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nella vigna ...

Preghiere per la Confessione e la Santa Comunione (di San Benedetto)

 Concludiamo la giornata che ci ha fatto riscoprire la figura di San Benedetto, attraverso la lettura delle preghiere per la Santa Confessione e la Santa Comunione, tratte dalla celebre "Regola": 

PREGHIERE

PER LA CONFESSIONE E LA COMUNIONE
Prima della Confessione.
 
 O Creatore del cielo e della terra, Re de’ re, Signore dei signori, che m’hai fatto dal niente a tua immagine e somiglianza, e m’hai riscattato col tuo proprio sangue; Te, che io non sono degno né di nominare nè d’invocare e né pur di pensare, supplichevole ed umiliato io prego, affinchè riguardi benignamente a me tuo inutile servo; ed abbi pietà di me, poi che fosti pietoso alla donna Cananea, a Maria di Maddalo, e perdonasti al Pubblicano, e al Ladrone pendente dalla croce. A te confesso, o Padre clementissimo, i peccati miei; i quali, se volessi altrui nasconderli, a te non potrei, Signore. Perdona, o Cristo, a me, 
che pur ora e gravemente t’offesi in pensieri, parole, opere e in tutti i modi ond’io fragile creta e peccatore ebbi agio d’offenderti; — per mia colpa, per mia sola colpa, per mia grandissima colpa. Nondimeno, o Signore, io ti prego per quell’amore che ti trasse di cielo in terra, che ti fe’ benigno al pentito Davidde, che ti mosse a pietà pel peccato di Pietro, di perdonare anche a me, o Signore, di perdonarmi, o Cristo. Tu sei il mio Creatore, il mio Redentore, il mio Signore, il mio Salvatore, il mio Re, il mio Dio: tu sei la mia speranza, la mia fiducia, il mio maestro, il mio soccorso, la mia consolazione, la mia forza, il mio difensore, il mio liberatore, la mìa vita, la mia salute, la mia risurrezione, il mio lume, il mio desiderio, il mio aiuto, il mio protettore. Io supplichevole ti prego: soccorrimi, e sarò salvo; reggimi, difendimi, confortami, consolami, rafforzami, rallegrami, grami, illumina e visita l’anima mia in questa distretta. Io son morto; ma tu risuscitami, perché sono tua fattura ed opera delle tue mani. O signore, non mi discacciare da te; perchè io sono il tuo servo, benché malvagio e indegno e peccatore: però qual che io sia, o buono o malvaggio, son sempre tuo. A chi correrò io per ajuto, se non a te? Se tu mi ributti, chi più vorrà accogliermi? Se tu rivolgi da me la feccia, chi altro mi guarderà? Ricevi dunque benignamente quest’indegno ohe ricorre a te, se ben sia così vile e sudicio di peccato. Perocché s’egli è vile e sudicio, tu lo puoi mondare; se cieco, tu gli puoi restituire la vista; se infermo, tu puoi sanarlo; se morto e sepellito, tu puoi risuscitarlo: conciosiachè la tua misericordia é maggiore della mia iniquità; la tua pietà è maggiore delle mie scelleratezze; e tu puoi rimettere più che io non ho commesso di colpe, e perdonare più peccati che io non mi sono vergognato di fare. Adunque non mi respingere da te, Signore, non guardare alla moltitudine delle mie iniquità; ma, eeeondo la moltitudine delle tue misericordie, abbi pietà di me, e sii benigno a un peccatore sì grande com’io sono. Dì all’anima mia: La tua salute son io. — Perocché tu dicesti: Non vo’ la morte del peccatore, ma più tosto che si converta e che viva. — Convertimi a te, e non t’adirare contro di me. Io ti prego, o Padre elementissimo, e per la tua misericordia ti supplico e chieggo, che tu mi conduca a buon fine, e mi tiri a vero pentimento, ed a fare una schietta confessione e una degna penitenza de’ miei peccati: Così sia.

