacere è di adempire anche nelle cose contrarie la divina volontà; onde gli stessi travagli si convertono loro in contenti, pensando che con accettarli dan gusto al loro amato Signore: Non contristabit justum quidquid ei acciderit. (Prov 10.11) Ed in fatti qual maggior contento può mai provare un uomo, che in veder adempiuto quanto egli vuole? Or quando alcuno non vuole se non quello, che vuole Dio, avvenendo già sempre tutto ciò, che avviene nel mondo (fuori del peccato) per volontà di Dio, avviene in conseguenza quanto esso vuole. Si narra nelle Vite de’ Padri d’un contadino, i cui terreni rendeano maggior frutto degli altri; dimandato questi, come ciò accadesse, rispose, che di ciò non si maravigliassero, perch’ egli avea sempre i tempi, come li voleva; e come? Sì, replicò, perché io non voglio altro tempo, se non quello, che vuole Dio, e conforme io voglio quel, che Dio vuole, così egli mi dà i frutti, come li vogl’io. L’anime rassegnate, dice il Salviano, se sono umiliate, questo vogliono: se patiscono povertà, vogliono esser povere; in somma quanto gli avviene, tutto lo vogliono: e perciò sono in questa vita felici: Humiles sunt, hoc volunt; paperes sunt, paupertate delectantur; itaque beati dicendi sunt. Viene il freddo, il caldo, la pioggia, il vento, che piova, perché così vuole Dio. Viene la povertà, la persecuzione, l’infermità, la morte, ed io voglio (colui dice) esser povero, perseguitato, infermo; voglio anche morire, perché così vuole Dio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la bella libertà, che godono i Figli di Dio, che vale più delle Signorie, e di tutti i Regni della terra. Questa è la gran pace, che provano i Santi, la quale exuperat omnem sensum. (Eph. 3.2), avanza tutti i piaceri de’ sensi, tutti i festini, i banchetti, gli onori, e tutte l’altre soddisfazioni del mondo, le quali, perché sono vane, e caduche, benchè allettano il senso per quei momenti in cui si assagiano, nondimeno non contentano, ma affliggono lo spirito, dove sta il vero contento; che perciò Salomone, dopo aver goduto al sommo di tai diletti mondani, esclamava afflitto: Sed et hoc vanitas, et afflictio spiritus. (Ecclesiast. 4.6) Stultus (dice lo Spirito Santo) sicut luna mutatur, sapiens in sapientia manet sicut vult. . . (Eccl. 27.12) Lo stolto, cioè il peccatore si muta come la luna, ch’ oggi cresce domani manca: oggi lo vedrai ridere, domani piangere: oggi mansueto, domani stizzato, come una tigre; e perché? perché la sua contezza dipende dalle prosperità, o avversità, che incontra, e perciò si muta, come si mutano le cose che gli accadono. Ma il giusto è come il sole sempre uguale nella sua serenità, in qualsivoglia cosa, che succede; perché il suo contento è nell’uniformarsi alla divina volontà, e perciò gode una pace imperturbabile. Et in terra pax hominibus bonae vluntatis (Luc. 2.15), disse l’Angelo ai Pastori. E chi mai sono quest’ uomini di buona volontà, se non coloro, che stan sempre uniti alla volontà di Dio, ch’ è sommamente buona, e perfetta? Voluntas Dei bona, beneplacens, et perfecta. Sì, perché Dio non vuole, che’ l meglio, e’ l più perfetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I Santi in questa terra nell’uniformarsi alla volontà divina han goduto un Paradiso anticipato. I Padri antichi, dice S. Doroteo, che così si conservavano in gran pace, con prendere ogni cosa dalle mani di Dio. S. Maria Madalena de’ Pazzi in sentir solamente nominare Volontà di Dio, si sentiva consolare, che usciva fuor di se in astasi d’amore. Non mancheranno per altro le punture delle cose avverse a farsi sentire dal senso, ma tutto ciò non avverrà, che nella parte inferiore; ma nella superiore dello spirito regnerà la pace, e la tranquillità, stando la volontà unita a quella di Dio. Gaudium vestrum (disse il Redentore agli Apostoli) nemo tollet a vobis. Gaudium vestrum sit plenum. (Jo 16.22) Chi sta sempre uniformato alla divina volontà, ha un gaudio pieno, e perpetuo: pieno, perché ha quanto vuole, come di sopra s’ è detto: perpetuo, perché un tal gaudio niuno ce lo può togliere, mentre niuno può impedire, che non avvenga quel, che Dio vuole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il P. Giovan Taulero (appresso il P. Sangiurè Erar. to 3, e’ l P. Nieremb. Vita Div.) narra di se stesso, che avendo egli pregato per molti anni il Signore a mandargli chi gli insegnasse la vera vita spirituale, un giorno udì una voce, che gli disse: Va alla tal Chiesa, ed alla porta trova un misero mendico, scalzo, e tutto lacero; lo saluta: Buon giorno, amico. Il povero risponde: Signor maestro, io non mi ricordo giammai d’aver avuto un giorno cattivo. Il Padre replicò: Iddio vi dia una felice vita. Ripigliò quegli; Ma io non sono stato mai infelice. E poi soggiunse: Udite, Padre mio, non a caso io ho detto non aver avuto alcun giorno cattivo, perché quando ho fame, io lodo Dio; quando fa neve, o pioggia io lo benedico: se alcuno mi disprezza, mi scaccia, se provo altra miseria, io sempre ne do gloria al mio Dio. Ho detto poi, che non sono stato mai infelice, e ciò anch’ è vero, poich’ io sono avvezzo a volere tutto ciò, che vuole Dio senza reserba; perciò tutto quel, che m’ avviene o di dolce, o di amaro, io lo ricevo dalla sua mano con allegrezza, come il meglio per me, e questa è la mia felicità.E se mai, ripigliò il Taulero, Dio vi volesse dannato, voi che direste? Se Dio ciò volesse (rispose il mendico), io coll’umiltà, e coll’amore mi abbraccierei col mio Signore, e lo terrei sì forte, che se egli volesse precipitarmi all’Inferno, sarebbe necessitato a venir meco, e così poi mi sarebbe più dolce essere con lui nell’inferno, che posseder senza lui tutte le delizie del cielo. Dove avete trovato voi Dio, disse il Padre? E quegli: Io l’ho trovato, dove ho lasciate le creature. Voi chi siete? E’ l povero: Io sono Re. E dove sta il vostro Regno? Sta nell’anima mia, dove io tengo tutto ordinato, le passioni ubbidiscono alla ragione, e la ragione a Dio. Finalmente il Taulero gli domandò, che cosa l’avea condotto a tanta perfezione? E’ stato (rispose) il silenzio, tacendo cogli uomini per parlare con Dio; e l’unione, che ho tenuta col mio Signore, in cui ho trovata, e trovo tutta la mia pace. Tale in somma fu questo povero per l’unione, ch’ ebbe colla divina volontà; egli fu certamente nella sua povertà più ricco, che tutti i Monarchi della terra, e ne’ suoi patimenti più felice che tutti i mondani colle loro delizie terrene.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_edbteOwlbdM/SnQ5WwOjZaI/AAAAAAAAAA0/teT8pWGEIEE/s320/S.Alfonso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_edbteOwlbdM/SnQ5WwOjZaI/AAAAAAAAAA0/teT8pWGEIEE/s320/S.Alfonso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-2511079631529903350?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/2511079631529903350/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/uniformita-alla-volonta-di-dio-terza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2511079631529903350'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2511079631529903350'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/uniformita-alla-volonta-di-dio-terza.html' title='Uniformità alla Volontà di Dio - Terza parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_edbteOwlbdM/SnQ5WwOjZaI/AAAAAAAAAA0/teT8pWGEIEE/s72-c/S.Alfonso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-3793449991085011231</id><published>2011-09-05T17:49:00.001+02:00</published><updated>2011-09-05T17:50:09.625+02:00</updated><title type='text'>Il figlio è il più grande regalo di Dio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VctVBzZ5El0/TmTvG7Le_MI/AAAAAAAAASA/X6CdJRTLdHw/s1600/madre_teresa_bambini_N.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="236" src="http://3.bp.blogspot.com/-VctVBzZ5El0/TmTvG7Le_MI/AAAAAAAAASA/X6CdJRTLdHw/s320/madre_teresa_bambini_N.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Oggi la Chiesa ha ricordato la figura della Beata Teresa di Calcutta. Vogliamo qui proporre una sua riflessione molto bella, soprattutto in tempi come questi in cui è presente la piaga dell'aborto come non mai. Per questi motivi cerchiamo di cogliere attraverso le parole della Beata Teresa l'importanza dei figli:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Quando vi sentite indisposti, quando vi sentite turbati, quando provate la tentazione di fare qualcosa di male, quando - se per caso sei madre senti il desiderio di fare a meno di tuo figlio, prega, rivolgiti a Dio:&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;«Dio mio, aiutami! Proteggimi in questa fase di tentazione».&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Lui sarà lì a offrirvi la guida e l'aiuto per restare in sua presenza.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Il Giappone è un bel paese.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Il Giappone annovera persone magnifiche.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Ma non dimenticate che può essere distrutto se non accettate i figli.