Riflettiamo Insieme

nella vigna ...

Inno alla vita di Giovanni Paolo II

Nella Giornata degli stati vegetativi, ci viene spontaneo racchiuderci in preghiera per la vita. Anche la Vigna del Signore vuole pregare per la vita e lo facciamo proponendo l'inno alla vita del Venerabile Giovanni Paolo II:


La vita è dono meraviglioso di Dio e nessuno ne è padrone, l'aborto e l'eutanasia sono tremendi crimini contro la dignità dell'uomo, la droga è rinuncia irresponsabile alla bellezza della vita, la pornografia è impoverimento e inaridimento del cuore. La malattia e la sofferenza non sono castighi ma occasioni per entrare nel cuore del mistero dell'uomo; nel malato, nell'handicappato, nel bambino e nell'anziano, nell'adolescente e nel giovane, nell'adulto e in ogni persona, brilla l'immagine di Dio. La vita è un dono delicato, degno di rispetto assoluto: Dio non guarda all'apparenza ma al cuore; la vita segnata dalla Croce e dalla sofferenza merita ancora più attenzione, cura e tenerezza. Ecco la vera giovinezza: è fuoco che separa le scorie del male dalla bellezza e dalla dignità delle cose e delle persone; è fuoco che riscalda di entusiasmo l'aridità del mondo; è fuoco d'amore che infonde fiducia ed invita alla gioia.

Preghiera Semplice

Signore, fa di me
uno strumento della Tua Pace:
Dove è odio, fa ch'io porti l'Amore,
Dove è offesa, ch'io porti il Perdono,
Dove è discordia, ch'io porti l'Unione,
Dove è dubbio, ch'io porti la Fede,
Dove è errore, ch'io porti la Verità,
Dove è disperazione, ch'io porti la Speranza,
Dove è tristezza, ch'io porti la Gioia,
Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce.
Maestro, fa che io non cerchi tanto
Ad esser consolato, quanto a consolare;
Ad essere compreso, quanto a comprendere;
Ad essere amato, quanto ad amare.
Poiché, così è:
Dando, che si riceve;
Perdonando, che si è perdonati;
Morendo, che si risuscita a Vita Eterna.
(San Francesco d'Assisi)

Con timore e trepidazione

Concludiamo la giornata liturgica attraverso l'ormai consueto appuntamento di meditazione con le riflessioni di noti sacerdoti e movimenti religiosi. Oggi riflettiamo attraverso le parole di mons. Roberto Brunelli

"Voi siete il sale della terra, la luce del mondo" dice Gesù ai suoi discepoli nel passo odierno (Matteo 5,13-16) del discorso della montagna. Con queste parole egli affida a chi vuole porsi al suo seguito un compito grandioso, entusiasmante: dare sapore, cioè un senso, uno scopo alto, alle realtà che invece troppi vivono come avvilenti perché subìte o banali; fare luce allo spirito di chi è disperato, di chi è cieco o semplicemente addormentato, e perciò non vede il bene esistente intorno a sé, né quello che è possibile realizzare. Essere sale, essere luce per il mondo: magnifica prospettiva, ma difficile; anzi, chi ha coscienza dei propri limiti è tentato di ritenerlo impossibile.
Una risposta all'obiezione viene dalla seconda lettura, costituita da un altro passo della lettera di Paolo che la liturgia ci presenta in questo periodo. Anche lui si sentiva inadeguato ad essere sale e luce del mondo; ma non per questo si trattenne dal fare quanto era in suo potere per testimoniare Colui che l'aveva mandato. In proposito, scrisse: "Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l'eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso. Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio" (1Corinzi 2,1-5).
Si legge negli Atti degli apostoli (17,16-34) che, prima di giungere a Corinto, Paolo era passato dalla vicina Atene, considerata il principale centro intellettuale del mondo antico. L'ansia apostolica che lo pervadeva indusse Paolo ad annunciare il vangelo anche là, e dinanzi a un'accolta di filosofi tenne un discorso erudito, ricco degli accorgimenti retorici che rientravano allora nel bagaglio degli oratori; ma malgrado ciò, egli fece fiasco: tranne pochissimi, gli ascoltatori se ne andarono con commenti sarcastici. Paolo imparò la lezione: passato a Corinto, abbandonò ogni sapienza umana e annunciò il vangelo, come poi scrisse loro, con un discorso diretto, presentando le realtà della fede nella loro immediata concretezza, pur se poteva apparire sconcertante: invitò a seguire uno che era finito sulla croce, vale a dire uno che gli ascoltatori potevano considerare un fallito.
Umanamente sembra, quella dell'apostolo, una condotta poco accorta, quasi autolesionistica. Ma, come egli stesso spiega nella lettera, così facendo emerge che in realtà la fede non deriva dai bei discorsi di qualcuno: deriva dalla "potenza di Dio". L'apostolo, il missionario, il sacerdote, il catechista, la mamma premurosa che insegna le preghiere al suo bambino, e chiunque altro si renda disponibile a testimoniare il vangelo con le parole e l'esempio, può benissimo avere coscienza di essere debole, può senz'altro affrontare l'impegno "con molto timore e trepidazione". Ma deve procedere, nell'ancor più forte coscienza di essere soltanto uno strumento nelle mani di Dio: chi sa penetrare nelle menti e nei cuori degli uomini è solo Lui. Dunque, essere sale e luce del mondo è possibile ad ogni cristiano, non per virtù sua, per chissà quali doti o meriti o privilegi, ma perché tramite lui ad operare in realtà è Dio. Anche tutte le iniziative (le scuole, i giornali, le reti televisive, i siti internet eccetera) che i cristiani doverosamente mettono in campo per parlare agli uomini di oggi valgono solo se, e fino a quando, sanno essere non strumenti di potere, non megafoni delle opinioni di qualcuno, ma veicoli del vangelo, strumenti della voce di Dio