 (Dopo che avrai così pregato, esamina diligentissimamente la tua coscienza, secondo gli ammaestramenti ricevuti; e considera che male hai fatto peccando, e che ne hai perduto. — Sospira e dubita 
(com’è detto nel quarto libro dell’[[Imitazione di Cristo]][[Categoria:Testi in cui è citato il testo Imitazione di Cristo]]) di essere ancora così carnale e mondano, tanto poco mortificato nelle passioni, tanto inchinevole agli stimoli della concupiscenza; sì mal custodito ne’ sensi esterni, sì sovente smarrito in molte vane fantasie; sì vago delle cose esteriori, sì negligente delle interiori; tanto facile al riso ed alla dissipazione, tanto duro al pianto ed alla compunzione; tanto pronto ai rilassamenti e ai commodi del corpo, tanto mal disposto al rigore ed al fervore; sì curioso a sentir novellare e a rimirare cose aggredevoli, sì lento ad abbracciare le cose umili ed abjette, sì cupido di posseder molto, sì parco nel donare, sì tenace a mettere in serbo; sì sciolto nel parlare, sì incontinente nel tacere; tanto scomposto ne’ modi, tanto petulante negli atti; tanto ghiotto nel mangiare, tanto sordo alla parola di Dio; tanto sollecito del riposo, 
tanto svogliato al lavoro; tanto desto alle favole, tanto sonnacchioso alle cose sacre; tanto desideroso di spacciarti, tanto svagato ad attendere; tanto negligente nelle preghiere, tanto arido d’affetto nel communicarti; sì facile alle distrazioni, sì mal atto a raccoglierti pienamente in te stesso; tanto subito nell’ira, tanto corrente a far dispiacere altrui; sì franco nel giudicare, sì rigido nel riprendere; tanto spensierato nella buona, tanto smarrito nell’avversa fortuna; sì pronto a fare spesso di molti e buoni proponimenti, sì rimesso nel metterli ad effetto. — Ripensa ai comandamenti di Dio, agli obblighi della carità, ai precetti della Chiesa, alle opere della misericordia spirituale e corporale, ai peccati capitali; e vedi in che e come hai peccato in pensieri, in parole e in opere. Fa’ in modo, come se cotesta fosse l’ultima tua confessione, e poi avessi di presente a morire. Puoi ancora meditare sui novissimi, e recitare divotamente i Salmi penitenziali, o soltanto quello che incomincia: Miserere mei Deus. Finalmente, prima di accostarti al confessore, prega Dio così)

 Ricevi, o pietosissimo e clementissimo Signor mio Gesù Cristo, speranza unica della salute dell’anima mia, la confessione che io fo della mie colpe; e dammi, ti prego, compungimento nel cuore e lagrime negli occhi, perchè io pianga notte e di i peccati miei con umiltà e sincerità di affetto. Sia accolta la mia preghiera al tuo cospetto, Signore. Se tu sarai ancora adirato contro di me, a chi mi volgerò per ajuto? Chi avrà pietà delle mie sceleratezze? Ricordati di me, o Signore, che chiamasti la Cananea e il Pubblicano a penitenza, e ti commovesti ai pianto di Pietro. Signor, Iddio, accogli le mie preghiere.O buon Gesù, Salvatore del mondo, che ti offeristi a una morte sì atroce per condurre a salvamento i peccatori, riguarda a me misero peccatore, che invoco il tuo Nome. Se io potei far tanto per perdermi, tu niente perdesti di ciò che bisogna per salvarmi. Perdonami, dunque, o mio Salvatore, ed abbi pietà dell’anima mia peccatrice. Scioglila delle catene; sanala delle sue piaghe. Signor mio Gesù, te io desidero, te cerco, te voglio: mostrami la tua faccia, e sarò salvo. Pertanto, o pietosissimo Signore, pei meriti della purissima e immacolata tua Genitrice sempre Vergine Maria e de’ tuoi Santi, diffondi la tua luce e la tua verità nell’anima mia; affinchè per esse io vi legga, e noti chiaramente tutte le colpe che mi bisogna di confessare e che mi giova di spiegare con dilingenza e contrizione di cuore al ministro tuo, o Signore, che vivi e regni ne’ secoli: Così sia.
Dopo della Confessione.