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Il figlio costituisce il regalo più bello di Dio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Voi siete qui presenti oggi perché i vostri padri e le vostre madri vi hanno amato.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Avrebbero potuto anche non amarvi, ma effettivamente vi desiderarono e vi amarono.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Rendiamo grazie a Dio di trovarci qui, per poter condividere con altri questo stesso amore, per poter permettere a Dio di offrire ad altri il suo amore e la sua misericordia.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-3793449991085011231?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/3793449991085011231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/il-figlio-e-il-piu-grande-regalo-di-dio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3793449991085011231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/3793449991085011231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/il-figlio-e-il-piu-grande-regalo-di-dio.html' title='Il figlio è il più grande regalo di Dio'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VctVBzZ5El0/TmTvG7Le_MI/AAAAAAAAASA/X6CdJRTLdHw/s72-c/madre_teresa_bambini_N.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4050226516552027671</id><published>2011-09-04T18:12:00.000+02:00</published><updated>2011-09-04T18:12:40.641+02:00</updated><title type='text'>Dove sono due o tre...</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di don Luca Orlando Russo:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;In un contesto come il nostro in cui l'individualismo la fa da padrone, la liturgia della Parola di questa domenica crea non poche difficoltà e suona ai nostri orecchi come eccessiva. Le parole di Gesù, poi, non solo ci invitano alla comune responsabilità, ma vanno ben oltre. Se, infatti, desideriamo fare esperienza della sua presenza - afferma Gesù - è necessario condividere almeno con qualcuno il nostro cammino di fede. La persona di Gesù si rende presente, stando alle sua parole, tutte le volte che condividiamo l'ascolto della sua parola e l'esperienza di fede che da questo ascolto scaturisce, con una o più persone. Questo significa che il cammino cristiano di fede è un'esperienza, al tempo stesso, personale e di gruppo. Non si dà cammino di fede se manca un cammino di gruppo, con tutto quello che ciò comporta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo tutti confessare che più volte abbiamo pensato che il nostro rapporto con Gesù, quale unico mediatore del nostro incontro con Dio, potesse bypassare la relazione con gli altri e svolgersi in un rapporto individuale. Condividere l'ascolto della Parola e l'esperienza di fede che dall'ascolto scaturisce non è cosa semplice, anzi talvolta si rivela un cammino che ben presto fa emergere paure, gelosie e rivalità. Non è un caso che molti, causa la difficile relazione con gli altri, rinunciano ad un percorso di fede e ripiegano per una relazione personale cadendo nell'errore di una religione fai da te. A tal proposito le parole di Benedetto XVI all'ultimo incontro mondiale con i giovani risultano molto efficaci: «&lt;em&gt;Cari giovani, permettetemi che, come Successore di Pietro, vi inviti a rafforzare questa fede che ci è stata trasmessa dagli Apostoli, a porre Cristo, il Figlio di Dio, al centro della vostra vita. Però permettetemi anche che vi ricordi che seguire Gesù nella fede è camminare con Lui nella comunione della Chiesa. Non si può seguire Gesù da soli. Chi cede alla tentazione di andare "per conto suo" o di vivere la fede secondo la mentalità individualista, che predomina nella società, corre il rischio di non incontrare mai Gesù Cristo, o di finire seguendo un'immagine falsa di Lui&lt;/em&gt;».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;Risultano molto più chiare ora le parole di Gesù circa la necessità della correzione fraterna all'interno della comunità. Il fratello o la sorella che con noi condividono un cammino di fede sono un dono prezioso che non possiamo perdere senza cercare di fare del nostro meglio per evitare che smarrisca la strada. È la consapevolezza, infatti, della preziosità di ciascun fratello e sorella che ci fa sentire responsabili anche del suo cammino. L'esperienza ci dice che è molto difficile praticare la correzione fraterna perché chi la esercita spesso non si domanda prima se nel suo cuore c'è la consapevolezza che il fratello o la sorella da correggere sono da lui ritenuti un tesoro prezioso. Resta comunque vero che noi non diventeremo mai migliori senza gli altri.&lt;br /&gt;Buona domenica e buona settimana!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4050226516552027671?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4050226516552027671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/dove-sono-due-o-tre.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4050226516552027671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4050226516552027671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/dove-sono-due-o-tre.html' title='Dove sono due o tre...'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-5193101157166926049</id><published>2011-09-03T17:59:00.001+02:00</published><updated>2011-09-03T17:59:33.956+02:00</updated><title type='text'>Riflettendo con la storia di San Marino</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/68950/68950C.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/68950/68950C.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;Oggi, la Chiesa Cattolica celebra San Marino, noto per essere fondatore di uno Stato e patrono della Repubblica che porta il suo nome e cioè la Repubblica di San Marino. Oggi vogliamo invitarvi a riflettere sulla storia e a leggere uno spunto riflessivo di Enza che ci ricorda come Dio usi ogni mezzo, anche il più impensabile, per condurre l'uomo alla salvezza:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Nel 257 d.C. Diocleziano emana un editto per la ricostruzione delle mura di Rimini. Tra i tagliatori di pietra e incisori arrivati, due sono destinati a rimanere nella storia: Marino e Leo. Essi vengono inviati sul monte titano per estrarre e lavorare la roccia: vi rimangono ben tre anni. In seguito Leo si ferma sul monte Feretrio o Feltro, scavandosi una celletta nella roccia e costruendo con i compagni un piccolo oratorio. L’insediamento prenderà il nome di San Leo. Marino sceglie di ritirarsi sul monte Titano dove fonda una piccola comunità di cristiani. Il terreno però è proprietà di Felicissima, il cui figlio si reca sul posto per scacciare Marino. Presagendo le intenzioni del ragazzo, il Santo prega la Provvidenza affinché lo aiuti. In quell’istante Verissimo cade a terra paralizzato a braccia e gambe. La madre si precipita dal santo per chiedergli perdono e offrirgli tutto quanto desideri. Egli risponde che per se non desidera nulla, quanto piuttosto la loro conversione e il loro Battesimo. Felicissima acconsente, Verissimo guarisce e tutta la famiglia si converte al cristianesimo. Come ringraziamento la donna offre in dono a Marino il monte Titano. Egli, ordinato  diacono dal Vescovo di Rimini, continua la sua vita di preghiera, di penitenza e di ritiro e, il 3 settembre, forse nel 301, muore. E’ sepolto nella chiesa che egli stesso aveva eretto e dedicato a San Pietro. Di lui si raccontano grandi prodigi, come la guarigione di una peccatrice dalmata posseduta dal demonio o l’addomesticamento di un orso. E’ l’unico santo fondatore di uno Stato e patrono della Repubblica che porta il suo nome.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Mentre leggevo questa storia ho riflettuto su come Dio utilizzi ogni mezzo per portare alla salvezza gli uomini, persino l’omicida e barbaro “Diocleziano”. Pure San Marino e San Leo sono stati usati da Dio che li ha inviati come intagliatori, per portare la fede in quei posti. Diocleziano è stato ispirato per rifare il muro; Dio ha mandato i due santi come lavoratori, mostrando così la sua grandezza e la sua misericordia nell’operare i miracoli.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Auguri a tutti i Marino e agli abitanti di San Marino&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-5193101157166926049?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/5193101157166926049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/san-marino.