Preghiamo insieme

"Una lacrima per i defunti evapora, un fiore sulla tomba appassisce, una preghiera, invece, arriva fino al cuore dell'Altissimo".

Questa è una frase di Sant'Agostino che mostra l'importanza di pregare per i defunti. Oggi, ci uniamo al nostro Mik, nella preghiera per la sua dolce nonna che ci ha lasciati poco tempo fa, con questa preghiera:

Ti supplichiamo, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per l'anima fedele della nonna di Mikhael che per tuo volere ha lasciato questo mondo: degnati di accoglierla nel luogo del refrigerio, della luce e della pace. Le sia concesso di passare oltre le porte di morte e di giungere alla dimora dei beati nella santa luce, che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza. Che la sua anima non soffra pena alcuna, e quando verrà il grande giorno della risurrezione e della ricompensa, degnati, o Signore, di risuscitarla insieme con i tuoi santi ed eletti; perdonarle tutte le sue mancanze e i suoi peccati, perché in te possa ottenere la vita immortale e il regno eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

Preghiera a Santa Giovanna di Valois

Nacque il 23 aprile 1464 da Luigi XI re di Francia e da Carlotta di Savoia. Essendo stato annullato il suo matrimonio con Luigi XII, assistita da san Francesco di Paola, fondò l'Ordine dell'Annunziata approvato dalla Sede Apostolica il 15 febbraio 1501. MorÌ il 4 febbraio 1505 e venne canonizzata dal papa Pio XII il 20 maggio 1950. Paolo VI l'ha proclamata, il 2 febbraio 1968.
 

O promotrice di pietà e operatrice di pace, degnissima Santa Giovanna, che accogliesti con eroica umiltà, spirito di sacrificio e distacco da ogni ricchezza e onore regale, il disprezzo e l’ingratitudine, pur di salvare la carità e la tranquillità dell’ordine nella patria terrena, per tale esimia santità nell’ascoltare e praticare i consigli del Santo di Paola, Francesco, impetraci da Dio un fervido e costante amore alle suddette virtù e un fedele servizio, nella coerente corrispondenza alla vita evangelica e minima. Amen.


Preghiera a San Biagio

Oggi ricorre la celebrazione di San Biagio ed ecco una preghiera per la sua intercessione:

O Glorioso San Biagio, che con una breve preghiera restituisti la perfetta salute ad un bambino, che per una spina di pesce conficcata nella gola stava per emanare l’ultimo respiro, ottieni a noi tutti la grazia di sperimentare l’efficacia della tua protezione in tutte le sofferenze della gola, ma più di tutto di mortificare, con la fede pratica dei precetti della Santa Chiesa, questo senso che può farmi commettere tanti peccati. E tu che con il tuo martirio lasciasti alla Chiesa un’illustre testimonianza della fede, ottienici di conservare questo dono divino e di difendere senza rispetto umano, con le parole e con le opere, la verità della stessa fede, tanto combattuta e denigrata ai giorni nostri. Amen.