Signore, io ti supplico pei meriti della beata sempre Vergine tua Genitrice Maria e di tutti i Santi, di gradire ed accogliere questa mia confessione; e a tutto quello che ora ed altre volte mi è mancato di contrizione, di sincerità e di pienezza nella confessione, supplisca la tua pietà e misericordia; secondo le quali degna tu di avermi pienamente e perfettamente come assoluto in cielo, o Dio mio, che vivi e regni ne’ secoli de’ secoli: Così sia.

(Procura di soddisfare prontamente alla penitenza imposta dal Confessore)

Prima della Comunione.

Dice il Signore:

Venite a me, tutti voi che vivete in travagli e siete aggravati; ed io vi ristorerò. Il pane che vi darò, è la mia carne, fatta per dar vita al mondo.

Prendete e mangiate: questo è il mio corpo, il quale sarà tradito per voi: fate ciò per memoria di me.

Chi mangia la mia carne e bee il mio sangue, egli sta in me, ed io in lui.

O Signore, tu mi comandi che io venga a te confidentemente, se io vo’ con te aver parte; e dici: Venite a me.

O parola dolce ed amica all’orecchio del peccatore; con la quale tu, o Signore Iddio mio, inviti il meschino e il poverello alla Comunione del tuo santissimo Corpo! Ma chi sono io, o Signore, perchè osi di accostarmi a te? Ecco, i cieli più alti non ti possono capire, e tu dici: Venite a me tutti. — Se tu, Signore, non le dicessi queste parole, chi potrebbe crederle veraci? E se tu non ci comandassi, chi s’arrischierebbe d’accostarsi?
 
O invisibile Creatore del mondo, Iddio! quanto mirabilmente tu operi con noi! quanto soavemente e graziosamente provvedi ai tuoi eletti, ai quali proferisci per cibo te stesso in Sacramento!

Io ti ringrazio, o buon Gesù, Pastore eterno, che ti sei degnato di ristorare noi poveri e sbanditi col corpo e col sangue tuo prezioso; ed invitarci ancora di partecipare a questi misteri con le parole della tua propria bocca, dicendo: Venite a me, tutti che vivete in travagli e siete aggravati, ed io vi ristorerò. 

Affidato, o Signore, alla tua bontà e misericordia infinita, io infermo mi accosto al Salvatore; affamato ed assetato, al Fonte della vita; mendico, al Re del cielo; servo, al Signore; creatura, al Creatore.

Ma che bene ho io, perchè tu venga a me? Chi sono io, perchè tu mi offra in dono te stesso? Come ardisce il peccatore di venirti innanzi? E tu come ti degni di venire al peccatore? Tu conosci il tuo servo, e sai ch’egli non ha un tanto di bene, che tu così te gli dia.

Adunque io confesso la mia viltà; riconosco la tua bontà, lodo la tua pietà, e ti ringrazio di codesta sovrabbondante carità. Imperocché tu fai tutto questo per tua grazia, non per mìo merito; ed affinchè la tua bontà mi sia più manifesta, e più m’accenda dell’amor tuo, ed a più perfetta umiltà io sia persuaso.

O dolcissimo e benignissimo Gesù, quanta riverenza e quanti ringraziamenti con perpetua lode ti si debbono per ricevere il tuo sacro Corpo, il cui valore nessun uomo al mondo è da tanto, che lo spieghi!

Ma che penserò io nel fare questa Comunione, nell’accostarmi al mio Signore, che io non ho il potere di onorar degnamente, e nondimeno desidero di ricevere divotamente? Che penserò di meglio e di più giovevole, se non umiliarmi profondamente innanzi a te, esaltando la tua infinita bontà verso di me? Pertanto io ti lodo, o mio Dio, e ti esalto in eterno. Disprezzo me stesso, e a te m’assoggetto nel profondo della mia viltà.

Rallegrati, anima mia, e ringrazia Iddio pel dono così nobile e pel conforto tanto singolare che t’ha lasciato in questa valle di pianto. Imperocché quante volte tu fai ricordanza di questo mistero, e ricevi il Corpo di Cristo, tante volte ripeti l’opera della tua redenzione, e sei fatta partecipe dei meriti di Cristo.