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5193101157166926049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/5193101157166926049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/san-marino.html' title='Riflettendo con la storia di San Marino'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4675539938318511545</id><published>2011-09-02T19:38:00.000+02:00</published><updated>2011-09-02T19:38:48.415+02:00</updated><title type='text'>Uniformità alla Volontà di Dio - Seconda parte</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Essendo saltato l'appuntamento mercoledì scorso, proponiamo oggi la continuazione della meditazione di Sant'Alfonso Maria dé Liguori che si è soffermato sull'uniformità alla Volontà del Signore, tema molto importante per ogni cristiano di buona volontà:&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Se dunque vogliamo compiacere appieno il cuore di Dio, procuriamo in tutto di conformarci alla sua divina volontà; e non solo di conformarci, ma uniformarci a quanto Dio dispone. La conformità importa, che noi congiungiamo la nostra volontà alla volontà di Dio; ma l’uniformità importa di più, che noi della volontà divina, e della nostra ne facciamo una sola, sì che non vogliamo altro se non quello, che vuole Dio, e la sola volontà di Dio sia la nostra. Ciò è il sommo della perfezione, a cui dobbiamo sempre aspirare; questa ha da esser la mira di tutte le nostre opere, di tutti i desideri, meditazione, e preghiere. In ciò abbiamo da pregare ad ajutarci tutti i nostri santi Avvocati, i nostri Angeli Custodi, e sopratutto la divina Madre Maria, la quale perciò fu la più perfetta di tutti i Santi, perché più perfettamente ella abbracciò sempre la divina volontà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il forte sta nell’abbracciare la volontà di Dio in tutte le cose che avvengono o prospere, o avverse ai nostri appetiti. Nelle cose prospere anche i peccatori ben sanno uniformarsi alla divina volontà; ma i santi si uniformano anche nelle contrarie, e dispiacenti all’amor proprio. Qui si vede la perfezione del nostro amore a Dio. Diceva il V. S. Giovanni Avila: Vale più un benedetto sia Dio nelle cose avverse, che sei milia ringraziamenti nelle cose a voi dilettevoli. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di più bisogna uniformarci al divina volere, non solo nelle cose avverse, che ci vengono direttamente da Dio, come sono le infermità, le desolazioni di spirito, la povertà, laorte de’ parenti, e simili; ma ancora in quelle, che ci vengono per mezzo degli uomini, come sono i dispregi, l’infamie, l’ingiustizie, i furti, e tutte le sorte di persecuzioni. In ciò bisogna intendere, che quando noi siamo offesi da alcuno nella fama, nell’onore, ne’ beni, benchè il Signore non voglia il peccato di colui, vuole nondimeno la nostra umiliazione, la nostra povertà, e mortificazione. E’ certo, e di fede, che quanto avviene nel mondo, tutto avviene per divina volontà. Ego Dominus formans lucem et tenebras, faciens pacem, et creans malum. (Is. 45.7) Da Dio vengono tutti i bene e tutti i mali, cioè tutte le cose a noi contrarie, che noi chiamiamo falsamente mali; perché in verità sono beni, quando noi gli prendiamo dalle sue mani. Si erit malum in civitate, quod Dominus non fecerit? disse il Profeta Amos 3.6. E prima lo disse il Savio; Bona et mala, vita et mors a Deo sunt. (Eccl. 12.14) E’ vero, come ho detto, che allorchè un uomo ti offende ingiustamente, Dio non vuole il peccato di colui, nè concorre alla malizia della di lui volontà; ma ben concorre col concorso generale all’azione materiale, colla quale quel tale ti percuote, ti ruba o t’ ingiuria; sì che l’offesa, che tu patisci, certamente la vuole Dio, e dalle sue mani ti viene. Perciò il Signore disse a Davide, ch’ egli era l’autore dell’ingiurie, che dovea fargli Assalonne, sino a torgli le mogli davanti ai suoi occhi; e ciò in castigo de’ suoi peccati: Ecce ego suscitabo super te malum de domo tua, et tollam uxores tuas in oculis tuis, et dabo proximo tuo. (2 Reg. 12.11) Perciò disse anche agli Ebrei, che in pena delle loro iniquità avrebbe mandati gli Assiri a spogliarli, e rovinarli: Assur virga furoris mei . . . mandabo illi ut auferat spolia, et diripiat praedam. (Is. 10.5) Spiega S. Agostino: Impietas eorum tamquam securis Dei facta est. (In Ps. 37) Dio si servì dell’iniquità degli Assiri, come d’una mannaja per castigare gli Ebrei. E Gesù medesimo disse a S. Pietro, che la sua passione, et morte, non tanto gli veniva dagli uomini, quanto dal suo medesimo Padre: Calicem quem dedit mihi Pater, non vis ut bibam illum? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giobbe allorchè venne il nunzio (che vogliono essere stato il demonio) a dirgli, che i Sabei si aveano tolte tutte le di lui robe, e gli aveano uccisi i figli; il Santo che rispose: Dominus dedit, Dominus abstulit. (1.21) Non disse il Signore m’ ha dati i figli, i beni, ed i Sabei me gli han tolti; ma il Signore me gli ha dati, ed il Signore gli ha tolti; perché bene intendeva, che quella perdita era voluta da Dio, e perciò soggiunse: Sicut Domino placuit, ita factum est: sit nomen Domini benedictum. (ibid) Non bisogna dunque prendere i travagli, che ci avvengono, come succeduti a saco, o per sola colpa degli uomini, bisogna star persuaso, che quanto ci accade, tutto accade per volontà divina: quicquid hic accedit contra voluntatem nostram, noveris non accidere nisi de voluntate Dei. (D. August. in Ps. 148. Epitetto, ed Atone, Rosweid. l.1), felici Martiri di Gesù Cristo, posti dal Tiranno alla tortura, stracciati con uncini di ferro, brustoliti con torce ardenti, altro non diceano: Signore, si faccia in noi la tua volontà. E giunti al luogo del supplicio, proferirono ad alta voce: Siate benedetto, o Dio eterno, poiché la vostra volontà è stata in noi adempita in tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Narra Cesario (lib. 10, c.6) che un certo Religioso, benchè non fosse punto differente dagli altri nell’esterno, non però era giunto a tal santità, che col solo tatto delle sue vesti guariva gl’infermi. Il suo Superiore di ciò maravigliandosi gli disse un giorno, come mai facesse tali miracoli, non facendo una vita più esemplare degli altri. Quegli rispose, che ancor esso se ne maravigliava, e che non ne sapeva il perché. Ma qual divozione voi praticate, ripigliò l’Abbate? Rispose il buon Religioso ch’ egli niente o poco faceva, se non che aveva sempre avuta un gran cura di volere solo ciò, che Dio voleva, e che il Signore gli aveva fatta questa grazia, di tenere abbandonata la sua volontà totalmente in quella di Dio. La prosperità (disse) non mi solleva, nè l’avversità mi abbatte, perché io prendo ogni cosa dalle mani di Dio, ed a questo fine tendono tutte le mie orazioni, cioè, che la sua volontà perfettamente in me si adempia. E di quel danno (ripigliò il Superiore), che l’altr’ jeri ci fece quel nostro nemico in toglierci il nostro sostentamento, mettendo fuoco al podere dov’ erano le nostre biade, i nostri bestiami, voi non aveste alcun risentimento? No, Padre mio, egli rispose; ma al contrario ne rendei grazie a Dio, come lo soglio fare in simili accidenti, sapendo che Dio tutto fa, o permette per gloria sua, e per nostro maggio bene, e con ciò vivo sempre contento per ogni cosa, che avviene. Ciò inteso l’Abbate, vedendo in quell’anima tanta uniformità alla volontà divina, non restò più maravigliato, che facesse sì gran miracoli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_edbteOwlbdM/SnQ5WwOjZaI/AAAAAAAAAA0/teT8pWGEIEE/s320/S.Alfonso.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/_edbteOwlbdM/SnQ5WwOjZaI/AAAAAAAAAA0/teT8pWGEIEE/s320/S.Alfonso.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4675539938318511545?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4675539938318511545/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/uniformita-alla-volonta-di-dio-seconda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4675539938318511545'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4675539938318511545'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/09/uniformita-alla-volonta-di-dio-seconda.html' title='Uniformità alla Volontà di Dio - Seconda parte'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_edbteOwlbdM/SnQ5WwOjZaI/AAAAAAAAAA0/teT8pWGEIEE/s72-c/S.Alfonso.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8870848896988268490</id><published>2011-08-31T19:01:00.000+02:00</published><updated>2011-08-31T19:01:23.512+02:00</updated><title type='text'>Rinascere dall'Alto</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://files.splinder.com/97a09be7b457f85b829bd41b9c4a559d_medium.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://files.splinder.com/97a09be7b457f85b829bd41b9c4a559d_medium.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Oggi la Chiesa Cattolica celebra, insieme a San Giuseppe d'Arimatea, la figura di San Nicodemo: scopriamo di chi si tratta attraverso la lettura del Vangelo e meditiamo il significato del suo incontro con Gesù attraverso il commento dei&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp; Monaci Benedettini Silvestrini:&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Vi era tra i farisei un uomo di nome Nicodèmo, uno dei capi dei Giudei. Costui andò da Gesù, di notte, e gli disse: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Gli rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio».&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;Gli disse Nicodèmo: «Come può nascere un uomo quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?». Rispose Gesù: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Assistiamo e partecipiamo ad un colloquio notturno. Ci interessano i due interlocutori Gesù e Nicodemo. Questi porta con sé una sincera ammirazione per Gesù che certamente condividiamo: «Rabbì, sappiamo che sei venuto da Dio come maestro; nessuno infatti può compiere questi segni che tu compi, se Dio non è con lui». Forse dobbiamo condividere anche i limiti della sua fede e il bisogno di una ulteriore illuminazione. Egli si reca di notte dal Signore e ciò per timore dei giudei: la notte non solo la mancanza della luce del sole, ma anche il buio della mente e del cuore. La paura poi denota una ulteriore debolezza, l'incapacità di essere testimone, anche e soprattutto quando si è circondati da persona che non la pensano come noi. È il rispetto umano che talvolta frena la libera professione della nostra fede. È per questo che Gesù ci ripete: «In verità, in verità io ti dico, se uno non nasce da acqua e Spirito, non può entrare nel regno di Dio».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Bisogna quindi rinascere per vedere. Bisogna far morire in noi l'uomo vecchio, annebbiato dal peccato, per essere creatura nuova in Cristo. Già nel battesimo abbiamo avuto potenzialmente la nostra rinascita come figli di Dio, ma poi con la libera adesione e con le nostre opere, dobbiamo confermare la novità che ci è stata data in dono. Infatti Gesù conferma il suo pensiero dicendoci ancora: «In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio». E aggiunge: «Quello che è nato dalla carne è carne, e quello che è nato dallo Spirito è spirito. Non meravigliarti se ti ho detto: dovete nascere dall'alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito».&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Lo Spirito che ci fa rinascere sarà il dono di Cristo ai suoi Apostoli e li trasformerà da pavidi in intrepidi araldi del suo Vangelo. Lo stesso Spirito sarà la forza vincente della chiesa di Cristo e di ogni suo seguace. Il vero rinnovamento, la vera rinascita, la vita nuova la possiamo attingere solo da quella arcana forza divina, che riversata nei nostri cuori, ci rende capaci di uscire dalla notte, di rinascere come creature nuove e di essere infine testimoni autentici e credibili della risurrezione di Cristo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/90954/90954A.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8870848896988268490?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8870848896988268490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/rinascere-dallalto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8870848896988268490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8870848896988268490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/rinascere-dallalto.html' title='Rinascere dall&apos;Alto'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8988902874358569274</id><published>2011-08-30T18:10:00.000+02:00</published><updated>2011-08-30T18:10:50.840+02:00</updated><title type='text'>Il combattimento cristiano</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_QpOv6YszG0U/THgNdodWf2I/AAAAAAAAAHQ/mGgF3Y6oGpw/s1600/Sant'Agostino.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/_QpOv6YszG0U/THgNdodWf2I/AAAAAAAAAHQ/mGgF3Y6oGpw/s320/Sant'Agostino.JPG" width="245" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Concludiamo la giornata che ci ha fatto riscoprire la figura di Sant'Agostino d'Ippona, attraverso la lettura di un passo tratto da una sua opera di morale pastorale "Il combattimento cristiano" che si sofferma proprio sulla lotta spirituale sostenuta da ogni cristiano che intenda seguire il Vangelo:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;1. 1. La corona della vittoria non si promette se non a coloro che combattono. Nelle divine Scritture, inoltre, troviamo con frequenza che si promette a noi la corona, se vinceremo. Ma per non dilungarci a richiamare molti passi, presso l’apostolo Paolo si legge con molta chiarezza: Ho compiuto la mia opera, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede, ora mi resta la corona di giustizia 1. Dobbiamo dunque conoscere quale sia questo avversario, vinto il quale, saremo incoronati. È quello stesso che il Signore nostro vinse per primo, sicché anche noi, se perseveriamo in lui. E perciò la Potenza e la Sapienza di Dio 2 e il Verbo, per mezzo del quale furono fatte tutte le cose 3, che è il Figlio unigenito, rimane immutabile al di sopra di ogni creatura. E poiché sotto di Lui sta anche la creatura che non ha peccato, quanto più sta sotto di Lui ogni creatura peccatrice? E poiché sotto di Lui sono tutti gli angeli santi, molto più a Lui sono sottoposti gli angeli prevaricatori, di cui il diavolo è il capo. Ma poiché quest’ultimo aveva ingannato la nostra natura, l’unigenito Figlio di Dio si è degnato di assumere la nostra stessa natura, affinché da essa stessa fosse vinto il diavolo, e quello che il Figlio di Dio ha sottoposto a sé, fosse sottoposto anche a noi. È appunto quello che indica quando dice: Il principe di questo mondo è stato cacciato fuori 4. Non perché il diavolo è stato cacciato fuori dal mondo, come credono alcuni eretici, ma fuori dalle anime di coloro che aderiscono alla parola di Dio e non amano il mondo, di cui egli è il capo; infatti egli domina su quelli che amano le cose temporali, che sono contenute in questo mondo visibile, non perché egli sia padrone di questo mondo, ma perché è fonte di tutte quelle cupidige, per le quali si brama tutto ciò che è passeggero, cosicché a lui sono soggetti quelli che trascurano l’eterno Dio ed amano le cose caduche e mutevoli. La radice di tutti i mali è la cupidigia: seguendo la quale alcuni hanno deviato dalla fede e si sono da sé tormentati con molti dolori 5. Per mezzo di questa cupidigia il diavolo regna sull’uomo e occupa il suo cuore. Tali sono tutti quelli che amano questo mondo. Il diavolo poi è cacciato fuori, quando di tutto cuore si rinuncia a questo mondo. Così infatti si rinuncia al diavolo, che è principe di questo mondo, quando si rinuncia a ciò che è corrotto, alle pompe e ai suoi corifei. Ecco perché lo stesso Signore, avendo già assunto trionfalmente la natura dell’uomo, disse: Sappiate che io ho vinto il mondo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;2.2. Molti poi dicono: come possiamo noi vincere il diavolo che non vediamo? Ma noi abbiamo un maestro il quale si è degnato di mostrarci in che modo si vincono i nemici invisibili. Di lui infatti dice l’Apostolo: Spogliandosi della carne, fu modello ai principati e alle potestà, trionfando con sicurezza su di loro in se stesso 7. Dunque si vincono le invisibili potenze a noi ostili là dove si vincono le invisibili cupidige. E perciò poiché in noi stessi vinciamo le brame delle cose temporali, è necessario che in noi stessi vinciamo anche colui che regna nell’uomo per mezzo delle stesse cupidige. Quando infatti fu detto al diavolo: Mangerai terra, fu detto al peccatore: Tu sei polvere e in polvere ritornerai 8. Il peccatore fu dunque dato in pasto al diavolo. Facciamo in modo di non essere terra, se non vogliamo essere divorati dal serpente. Come infatti ciò che mangiamo lo convertiamo nel nostro corpo, affinché lo stesso cibo si trasformi in ciò che noi siamo secondo il nostro corpo, così a causa dei cattivi costumi per mezzo della malvagità e della superbia e dell’empietà ciascuno diventa ciò che è il diavolo, cioè simile a lui, ed è sottoposto a lui, come il nostro corpo è soggetto a noi. E questo è ciò che si dice, essere mangiato dal serpente. Chiunque pertanto teme quel fuoco che fu preparato per il diavolo ed i suoi angeli 9, si sforzi di trionfare su di lui in se stesso. Infatti quelli che ci combattono all’esterno, noi li vinciamo internamente, col vincere le concupiscenze per mezzo delle quali essi ci dominano. E attirano con sé nelle pene quelli che troveranno simili a sé.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;3. 3. Così dice anche l’Apostolo che in se stesso combatte le potenze esterne. Dice infatti: Non dobbiamo noi combattere contro la carne e il sangue, ma contro i principi e le potestà di questo mondo, contro coloro che governano queste tenebre, contro gli spiriti di malizia negli spazi celesti 10. Cielo infatti è chiamato anche questo spazio, dove i venti e le nubi e le tempeste e i turbini si avvicendano; come infatti anche la Scrittura dice in molti passi: E il Signore tuonò dal cielo 11; e gli uccelli del cielo 12 e i volatili del cielo 13; essendo chiaro che gli uccelli volano nell’aria. Anche noi abitualmente chiamiamo cielo quest’aria: infatti quando domandiamo intorno al tempo sereno o nuvoloso, talvolta diciamo: "com’è l’aria?", talvolta: "com’è il cielo?". Dico ciò affinché nessuno pensi che i cattivi demoni abitano là dove Dio dispose il sole, la luna e le stelle. Questi cattivi demoni perciò l’Apostolo chiama spirituali 14, perché anche gli angeli cattivi sono chiamati spiriti nelle divine Scritture. Perciò egli li chiama rettori di queste tenebre, perché chiama tenebre gli uomini peccatori, sui quali questi dominano. Perciò dice in un altro passo: Voi foste infatti una volta tenebre; ma ora siete luce nel Signore 15; perché da peccatori erano stati giustificati. Non pensiamo dunque che il diavolo con i suoi angeli abiti nelle sommità del cielo, donde crediamo che egli sia caduto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;4. 