Pensieri di San FIlippo Neri

Concludiamo la giornata in cui abbiamo riscoperto la figura di San Filippo Neri, attraverso due suoi pensieri che concernono rispettivamente la preghiera e l'umiltà:

La Preghiera

- L'uomo che non fa orazione è un animale senza ragione.
- Il nemico della nostra salute di nessuna cosa più si contrista, e nessuna cosa cerca più impedire che l'orazione.
- Non vi è cosa migliore per l'uomo che l'orazione, e senza di essa non si può durar molto nella vita dello spirito.
- Per fare buona orazione deve l'anima prima profondissimamente umiliarsi e conoscersi indegna di stare innanzi a tanta maestà, qual è la maestà di Dio, e mostrare a Dio il suo bisogno e la sua impotenza, ed umiliata gettarsi in Dio, che Dio le insegnerà a fare orazione.
- La vera preparazione all'orazione è l'esercitarsi nella mortificazione: perché il volersi dare alla orazione senza questa è come se un uccello avesse voluto incominciar a volare prima di metter le penne.
- Ai giovani diceva: Non vi caricate di troppe devozioni, ma intraprendetene poche, e perseverate in esse. Non tante devozioni, ma tanta devozione.

L'Umiltà

- Figliuoli, siate umili, state bassi: siate umili, state bassi.
- Umiliate voi stessi sempre, e abbassatevi negli occhi vostri e degli altri, acciò possiate diventar grandi negli occhi di Dio.
- Dio sempre ha ricercato nei cuori degli uomini lo spirito d'umiltà, e un sentir basso di sè. Non vi è cosa che più dispiaccia a Dio che l'essere gonfiato della propria stima.
- Non basta solamente onorare i superiori, ma ancora si devono onorare gli eguali e gli inferiori, e cercare di essere il primo ad onorare.
- Per fuggire ogni pericolo di vanagloria voleva il Santo che alcune devozioni particolari si facessero in camera, ed esortava che si fuggisse ogni singolarità. A proposito della vanagloria diceva: Vi sono tre sorta di vanagloria. La prima è Padrona e si ha quando questa va innanzi all'opera e l'opera si fa per il fine della vanagloria. La seconda è la Compagna e si ha quando l'uomo non fa l'opera per fine di vanagloria, ma nel farla sente compiacenza. La terza è Serva e si ha quando nel far l'opera sorge la vanagloria, ma la persona subito la reprime.
- Per acquistare il dono dell'umiltà sono necessarie quattro cose: spernere mundum, spernere nullum, spernere seipsum, spernere se sperni: cioè disprezzare il mondo, non disprezzare alcuno, disprezzare se stesso, non far conto d'essere disprezzato. E soggiungeva, rispetto all'ultimo grado: A questo non sono arrivato: a questo vorrei arrivare.
- Fuggiva con tutta la forza ogni sorta di dignità: Figliuoli miei, prendete in bene le mie parole, piuttosto pregherei Iddio che mi mandasse la morte, anzi una saetta, che il pensiero di simili dignità. Desidero bene lo spirito e la virtù dei Cardinali e dei Papi, ma non già le grandezze loro.

Sezione dedicata alla nostra amica Patrizia:

Il Dolore solo se è accettato e offerto diviene gioia, altrimenti può diventare disperazione. Il maligno tenta sempre di farci imboccare questa strada, che porta alla distruzione di sè e degli altri.
La domanda, il grido ci salva, perchè, come un bambino quando invoca la mamma è aiutato da lei, a maggior ragione o tanto più la nostra Mamma Celeste viene in nostro soccorso, portandoci lo Spirito Consolatore che ci fa ritornare la speranza.

Questo dolore non è capito dagli uomini, difficilmente ci possono aiutare, di solito LO aumentano!

Solo TU Signore ci comprendi totalmente, perchè siamo opera Tua. Fa' o Signore che possiamo amare anche chi non comprendiamo o non ci comprende, grazie. (Patrizia)

Gesù Cristo

Gesù Cristo
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Riflettiamo

Impariamo a soffermarci sulle parole e meditiamone il loro significato

L'importanza della preghiera

Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna. Tutti i beati, eccettuati i bambini, si sono salvati col pregare. Tutti i dannati si sono perduti per non pregare; se pregavano non si sarebbero perduti. E questa è, e sarà la loro maggiore disperazione nell’inferno, l’aversi potuto salvare con tanta facilità, quant’era il domandare a Dio le di lui grazie, ed ora non essere i miseri più a tempo di domandarle

(Sant'Alfonso Maria De' Liguori)

Accrescere la cultura

«Io voglio vivere per Gesù e per la Chiesa. La scienza che serve a farmi vivere sempre più per il Signore e per la Chiesa è la cultura della mia vita e tutta la mia vita di cultura». Ogni giorno, ogni ora, ogni istante io sento il bisogno di accrescere le mie conoscenze. E la Chiesa è una fonte inesauribile di vita e di cultura per me!».

(San Pio da Pietrelcina)

Il dono della Sapienza

Nella Sapienza c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante, senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene, acuto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, senz’affanni. 
Onnipotente, onniveggente e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi. 
È un’emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s’infiltra. 
È un riflesso della Luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà.