 Ecco che io vengo a te, Signore, affinchè in bene mi sia il tuo dono, e mi rallegri nel tuo santo convito, il quale tu hai, o Dio, imbandito al poverello nella tua dolcezza. Ecco che in te si trova tutto quello che io posso e deggio desiderare; perchè tu sei la salute, la redenzione, la speranza, la fortezza, il decoro e la gloria mia. rallegra, dunque, in questo dì l’anima del tuo servo; perocchè a te, o Signore Gesù, ho sollevato l’anima mia.

Or io desidero di riceverti divotamente e riverentemente: anelo di accoglierti in casa mia, per meritare di essere da te benedetto siccome Zaccheo, ed annoverato tra i figliuoli d’Abramo. L’anima mia è desiderosa del tuo Corpo, e il mio cuore arde di unirsi con te. Senza di te io non posso stare; e senza la tua visita io non se come vivere.

Ma poi che non si trova sacrifizio più degno nè satisfazione maggiori per cancellare i peccati, dell’offerta schietta e intera di sè stesso a Dio, ricevi, o mio Dio e Redentore, l’offerta che io ti fo di me stesso. Onde, siccome tu, o Signor mio Gesti Cristo, volontariamente pei nostri peccati ti offeristi a Dio Padre con le mani distese in croce e il corpo ignudo, sicché niente rimase in te, che non fosse offerto in sacrifizio per placare alla Divinità; così io volontariamente oggi ti offerisco me stesso in sacrifizio puro e santo con tutte le forze e gli affetti miei, e come più posso.

Ma poichè, per detto tuo, chi non rinunzia a tutto non può essere tuo discepolo; io ti offerisco me stesso intieramente: e siccome tu desti a me in cibo il corpo e il Sangue tuo, io, prima di mangiare le tue carni, ti offerisco tutte le cose mie, perché io sia tutto di te, e tu in me ti rimanga: e così io ti prego.

Offerta

 O Signore, tutte le cose che sono in cielo e in terra son tue. Io bramo di offerirti me stesso in sacrifizio volontario, e restar tuo per sempre. Signore, nella semplicità del mio cuore io mi ti do oggi eternamente per servo, in ossequio e sacrifizio di perpetua lode.

O Signore, io ti offerisco tutti i peccati e delitti miei, che commisi nel cospetto tuo e dei santi Angeli tuoi dal primo dì che fui in grado di peccare, sino a questo punto, affinchè tu gli abbruci e consumi tutti insieme col fuoco della tua carità, e scancelli ogni loro macchia, e mondi la mia coscienza da ogni bruttura, e mi restituisca la grazia tua, che, peccando, io perdei; concedendomi il perdono più pieno, e ricevendomi benignamente col bacio della pace.

Che posso io fare pe’ miei peccati, se non confessarli umilmente, e piangerli, e invocar senza posa la tua misericordia? Io ti prego di ascoltarmi benevolmente, ora che ti sto innanzi, o mio Dio. Tutti i miei peccati mi lacerano il cuore d’angoscia: non voglio mai più commetterli; ma li piango e piangerò sempre finchè vivrò, pronto a farne penitenza e dartene satisfazione con tutto il poter mio. Perdonami, o Dio, perdonami i miei peccati, pel nome tuo santo: salva quest’anima mia, che tu hai riscattata col prezioso tuo Sangue. Ecco ch’io m’affido alla tua misericordia, e mi metto nelle tue mani. Trattami secondo la tua bontà, non secondo la malizia e l’iniquità mia.

Ti offerisco altresì quanti ho di beni, con tutto che pochi ed imperfetti; affinchè tu li mondi e santifichi, e ti sieno grati ed accettevoli, e sempre più li muti in meglio; ed affinchè tu conduca me, così pigro omicciattolo e da nulla, a fine lodevole e santo.

E ti offerisco insieme tutti i buoni desiderj de’ pii, le necessità de’ parenti, degli amici, de’ fratelli, delle sorelle e di tutti coloro che mi son cari, e di coloro che fecero a me o agli altri un qualche bene per amor tuo; affinchè tutti provino l’ajuto della tua grazia, il tesoro della tua consolazione, la tua protezione nei perigli, la tua liberazione dai travagli; ed affinchè, sottratti a qualsivoglia male, lieti a te rendano le maggiori grazie.