4. Così infatti errano i manichei, i quali affermano che prima della creazione del mondo vi era stato un popolo di tenebre che si ribellò contro Dio. Quegli sventurati credono che in quella guerra Dio onnipotente non poté altrimenti aiutare se stesso se non inviando una parte di sé contro quella razza. I principi di quella razza, come essi dicono, divorarono la parte di Dio e si organizzarono in modo tale che il mondo potesse essere costruito da loro. Così affermano che Dio giunse alla vittoria con grandi disgrazie e tormenti e miserie delle sue membra; queste membra, dicono, essersi poi mescolate alle viscere tenebrose dei loro principi, per calmarli e frenarli dal loro furore. E non capiscono che la loro setta è tanto sacrilega da credere che Dio onnipotente abbia combattuto con le tenebre non per mezzo della creatura che egli aveva fatto, ma per mezzo della sua propria natura: credere ciò è un’empietà. Né affermano solo ciò, ma anche che quelli stessi che furono vinti divennero migliori per il fatto che il loro furore fu frenato e che la natura di Dio, che in realtà vinse, divenne miserrima. Dicono anche che essa per questa mescolanza abbia perduto l’intelletto e la sua felicità e si sia trovata implicata in gravi errori e rovine. Se dicessero che la natura di Dio si sia in parte completamente purificata, affermerebbero tuttavia una grande empietà contro Dio onnipotente, del quale una parte crederebbero essere stata esposta per tanto tempo ad errori e pene senza alcuna responsabilità di peccato. Ora quegli sventurati osano dire che non può purificarsi tutta completamente, e che quella stessa parte che non si è potuta purificare, è destinata alla necessità di essere avvolta e legata alla rovina del sepolcro; e così una parte di Dio che per niente ha peccato rimane sempre ivi misera, ed è punita in eterno col carcere delle tenebre. Questo essi dicono per ingannare le anime semplici. Ma chi è così semplice da non accorgersi che sono cose sacrileghe quando affermano che Dio onnipotente è stato oppresso dalla necessità, così da permettere che la sua parte buona e innocente fosse ricoperta da tante grandi rovine e macchiata da tanta immondezza e non potesse liberarla completamente, e legasse con vincoli eterni ciò che non ha potuto liberare? Chi dunque non rigetterebbe simili cose? Chi non capirebbe che queste cose sono empie e nefande? Ma essi quando ingannano gli uomini non parlano di questi argomenti per primo; se ne parlassero sarebbero derisi o sarebbero respinti da tutti; scelgono invece quei capitoli delle Scritture che gli uomini semplici non capiscono e per mezzo di quelli ingannano le anime inesperte, domandando loro donde provenga il male. Così fanno a proposito di un testo dell’Apostolo dov’è scritto: I principi di queste tenebre e gli spiriti del male nei cieli 16. Quegli ingannatori cercano l’uomo che non comprende le divine Scritture e gli dicono donde siano in cielo i principi delle tenebre; così non avendo egli potuto rispondere, possano trascinarlo attraverso la loro curiosità; poiché ogni anima ignorante è curiosa. Chi invece conosce bene la fede cattolica ed è munito di buoni costumi e vera pietà, sebbene ignori la loro eresia, tuttavia risponde loro. Né può essere ingannato colui che ormai conosce quello che appartiene alla fede cristiana, che è chiamata cattolica, diffusa nel mondo, protetta dalla Provvidenza divina contro tutti gli empi e i peccatori e quelli suoi che la trascurano.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;5. 5. Abbiamo dunque detto che l’apostolo Paolo ha affermato che noi lottiamo contro i capi delle tenebre e le potenze spirituali del male che abitano nei cieli, e abbiamo anche provato che questo spazio aereo prossimo alla terra si chiama cielo; bisogna credere che noi combattiamo contro il diavolo e i suoi angeli, i quali godono dei nostri turbamenti. Lo stesso Apostolo infatti in un altro passo chiama il diavolo principe della potenza dell’aria 17. Sebbene il passo dove dice: Gli spiriti del male che occupano gli spazi celesti 18, si possa intendere diversamente, di modo che egli non ha detto che sono gli stessi angeli prevaricatori negli spazi celesti, ma piuttosto noi, dei quali in altro passo dice: La nostra dimora è nei cieli 19, affinché noi stabiliti negli spazi celesti, cioè camminando nei precetti spirituali di Dio, combattiamo contro gli spiriti del male che tentano di distrarci di là. Perciò bisogna cercare di più in che modo possiamo combattere e vincere contro quelli che non vediamo, affinché gli stolti non pensino che noi dobbiamo combattere contro l’aria.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;6. 6. Pertanto lo stesso Apostolo insegna dicendo: Io non combatto per così dire battendo l’aria, ma castigo il mio corpo e lo riduco in servitù, affinché predicando agli altri, per caso non sia io riprovato 20. Quindi aggiunge: Siate miei imitatori come anch’io lo sono di Cristo 21. Perciò bisogna intendere che anche lo stesso Apostolo abbia trionfato in se stesso delle potenze di questo mondo 22, come aveva detto del Signore di cui si professa imitatore 23. Imitiamo dunque anche noi lui, come ci esorta e castighiamo il nostro corpo e riduciamolo in schiavitù, se vogliamo vincere il mondo. Poiché questo mondo ci può dominare per mezzo dei piaceri illeciti e le vanità e la pericolosa curiosità, cioè quelle cose che allettano gli amanti dei piaceri temporali con dannoso piacere in questo mondo e li costringono a servire al diavolo ed ai suoi angeli: se abbiamo rinunziato a tutte queste cose, riduciamo il nostro corpo in schiavitù.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;7. 7. Ma affinché nessuno chieda in che modo dobbiamo sottomettere il nostro corpo a schiavitù, si può facilmente capire e può avvenire se sottomettiamo a Dio per prima noi stessi con buona volontà e sincera carità. Infatti ogni creatura voglia o non voglia è soggetta a un solo Dio e suo Signore. Ma di ciò siamo ammoniti, a servire al Signore Dio nostro con tutta la volontà. Poiché il giusto serve liberamente, l’ingiusto invece serve in catene. Tutti però servono alla divina Provvidenza; ma alcuni obbediscono come figli e con essa fanno ciò che è bene, altri poi sono legati come schiavi e di essi avviene ciò che è giusto. Così Dio onnipotente, Signore di tutte le creature, il quale creò tutte le cose, com’è scritto, assai buone 24 le ha ordinate in modo che riesca del bene dalle cose buone e dalle cose cattive. Ciò che si fa con giustizia è fatto bene. Giustamente i buoni sono beati e giustamente i cattivi pagano le pene. Dio dunque ricava il bene e dai buoni e dai cattivi, poiché fa tutto con giustizia. Buoni sono coloro che con tutta la loro volontà servono a Dio; i cattivi servono per necessità: nessuno sfugge infatti alle leggi dell’Onnipotente. Ma altro è fare ciò che la legge comanda, altro è sopportare ciò che la legge comanda. E quindi i buoni agiscono secondo le leggi, i cattivi soffrono secondo le leggi.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;7. 8. E non ci sconvolga il fatto che in questa vita secondo la carne che essi portano, i giusti sopportino molti mali gravosi e difficili. Infatti, non soffrono alcun male coloro che ormai possono dire ciò che quell’uomo spirituale, l’Apostolo, canta con esultanza e predica dicendo: Noi ci vantiamo anche nelle tribolazioni, ben sapendo che la tribolazione produce la pazienza, la pazienza la virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato 25. Se dunque in questa vita, dove vi sono tanti grandi travagli, gli uomini buoni e giusti, quando sopportano tali sofferenze, possono non solo tollerarle con animo sereno, ma anche gloriarsi nell’amore di Dio, che cosa pensare di quella vita che ci è promessa, dove nessuna molestia sentiremo da parte del corpo? In effetti il corpo dei giusti non risorgerà per lo stesso scopo per cui risorgerà il corpo degli empi. Come sta scritto: Tutti risorgeremo, ma non tutti saremo trasformati 26. E affinché nessuno creda che questa trasformazione non è promessa ai giusti, ma piuttosto agli ingiusti, e non consideri che essa procuri pena, l’Apostolo prosegue e dice: E i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati 27. Tutti i cattivi dunque sono ordinati in modo tale che ciascuno nuoce a se stesso e tutti si danneggiano vicendevolmente. Infatti desiderano ciò che è amato in modo pernicioso e ciò che ad essi può essere facilmente portato via; e queste cose portano via a se stessi a vicenda quando si perseguitano. E così sono angustiati coloro ai quali vengono tolti i beni temporali, perché li amano; al contrario coloro che se ne impossessano, godono. Ma una siffatta gioia è cecità e somma miseria: infatti coinvolge ancor più l’anima conducendola a tormenti sempre più grandi. Anche il pesce è contento, quando, non vedendo l’amo, divora l’esca. Ma appena il pescatore comincia a tirarlo, per primo vengono attorcigliate le sue viscere, in seguito, da tutto quel piacere per mezzo di quella stessa esca dalla quale era stato attratto, è trascinato alla morte. Similmente accade di tutti coloro che si reputano felici per i beni terreni. Abboccano, infatti, all’amo, e con quello vanno errando. Verrà il tempo quando sentiranno quanti tormenti avranno divorato con l’avidità. E ai buoni non arrecano danno per nulla, perché viene tolto loro ciò che essi non amano. Infatti, nessuno può loro sottrarre ciò che essi amano, e per cui sono felici. Il tormento del corpo affligge miseramente le anime malvagie, invece purifica fortemente quelle buone. Così avviene che l’uomo cattivo e l’angelo cattivo combattono per disposizione della divina Provvidenza, ma ignorano quale bene Dio trae da loro. E quindi vengono ricompensati non per i meriti del loro servizio, ma per i meriti della loro malizia.