Le preghiere dei Santi:

Le preghiere dei Santi:
Noi ci affidiamo a te. Non abbandonarci alla tristezza perché tu, Signore, sei con noi sempre. Tu non ci lascerai un istante. Se non avessi steso la mano, quante volte la nostra fede avrebbe vacillato! Tu, Signore, sei sempre intento ad accogliere le nostre confidenze. Aiutaci a non abbatterci nelle sofferenze fisiche e morali. Non permettere di affliggerci fino a perdere la pace interiore. Fa’ che camminiamo con buona fede, senza inquietudini e sconforti. Noi ci affidiamo a te: prendici la mano e guidaci pur per incogniti sentieri. Insegnaci ad affrontare la prova a mente serena, per amore tuo che la permetti. Donaci di acquistare tesori per la santa eternità. (San Pio da Pietrelcina)

Dio, nostro Padre, tu hai tanto amato gli uomini da mandare a noi il tuo unico Figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria, per salvarci e ricondurci a te. Ti preghiamo, Padre buono, dona la tua benedizione anche a noi, ai nostri genitori, alle nostre famiglie e ai nostri amici. Apri il nostro cuore, affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, fare sempre ciò che egli ci chiede e vederlo in tutti quelli che hanno bisogno del nostro amore. Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo amato Figlio, che viene per dare al mondo la pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.(Venerabile Giovanni Paolo II)

Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, ti rendiamo grazie per il fatto stesso che tu esisti, ed anche perché con un gesto della tua volontà, per l'unico tuo Figlio e nello Spirito Santo, hai creato tutte le cose visibili ed invisibili e noi, fatti a tua immagine e somiglianza, avevi destinato a vivere felici in un paradiso dal quale unicamente per colpa nostra siano stati allontanati. (San Francesco di Assisi)

Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile. E l’uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l’uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te. (Sant'Agostino))

“O Dio di grande Misericordia, bontà infinita, ecco che oggi tutta l’umanità grida dall’abisso della sua miseria alla Tua Misericordia, alla Tua compassione, o Dio, e grida con la voce potente della propria miseria. O Dio benigno, non respingere la preghiera degli esuli di questa terra. O Signore, bontà inconcepibile, che conosci perfettamente la nostra miseria e sai che non siamo in grado di innalzarci fino a Te con le nostre forze, Ti supplichiamo, previenici con la Tua grazia e moltiplica incessantemente su di noi la Tua Misericordia, in modo che possiamo adempiere fedelmente la Tua santa volontà durante tutta la vita e nell’ora della morte. L’onnipotenza della Tua Misericordia ci difenda dagli assalti dei nemici della nostra salvezza, in modo che possiamo attendere con fiducia, come figli Tuoi, la Tua ultima venuta...” (Santa Faustina Kowalska))

Affinché coloro che mi guardano non vedano la mia persona, ma Te in me. Rimani con me. Così risplenderò del Tuo splendore e potrò essere luce per gli altri. La mia luce verrà da Te solo, Gesù, non sarà mio nemmeno un piccolo raggio. Sei Tu che illuminerai gli altri attraverso di me. Ispirami la lode che Ti è più gradita, illuminando gli altri attorno a me. Che io Ti annunci non con le parole ma con l'esempio, con la testimonianza dei miei atti, con lo scatto visibile dell'amore che il mio cuore riceve da Te. Amen. (Madre Teresa di Calcutta))

Signore Gesù, tu hai dato la vita per me: io voglio donare la mia a te. Signore Gesù, tu hai detto: «Amore più grande non c'è che dare la vita per gli amici». Il mio supremo amore sei tu. È sera. Il giorno ormai declina. Resta con me Signore. Voglio seguirti portando la mia croce. Signore, vieni in mio aiuto e guidami nel cammino. La tua voce, Signore, ha un'eco profonda nel mio cuore. Gesù, mio Signore e mio Dio, voglio diventare in tutto simile a te, voglio soffrire e morire con te, per raggiungere con te la gioia della risurrezione. Tu, quel gran Dio che l'universo adora, vivi in me giorno e notte. E sempre la tua voce mi implora e mi ripete: «Ho sete, ho sete di amore»! Anch'io voglio ripetere la tua divina preghiera: ho sete d'amore. Io ho sete d'amore! Sazia la mia speranza, accresci in me, o Signore, il tuo ardore divino. Ho sete d'amore! Quale sofferenza, mio Dio, e come grande! Come vorrei volare da te! Il tuo amore, o Gesù, è il mio solo martirio; perché più brucia d'amore, più desidera amarti l'anima mia. Gesù, fa' che io muoia d'amore per te! (Santa Teresa di Gesù Bambino)