Ancora ti offerisco orazioni propiziatorie per coloro che m’hanno offeso o contristato o vituperato in qualche modo, o mi hanno recato alcun danno e gravezza; e per coloro altresì che per avventura io ho punti comunque, soperchiati e scandolezzati in parole o in fatti, con animo deliberato o sbadatamente; affinchè a tutti insieme tu perdoni i nostri peccati e le reciproche offese.

Svelli, Signore, dagli animi nostri ogni sospetto, sdegno, ira e contesa, tutto ciò che possa offendere la carità ed affievolire la fraterna benevolenza.

Abbi pietà, Signore, abbi pietà di coloro che a te gridano mercè: concedi la tua grazia a chi n’ha di bisogno; e rendici tali, che siam degni di godere i tuoi favori, ed acquistare vieppiù all’eterna beatitudine: Così sia.
 
O dolcissimo ed amantissimo Signore, che io divotamente ora desidero di ricevere! tu sai la mia infermità e le mie necessità onde sono travagliato; in quanti mali e vizj io giaccio; come sovente io sono aggravato, tentato, smarrito e imbrattato di colpe! Or io vengo a te per rimedio, e ti prego di consolarmi e di tormi questa soma di dosso. Parlo a chi tutto sa, a chi sono manifesti tutti i miei secreti, a chi solo mi può in tutto consolare ed ajutare. Tu sai di che beni io abbia speciale bisogno, e quanto io sia scemo d’ogni virtù.

Ecco che io ti sto davanti povero e nudo, per domandar grazia ed implorare misericordia. Ristora questo tuo mendico affamato; accendi la mia freddezza col fuoco del tuo amore; illumina la mia cecità con lo splendore della tua presenza. Fa’ che mi sappia amaro ogni terreno diletto, ch’io sopporti con pazienza ogni gravezza ed avversità, che dimentichi ed abbia a vile ogni bassa creata còsa. Solleva in cielo a te il mio cuore, e non consentire che io mi svaghi tra le mondane vanità. Dammi che io trovi ogni dolcezza in te solo da oggi in poi sino alla fine; perocchè tu solo sei il mio cibo e la mia bevanda, l’amor mio, la mia gioja, la mia dolcezza, il mio bene supremo.

Oh che sarebbe, se tu m’accendessi tutto colla tua presenza, e in te mi consumassi e mi trasfondessi, sicché io facessi con te un solo spirito per grazia d’intima unione e per istruggimento d’interno amore! Deh! non soffrire che io mi parta da te digiuno e senz’affetto: ma fa’ con me opera di misericordia, siccome spesse volte facesti maravigliosamente coi Santi tuoi. Oh che miracolo sarebbe questo, che io divampassi tutto d’amore per te e mi struggessi; essendo ben tu [p. 185 ]fuoco che sempre ardi senza mai spegnerti, amore che purifichi i
cuori e illumini l’intelletto!

(Intrattieniti in questi pensieri e affetti santi, e poi, nell’atto che s’appresta la Comunione, dì fra te stesso col Ministro.)

Io confesso a Dio onnipotente, alla Beata Maria sempre Vergine, al beato Michele Arcangelo, al beato Giovanni Battista, ai santi apostoli Pietro e Paolo, a tutti i Santi e a te, o padre, che io ben assai ho peccato, in pensieri, in parole e in opere, per mia colpa, per mia colpa, per mia grandissima colpa. Laonde supplico la beata Maria sempre Vergine, il beato Michele Arcangelo, il beato Giovanni Battista, i santi apostoli Pietro e Paolo, tutti i Santi e te, o padre, di pregare per me il Signore Iddio nostro.

L’onnipotente Iddio abbia pietà di noi; e, rimettendoci i nostri peccati, ci conduca alla vita eterna: Così sia.

Il Signore onnipotente e misericordioso ci conceda l’indulgenza, l’assoluzione e la remissione de’ nostri peccati: Così sia.

Ecco l’Agnello di Dio, ecco Colui che scancella i peccati del mondo!