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-8988902874358569274?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/8988902874358569274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/il-combattimento-cristiano.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8988902874358569274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/8988902874358569274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/il-combattimento-cristiano.html' title='Il combattimento cristiano'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_QpOv6YszG0U/THgNdodWf2I/AAAAAAAAAHQ/mGgF3Y6oGpw/s72-c/Sant&apos;Agostino.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-2266144033049113869</id><published>2011-08-29T18:41:00.000+02:00</published><updated>2011-08-29T18:41:44.502+02:00</updated><title type='text'>Perseguitato a causa della Verità</title><content type='html'>&lt;span style="font-size: large;"&gt;Oggi la Chiesa Cattolica ricorda il martirio di San Giovanni Battista, un uomo mite che ha vissuto la sua vita in totale distacco dalle cose terrene. Il suo martirio viene narrato dettagliatamente nel Vangelo di Marco: dalla narrazione evangelica sappiamo già che egli era stato arrestato tempo prima, sicuramente a causa delle continue prediche del profeta che "imbarazzavano" il povero Erode che però non nutriva in sé odio, tant'è che dal Vangelo di Marco scopriamo che a volere la morte del Battista altri non è che la moglie di Erode! Infatti, San Giovanni Battista, nelle sue prediche,chiamava in causa proprio Erodiade in quanto ella non poteva esser presa in moglie da Erode, perché già moglie di Filippo, fratello di Erode. Venendo meno a questo comando, Erode aveva commesso un peccato molto grave poiché aveva violato la Legge di Dio impunemente e giustamente San Giovanni Battista lo aveva più volte ripreso, a gran voce.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Erode non vuole però nuocere al profeta e lo fa solamente rinchiudere: ma Erodiade sembra non veder l'ora di poter togliere di mezzo il Battista e sicuramente lo avrebbe fatto immediatamente, se non fosse stato per Erode, così come ci ricorda l'evangelista Marco. Alla fine, attraverso un sottile gioco psicologico, approfittando di una situazione favorevole (un giuramento di Erode alla figlia Salome), riesce ad ottenere ciò che voleva e cioè la testa del Battista. Ma quale il motivo di tanto odio e risentimento? Proprio la testimonianza della Verità che Erodiade non voleva ascoltare, perché così avrebbe perso la giustificazione al proprio peccato e chissà se i sensi di colpa non avrebbero cominciato a farsi sentire nel suo cuore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Questo è comunque un evento carico di significato profetico: infatti, San Giovanni Battista lo possiamo quasi definire come uno dei primi martiri cristiani, pronto a sacrificare la propria vita per amore della Verità rappresentata da Gesù Cristo. Dopo di lui, moltissimi altri cadranno allo stesso modo, per aver dato testimonianza a Cristo e alla Verità che Egli aveva trasmesso agli uomini. Se San Giovanni Battista rappresenta il perseguitato a causa della Verità, Erodiade rappresenta invece l'altra faccia della medaglia e cioè il persecutore che non vuole ascoltare quella Verità che smaschera le tenebre e risveglia la coscienza. Badate bene che questo è ciò che avviene ancora oggi: appena la Chiesa alza la voce contro il peccato, subito si alza lo stuolo di accusatori che tenta di minarne la credibilità e di attaccarne le fondamenta, anche quelle storiche. Ciò avviene, ad esempio, quando il Papa si esprime contro l'aborto, l'eutanasia, l'omosessualità e tutti quei peccati che oggi si vogliono liberalizzare in nome di una modernità fasulla: infatti, la Parola di Dio è eterna ed il peccato non muta a seconda del tempo. Ciò che è immorale, resta tale anche attraverso il tempo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Per questo, carissimi, non dobbiamo meravigliarci se il mondo continua ad accusare la Chiesa e a perseguitarne i membri coraggiosi che evangelizzano anche in quelle terre dove la persecuzione fisica è all'ordine del giorno: fintantoché ci saranno persone come Erodiade che &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;amano&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; il peccato e che non vogliono ascoltare chi &lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;sottolinea&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt; il loro peccato, allora ci saranno le persecuzioni, le infamie, gli attacchi e tutto ciò che ne consegue. La Chiesa Cattolica è il San Giovanni Battista di questa generazione (ed ovviamente di quelle passate e future): la sua voce non potrà dunque esser soffocata né dalla minaccia, né dall'intimidazione e né tantomeno dagli attacchi demagogici e anticlericali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_W62R-_t11II/SLhmTUcmn5I/AAAAAAAAAoQ/HQHN3Mnwvs8/S249/8_29_baptist2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/_W62R-_t11II/SLhmTUcmn5I/AAAAAAAAAoQ/HQHN3Mnwvs8/S249/8_29_baptist2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-2266144033049113869?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/2266144033049113869/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/perseguitato-causa-della-verita.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2266144033049113869'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2266144033049113869'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/perseguitato-causa-della-verita.html' title='Perseguitato a causa della Verità'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_W62R-_t11II/SLhmTUcmn5I/AAAAAAAAAoQ/HQHN3Mnwvs8/s72-c/8_29_baptist2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-4046068129721350905</id><published>2011-08-28T21:45:00.001+02:00</published><updated>2011-08-28T21:48:23.816+02:00</updated><title type='text'>Da "Le Confessioni" di Sant'Agostino</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-GcQXHp7q_lA/TlqasV3neSI/AAAAAAAAARw/iaqysfGtCTY/s1600/Sant%2527Agostino.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-GcQXHp7q_lA/TlqasV3neSI/AAAAAAAAARw/iaqysfGtCTY/s1600/Sant%2527Agostino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Eccezionalmente oggi pubblichiamo un secondo post conclusivo a memoria di Sant'Agostino d'Ippona del quale abbiamo celebrato la memoria in questa giornata. Pubblichiamo uno stralcio da "Le Confessioni" del celebre Dottore della Chiesa:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;Dal Libro XIII de "Le Confessioni" di Sant'Agostino d'Ippona, Vescovo e Dottore della Chiesa:&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: #f2f2f2; line-height: 18px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: large;"&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center" style="margin-bottom: 1em; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;Invocazione a Dio buono&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 1em; margin-top: 1em; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: inherit; font-size: x-large;"&gt;&lt;i&gt;1. 1. T’invoco, Dio mio, misericordia mia, che mi hai creato e non hai dimenticato chi ti ha dimenticato. T’invoco nella mia anima, che prepari a riceverti col desiderio che le ispiri. Non trascurare ora la mia invocazione. Tu mi hai prevenuto prima che t’invocassi, insistendo con appelli crescenti e multiformi affinché ti ascoltassi da lontano e mi volgessi indietro chiamando te che mi richiamavi. Tu, Signore, cancellasti tutte le mie azioni cattive e colpevoli per non dover punire le mie mani, con cui ti ho fuggito; prevenisti invece tutte le mie azioni buone e meritevoli, per poter premiare le tue mani, con cui mi hai foggiato. Tu esistevi prima che io esistessi, mentre io non esistevo così che potessi offrirmi il dono dell’esistenza. Eccomi invece esistere grazie alla tua bontà, che prevenne tutto ciò che mi hai dato di essere e da cui hai tratto il mio essere. Tu non avevi bisogno di me, né io sono un bene che ti possa giovare, Signore mio e Dio mio. Il mio servizio non ti risparmia fatiche nell’azione, la privazione del mio ossequio non menoma la tua potenza, il mio culto per te non equivale alla coltura per la terra, così che saresti incolto senza il mio culto. Io ti devo servizio e culto per avere da te la felicità, poiché da te dipende la mia felicità.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-4046068129721350905?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/4046068129721350905/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/da-le-confessioni-di-santagostino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4046068129721350905'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/4046068129721350905'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/da-le-confessioni-di-santagostino.html' title='Da &quot;Le Confessioni&quot; di Sant&apos;Agostino'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-GcQXHp7q_lA/TlqasV3neSI/AAAAAAAAARw/iaqysfGtCTY/s72-c/Sant%2527Agostino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-2914119781057391232</id><published>2011-08-28T19:19:00.001+02:00</published><updated>2011-08-28T19:19:53.586+02:00</updated><title type='text'>Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.vitatrentina.it/var/vitatrentina/storage/images/media/imported_images/con_brosio_al_cristo_pensante/passo_rolle_-_il_cristo_e_la_croce_-_trekking_del_cristo_pensante/656661-1-ita-IT/passo_rolle_-_il_cristo_e_la_croce_-_trekking_del_cristo_pensante_imagelarge.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.vitatrentina.it/var/vitatrentina/storage/images/media/imported_images/con_brosio_al_cristo_pensante/passo_rolle_-_il_cristo_e_la_croce_-_trekking_del_cristo_pensante/656661-1-ita-IT/passo_rolle_-_il_cristo_e_la_croce_-_trekking_del_cristo_pensante_imagelarge.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di&amp;nbsp;mons. Gianfranco Poma:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Il brano che la Liturgia della domenica XXII del tempo ordinario ci offre, (Mt.16,21-27) fa parte della sezione del Vangelo di Matteo, nella quale si alternano fatti e dialoghi con cui Gesù manifesta la preoccupazione di formare i discepoli che saranno la base della sua Chiesa, in particolare Pietro, la roccia sulla quale essa sarà edificata. Siamo nel cuore della rivelazione evangelica: l'identità di Gesù, la Chiesa, l'identità di Pietro, archetipo di tutti i discepoli, la relazione tra Gesù e i suoi discepoli, la novità della relazione con Dio, la novità dell'esperienza che Gesù propone a chi lo segue, in rapporto all'esperienza ebraica sulla quale rimane innestata, sono i temi presenti in questa pagina che la Liturgia ci ripropone. Si tratta di una pagina nella quale lo sfondo dell'Antico Testamento è evidente: uno studio attento deve ricollocare il Vangelo nel contesto dell'esperienza ebraica nel quale è nato, per poter comprendere la sua radicale novità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente". A questa professione di fede di Pietro, Gesù risponde: "Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli". Se formalmente la professione di fede di Pietro potrebbe essere ricondotta all'attesa dell'A.T., la risposta di Gesù rivolta personalmente a Pietro, lo conduce a prendere coscienza di una radicale novità: "né la carne né il sangue" cioè non un semplice ragionamento umano e neanche la semplice appartenenza alla tradizione del suo popolo hanno fatto conoscere a Pietro l'identità profonda di Gesù, ma una rivelazione personale del Padre. Gesù è il Figlio del Dio vivente, mandato all'umanità, e lo è in senso reale, non nel senso generico nel quale anche il re, o ogni uomo nell'A.T. è chiamato figlio di Dio. Gesù rivela a Pietro che il Padre gli ha aperto la via per un'esperienza nuova: entrare nell'intimità della vita del Figlio, per gustare l'esperienza della vita di Dio. Anche Paolo parla della rivelazione del Figlio di Dio comunicata a lui, quasi in termini identici (Gal.1,16): questa rivelazione ha fatto di Paolo l'apostolo, e di Pietro la roccia sulla quale Gesù ha edificato la Chiesa, contro la quale le forze del male non prevarranno. Gesù, questo concreto "Tu" al quale Pietro parla, è il Figlio del Dio vivente, è questo "Uomo" attraverso il quale Dio dona al mondo l'inesauribile ricchezza del suo amore: nessuna forza del male potrà mai prevalere sull'Amore che è Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Da questa esperienza di Pietro, prende inizio una storia nuova, la storia della manifestazione di Gesù, il Figlio del Dio vivente, la manifestazione misteriosa dell'Amore che è Dio, e prende inizio la storia della conversione di Pietro chiamato ad abbandonare le categorie umane con cui normalmente pensa Dio, l'uomo e il rapporto tra l'uomo e Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"Da quel momento, scrive Matteo, Gesù cominciò a mostrare ai suoi discepoli." Ogni parola del Vangelo, in questo contesto, richiede la nostra attenzione: la professione di fede di Pietro è un nuovo inizio. Adesso Pietro ha una chiave interpretativa nuova della storia: il verbo "iniziare" ha un valore grande nella Bibbia. Non per nulla la prima parola della Bibbia, come pure del Vangelo di Marco e di Giovanni, è proprio "in principio". Nel corpo dei Vangeli l' "inizio" segna sempre l'azione di Gesù: Gesù fa nuove le cose, le apre ad un senso sempre nuovo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Adesso Gesù comincia a "mostrare", non costruisce nuove teorie, anzi, sottolinea ancora più di prima la concretezza della sua vita, l'aderenza alla quotidianità della sua storia: "comincia a mostrare" che cosa significhi essere il Figlio del Dio vivente, vivere tutto nella dimensione del Figlio del Dio vivente, vivere nel tempo e nella storia, nel frammento, nella fragilità, nel limite, l'infinito dell'Amore di Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"Comincia a mostrare": è l'inizio del guardare la storia non scandalizzandosi di Dio, è l'inizio di uno sguardo sulla storia che non terminerà più.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;"Gesù cominciò a mostrare ai suoi discepoli che bisogna che egli vada a Gerusalemme, soffra molto da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti, degli scribi e venga ucciso e poi risorga il terzo giorno": la costruzione raffinata della frase con il passaggio dei verbi dall'aoristo al presente, ci invita a pensare che, se Gesù parla della propria esperienza, nello stesso tempo vede in essa, simbolicamente presente tutta la storia. In questa frase sintetizza tutta la sua esperienza filiale: "bisogna" che egli viva abbandonato totalmente nel Padre, dal quale riceve tutto. Bisogna che ascolti la Parola del Padre e la viva come volontà di amore, sempre, perché il Padre ama il Figlio. Bisogna che vada a Gerusalemme per mostrare al suo popolo che cosa significhi essere il popolo di Dio. Bisogna che soffra da parte di coloro che pensano di conoscere la Parola di Dio e di poterla gestire, ma in realtà l'hanno rinchiusa in una legge che uccide la libertà e uccide l'uomo. Bisogna che discenda, svuotandosi di ogni idolatria di potere o di autoaffermazione per essere soltanto ciò che il Padre vuole che sia, per essere solo strumento della forza del Padre che è Amore. Tutto questo perché bisogna che "il terzo giorno risorga": "il terzo giorno" non è una indicazione cronologica, ma qualitativa, è il giorno senza tramonto, è il tempo pieno di senso. Il Figlio vive solo del Padre che lo genera: solo svuotandosi di ciò che è inautentico, ipocrita, idolatrico comincia a vivere di ciò che vale, solo vivendo di amore vive di Dio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;L'esperienza di Pietro dà inizio alla storia della presenza del Figlio del Dio vivente con gli uomini e dà inizio (la traduzione italiana omette lo stesso verbo "cominciò") alla storia della sua fede, della fede della Chiesa e della fede di ogni credente. La professione di fede è l'inizio del cammino di fede di Pietro: anche Paolo, il grande apostolo ha dovuto imparare a spogliarsi di se stesso, ad ascoltare le parole del Signore: "Ti basta la mia grazia: la forza si manifesta pienamente nella debolezza" (2Cor. 12,9). A Pietro, entusiasta, generoso, appassionato del suo Signore, Gesù, subito, ha rivolto la sua Parola, forte, ma piena di amore: "Tu mi sei di ostacolo, perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini". Anche Paolo chiede ai suoi discepoli: "Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente, santo e gradito a Dio. Non conformatevi alla mentalità di questo mondo, ma trasformatevi rinnovando la vostra mente, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto". (Rom.12,2). A Pietro, alla Chiesa, a ciascuno di noi Gesù chiede di porci, in ogni momento la domanda: "Io penso secondo Dio o secondo il mio pensiero umano?" Il Figlio del Dio vivente ci chiede di abbandonare il nostro modo umano di pensare, di valutare, di progettare il successo, la riuscita, dimenticando che la forza di Dio passa attraverso la fragilità, l'abbandono in Lui, la nostra Croce, l'Amore.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-2914119781057391232?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/2914119781057391232/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/se-qualcuno-vuol-venire-dietro-me.