Signore, io non son degno che tu entri nella mia casa; ma di’ soltanto una parola, e l’anima mia è salvata.

Signore, io non son degno che tu entri nella mia casa; ma di’ soltanto una parola, e l’anima mia è salvata.

Signore, io non son degno che tu entri nella mia casa; ma di’ soltanto una parola, e l’anima mia è salvata.

Il Corpo del Signor nostro Gesù Cristo custodisca l’anima mia per la vita eterna: Così sia.

(Ricevi con umiltà e divozione il Corpo di Gesù Cristo, adoralo: poi di’ con tutti gli affetti dal tuo cuore:)

Dopo della Comunione.

 Imprimi, o dolcissimo Signore Gesù, nel profondo dell’anima mia la soavissima e salutevole ferita dell’amor tuo, e la vera, tranquilla ed apostolica santissima carità; affinché quest’anima languisca e si strugga sempre per amore e desiderio solo di te; te brami, ne’ tuoi tabernacoli si consumi, ed aneli di svincolarsi ed essere con te. Fa che l’anima mia abbia fame di te, che sei il Pane degli Angeli, il ristoro delle anime buone, il nostro pane quotidiano soprassostanziale, in cui è ogni dolcezza e sapore ed ogni diletto di soavità: di te ognora io abbia sete, che sei fontana di vita, sorgente di sapienza e di dottrina, focolare di lume eterno, torrente di piacere, ricchezza della casa di Dio: te ambisca di possedere, te cerchi, te trovi, a te intenda, a te pervenga, di te mediti, di te parli, e tutto faccia in lode e gloria dei tuo Nome, con umiltà e convenienza, con amore e contentezza, con facilità ed affetto, e con perseveranza sino alla fine. E sii tu solo e sempre la speranza mia, la mia fiducia, la mia ricchezza, il mio sollievo, la mia letizia, la quiete e tranquillità mia, la mia pace, la mia soavità, il mio odore, la mia dolcezza, il mio cibo, il mio ristoro, il mio ricovero, il mio ajuto, la mia sapienza, la mia eredità, il mio dominio, il mio tesoro, nel quale fissa e ferma e saldamente radicata io abbia la mente e il cuore: Così sia.

Or io ti ringrazio, o Signore Santo, Padre Onnipotente, Dio eterno, di aver saziato me peccatore, indegno tuo servo, e non pei meriti miei, ma per sola virtù della tua pietà, col prezioso Corpo e Sangue del Figlio tuo e Signor nostro Gesù Cristo. E ti prego che questa santa Comunione non mi venga imputata a colpa, ma valgami siccome salutare mediatrice di perdono, e mi sia armatura di fede e scudo di buona volontà. I miei vizj sieno per esse distrutti; le fiamme della concupiscenza e della libidine spente; la carità e la pazienza, l’umiltà e l’ubbidienza, e tutte l’altre virtù in me sieno accresciute. Essa mi sia difesa contro le insidie di tutti i nemici visibili ed invisibili; acqueti le mie passioni corporali e spirituali; mi unisca saldamente a te, Dio uno e vero, e mi conduca felicemente al mio fine. E ti prego ancora di accogliere me peccatore in quell’ineffabile convito, dove tu col tuo Figliolo e con lo Spirito Santo sei pei tuoi Beati verace lume, contento intiero, allegrezza sempiterna, giocondità compiuta e felicità perfetta: peri meriti di Gesù Cristo Signor nostro: Così sia.

(Questo è il momento opportuno, il tempo delle misericordie e delle grazie. Se il Signore ti ha dato sé stesso, qual cosa potrà ricusarti, se gliela chiedi? Prega dunque il tuo Dio, come pregheresti un amico, affinchè soccorra alle tue necessità temporali ed eterne, alla Chiesa, ai parenti, agli amici, agli inimici, ai benefattori tuoi ed a tutti i Cristiani; e che dia agli uomini sanità, pace e giustizia. Pregalo pel bene della tua patria, pei ricchi e i poverelli, i potenti e gli umili, i giusti e i peccatori, i sani e gl’infermi, per tutti, uomini e donne di qualsiasi età e condizione. Poi hai da proporti di vivere santamente secondo i precetti della carità, di fare in tutto la volontà di Dio, di sopportare con pazienza ogni avversità, e di comunicarti spesso per gloria di Dio e per tuo bene. E finalmente, potendo, aggiungi le seguenti orazioni: il salmo Benedictus Dominus, e poi il Te Deum laudamus, con le orazioni che vengon dopo; e la pace del Signore sia sempre con te.

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Sezione dedicata alla nostra amica Patrizia:

Il Dolore solo se è accettato e offerto diviene gioia, altrimenti può diventare disperazione. Il maligno tenta sempre di farci imboccare questa strada, che porta alla distruzione di sè e degli altri.
La domanda, il grido ci salva, perchè, come un bambino quando invoca la mamma è aiutato da lei, a maggior ragione o tanto più la nostra Mamma Celeste viene in nostro soccorso, portandoci lo Spirito Consolatore che ci fa ritornare la speranza.

Questo dolore non è capito dagli uomini, difficilmente ci possono aiutare, di solito LO aumentano!

Solo TU Signore ci comprendi totalmente, perchè siamo opera Tua. Fa' o Signore che possiamo amare anche chi non comprendiamo o non ci comprende, grazie. (Patrizia)

Gesù Cristo

Gesù Cristo
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Riflettiamo

Impariamo a soffermarci sulle parole e meditiamone il loro significato

L'importanza della preghiera

Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna. Tutti i beati, eccettuati i bambini, si sono salvati col pregare. Tutti i dannati si sono perduti per non pregare; se pregavano non si sarebbero perduti. E questa è, e sarà la loro maggiore disperazione nell’inferno, l’aversi potuto salvare con tanta facilità, quant’era il domandare a Dio le di lui grazie, ed ora non essere i miseri più a tempo di domandarle

(Sant'Alfonso Maria De' Liguori)

Accrescere la cultura

«Io voglio vivere per Gesù e per la Chiesa. La scienza che serve a farmi vivere sempre più per il Signore e per la Chiesa è la cultura della mia vita e tutta la mia vita di cultura». Ogni giorno, ogni ora, ogni istante io sento il bisogno di accrescere le mie conoscenze. E la Chiesa è una fonte inesauribile di vita e di cultura per me!».

(San Pio da Pietrelcina)

Il dono della Sapienza

Nella Sapienza c’è uno spirito intelligente, santo, unico, molteplice, sottile, mobile, penetrante, senza macchia, terso, inoffensivo, amante del bene, acuto, libero, benefico, amico dell’uomo, stabile, sicuro, senz’affanni. 
Onnipotente, onniveggente e che pervade tutti gli spiriti intelligenti, puri, sottilissimi. 
È un’emanazione della potenza di Dio, un effluvio genuino della gloria dell’Onnipotente, per questo nulla di contaminato in essa s’infiltra. 
È un riflesso della Luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio e un’immagine della sua bontà.

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Le preghiere dei Santi:

Le preghiere dei Santi:
Noi ci affidiamo a te. Non abbandonarci alla tristezza perché tu, Signore, sei con noi sempre. Tu non ci lascerai un istante. Se non avessi steso la mano, quante volte la nostra fede avrebbe vacillato! Tu, Signore, sei sempre intento ad accogliere le nostre confidenze. Aiutaci a non abbatterci nelle sofferenze fisiche e morali. Non permettere di affliggerci fino a perdere la pace interiore. Fa’ che camminiamo con buona fede, senza inquietudini e sconforti. Noi ci affidiamo a te: prendici la mano e guidaci pur per incogniti sentieri. Insegnaci ad affrontare la prova a mente serena, per amore tuo che la permetti. Donaci di acquistare tesori per la santa eternità. (San Pio da Pietrelcina)

Dio, nostro Padre, tu hai tanto amato gli uomini da mandare a noi il tuo unico Figlio Gesù, nato dalla Vergine Maria, per salvarci e ricondurci a te. Ti preghiamo, Padre buono, dona la tua benedizione anche a noi, ai nostri genitori, alle nostre famiglie e ai nostri amici. Apri il nostro cuore, affinché sappiamo ricevere Gesù nella gioia, fare sempre ciò che egli ci chiede e vederlo in tutti quelli che hanno bisogno del nostro amore. Te lo chiediamo nel nome di Gesù, tuo amato Figlio, che viene per dare al mondo la pace. Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.(Venerabile Giovanni Paolo II)