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2914119781057391232'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/2914119781057391232'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/se-qualcuno-vuol-venire-dietro-me.html' title='Se qualcuno vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-9205027504679244218</id><published>2011-08-27T18:55:00.000+02:00</published><updated>2011-08-27T18:55:33.354+02:00</updated><title type='text'>Monica e Agostino in estasi a Ostia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/24200/24200.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://www.santiebeati.it/immagini/Original/24200/24200.JPG" width="275" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;Oggi la Chiesa Cattolica ha celebrato la figura di Santa Monica, madre di Sant'Agostino d'Ippona. Santa Monica è stata una continua perseveranza: possiamo dire, senza tentennamento alcuno, che lei incarna la parola perseveranza, in quanto non ha mai perso né la fede né la speranza, nemmeno quando il marito e il figlio le davano continui dolori. La preghiera è stata la sua compagna di vita ed è proprio attraverso la preghiera incessante che è sbocciato quel fiore che noi conosciamo come Sant'Agostino. Per questo noi vogliamo oggi ricordarla, per dare speranza e forza a tutte le mamme che oggi lottano per educare e guidare i propri figli in una società che propina modelli di forte diseducazione e di scristianizzazione: la vogliamo ricordare attraverso il ricordo di suo figli Agostino che nelle "Confessioni" si sofferma su di un particolare episodio di incontro ed estasi...:&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Pochi giorni prima che lei morisse... accadde, credo per misteriosa disposizione delle tue vie, che ci trovassimo lei ed io soli... C’era un grande silenzio... Parlavamo, fra noi, soavissimamente, dimentichi del passato e protesi verso l’avvenire. Ci domandavamo, davanti alla presenza della verità e cioè di te, o Signore, quale fosse mai quella vita eterna dei beati che “nessun occhio vide, nessun orecchio udì, che rimane inaccessibile alla mente umana”.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Aprivamo avidamente il nostro cuore al fluire celeste della tua fonte, la fonte della vita, che è in te, per esserne un poco irrorati, per quanto era possibile alla nostra intelligenza, e poterci così formare un’idea di tanta sublimità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;Eravamo giunti alla conclusione che qualsiasi piacere dei sensi del corpo, anche nel maggior splendore fisico, non solo non deve essere paragonato alla felicità di quella vita, ma nemmeno nominato; ci rivolgemmo poi con maggior intensità d’affetto verso l’“Ente in sé”, ripercorrendo a poco a poco tutte le creature materiali fin su al cielo da cui il sole, la luna e le stelle mandano la loro luce sulla terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E la nostra vista interiore si spinse più in alto, nella contemplazione, nell’esaltazione, nell’ammirazione delle tue opere; e arrivammo al pensiero umano, e passammo oltre, per raggiungere le regioni infinite della tua inesauribile fecondità, nelle quali nutri Israele con il cibo della verità, dove la vita è la sapienza che dà l’essere a tutte le cose presenti, passate e future: ed essa non ha successione, ma è come fu, come sarà, sempre. Anzi meglio, non esiste in lei un “fu”, un “sarà”, ma solo “è”, perché è eterna: il fu e il sarà non appartengono all’eternità.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;E mentre parlavamo e anelavamo ad essa la cogliemmo un poco con lo slancio del cuore e sospirando vi lasciammo unite le primizie dello spirito per ridiscendere al suono delle nostre labbra, dove la parola trova il suo inizio e la sua fine. Quale possibilità di confronto tra essa e il tuo Verbo, che permane in se stesso, e non invecchia e rinnova tutto? (Confessioni X).&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4763091659130660976-9205027504679244218?l=riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/feeds/9205027504679244218/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/monica-e-agostino-in-estasi-ostia.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/9205027504679244218'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4763091659130660976/posts/default/9205027504679244218'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://riflettiamoinsiemenellavigna.blogspot.com/2011/08/monica-e-agostino-in-estasi-ostia.html' title='Monica e Agostino in estasi a Ostia'/><author><name>La Piccola Vigna</name><uri>http://www.blogger.com/profile/02601740197272610910</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='31' src='http://2.bp.blogspot.com/_XW-tlJ-V4N8/TEcfzOYM2LI/AAAAAAAAADs/7mr0i2yE1MU/S220/La+Vigna.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4763091659130660976.post-8415459539990793063</id><published>2011-08-26T19:06:00.002+02:00</published><updated>2011-08-26T19:19:59.673+02:00</updated><title type='text'>Omelia Card. Angelo Bagnasco: Io sono il Buon Pastore</title><content type='html'>&lt;b&gt;Carissimi, terminiamo la nostra giornata sulla Vigna meditando sul sacerdozio attraverso l'omelia pronunciata dal Cardinale Angelo Bagnasco lo scorso 3 Luglio:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Omelia del Cardinale Angelo Bagnasco&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Santuario di Montignoso, Diocesi di Volterra,&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;3 luglio 2011&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Carissimi Fratelli e Sorelle nel Signore&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Sono lieto di essere con voi per la gioia di due nuovi Sacerdoti. Mi unisco alla riconoscenza che la Famiglia dei Servi del Cuore Immacolato di Maria eleva al divino Maestro, sapendo che il Sacerdote è un grande dono non solo per la Chiesa ma anche per l'umanità intera. Se da una parte con questo dono il Signore vuol farvi sentire la sua presenza e la sua guida, dall'altra conferma e rilancia la gioia e lo zelo sacerdotali perché siamo Pastori generosi del suo popolo. Ogni anima, infatti, merita tutta l nostra attenzione e dedizione, perché è salvata dal preziosissimo sangue di Cristo, è amata dal suo infinito amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Carissimi Don Andrea e Don Daniele, state per diventare Sacerdoti di Cristo: per sempre suoi, per sempre della Chiesa, figli di questo Istituto religioso intitolato e dedicato al Cuore Immacolato di Maria. Per sempre! Come deve risuonare forte e dolce questo "per sempre": ai vostri cuori, ma anche ai nostri, di noi già Sacerdoti che in voi rinnoviamo i sentimenti, le emozioni, i propositi della nostra Ordinazione!&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;1. Prostrati sulla nuda terra&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;La Liturgia di consacrazione è di per sé eloquente e commovente. Basta guardare e lasciarsi prendere dalla bellezza del rito. Tra poco vi prostrerete sulla nuda terra e in quel gesto esprimerete la coscienza di essere di fronte al mistero grande di Dio; la coscienza di essere piccola cosa, ma che Dio chiama a sé, per sé e per il mondo. Anche Mosè e i Profeti, nell'Antico Testamento, fecero tale esperienza: essi cercarono di tirarsi indietro intimoriti. Si prostrarono a piedi nudi davanti al Signore e chiesero di essere esonerati tanto sentivano la propria indegnità di fronte alla grandezza e al peso della missione. Ma Dio non si è tirato indietro: li ha sedotti con la forza dell'amore. Vedervi prostrati ci ricorderà quello che noi siamo: il Signore ci ha scelti nonostante noi. Non dimenticatelo mai: vi preserverà da pensieri sciocchi di vanità, da ambizioni inutili, da protagonismi dannosi per voi e per le anime. Ricordate che soprattutto i giovani, oggi, sono esigenti nei confronti del Sacerdote. Lo vogliono vedere accanto a loro ma migliore in tutto, dall'esterno all'interno: vogliono cogliere – e restano feriti quando vedono il contrario – la nobiltà dei sentimenti, la trasparenza del cuore, la disponibilità fino al sacrificio, la capacità di ascolto, la pazienza, la delicatezza del gesto, la compostezza della persona. Ma, soprattutto, vogliono vedere nel Sacerdote l'uomo di Dio, colui che sa insegnare a loro la via del cielo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;2. Le litanie dei Santi&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Sopra le vostre persone prostrate invocheremo i Santi. E' un altro gesto della Liturgia che ha un grande e commovente valore. Ciò che sta per accadere in voi è talmente grande che la Chiesa sente di dover invocare tutto il Cielo. E' come se l'orizzonte terreno venisse meno e si spalancassero le porte del Paradiso: con la certezza della fede saremo trasportati in alto come da un vortice di luce, come in cima al mondo. Ciò che accade, infatti, - il dono del sacerdozio – è per il mondo intero, e l'Eucaristia che celebrerete ogni giorno è la ripresentazione del sacrificio del Calvario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: large;"&gt;Dall'alto di quel monte scende il sangue e l'acqua della