Padre santo e giusto, Signore Re del cielo e della terra, ti rendiamo grazie per il fatto stesso che tu esisti, ed anche perché con un gesto della tua volontà, per l'unico tuo Figlio e nello Spirito Santo, hai creato tutte le cose visibili ed invisibili e noi, fatti a tua immagine e somiglianza, avevi destinato a vivere felici in un paradiso dal quale unicamente per colpa nostra siano stati allontanati. (San Francesco di Assisi)

Tu sei grande, Signore, e ben degno di lode; grande è la tua virtù, e la tua sapienza incalcolabile. E l’uomo vuole lodarti, una particella del tuo creato, che si porta attorno il suo destino mortale, che si porta attorno la prova del suo peccato e la prova che tu resisti ai superbi. Eppure l’uomo, una particella del tuo creato, vuole lodarti. Sei tu che lo stimoli a dilettarsi delle tue lodi, perché ci hai fatti per te, e il nostro cuore non ha pace finché non riposa in te. (Sant'Agostino))

“O Dio di grande Misericordia, bontà infinita, ecco che oggi tutta l’umanità grida dall’abisso della sua miseria alla Tua Misericordia, alla Tua compassione, o Dio, e grida con la voce potente della propria miseria. O Dio benigno, non respingere la preghiera degli esuli di questa terra. O Signore, bontà inconcepibile, che conosci perfettamente la nostra miseria e sai che non siamo in grado di innalzarci fino a Te con le nostre forze, Ti supplichiamo, previenici con la Tua grazia e moltiplica incessantemente su di noi la Tua Misericordia, in modo che possiamo adempiere fedelmente la Tua santa volontà durante tutta la vita e nell’ora della morte. L’onnipotenza della Tua Misericordia ci difenda dagli assalti dei nemici della nostra salvezza, in modo che possiamo attendere con fiducia, come figli Tuoi, la Tua ultima venuta...” (Santa Faustina Kowalska))

Affinché coloro che mi guardano non vedano la mia persona, ma Te in me. Rimani con me. Così risplenderò del Tuo splendore e potrò essere luce per gli altri. La mia luce verrà da Te solo, Gesù, non sarà mio nemmeno un piccolo raggio. Sei Tu che illuminerai gli altri attraverso di me. Ispirami la lode che Ti è più gradita, illuminando gli altri attorno a me. Che io Ti annunci non con le parole ma con l'esempio, con la testimonianza dei miei atti, con lo scatto visibile dell'amore che il mio cuore riceve da Te. Amen. (Madre Teresa di Calcutta))

Signore Gesù, tu hai dato la vita per me: io voglio donare la mia a te. Signore Gesù, tu hai detto: «Amore più grande non c'è che dare la vita per gli amici». Il mio supremo amore sei tu. È sera. Il giorno ormai declina. Resta con me Signore. Voglio seguirti portando la mia croce. Signore, vieni in mio aiuto e guidami nel cammino. La tua voce, Signore, ha un'eco profonda nel mio cuore. Gesù, mio Signore e mio Dio, voglio diventare in tutto simile a te, voglio soffrire e morire con te, per raggiungere con te la gioia della risurrezione. Tu, quel gran Dio che l'universo adora, vivi in me giorno e notte. E sempre la tua voce mi implora e mi ripete: «Ho sete, ho sete di amore»! Anch'io voglio ripetere la tua divina preghiera: ho sete d'amore. Io ho sete d'amore! Sazia la mia speranza, accresci in me, o Signore, il tuo ardore divino. Ho sete d'amore! Quale sofferenza, mio Dio, e come grande! Come vorrei volare da te! Il tuo amore, o Gesù, è il mio solo martirio; perché più brucia d'amore, più desidera amarti l'anima mia. Gesù, fa' che io muoia d'amore per te! (Santa Teresa di Gesù Bambino)